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Venerdi, Marzo 11, 2005
ARBITRO SEGNA UN GOAL
Dopo aver segnato il gol, ho fischiato per convalidarlo e ho esultato". Parola di arbitro. Perché; nel regno di Sua Maestà, in un campionato amatoriale, è successo quello che, nel calcio, suona come un assoluto tabù: la "giacchetta nera", l'uomo chiamato a dirigere la partita e a sanzionare le irregolarità, il personaggio super partes per eccellenza, che - volontariamente - segna. Infila la palla in una delle due porte. Spiazza il portiere. E poi, come qualsiasi giocatore "normale", alza le braccia al cielo, per esprimere la sua gioia. Motivo di questa palese violazione delle consuetudini: la compassione. Una delle due squadre in campo perdeva per 18 a 1, e lui ha avuto pietà di quel team condannato a una sconfitta così sonante, così umiliante. D'impulso, ha sfogato l'irresistibile desiderio di far qualcosa, di ridurre quell'astronomica differenza reti. Ed è stato gol. Ma le conseguenze, come prevedibile, sono state pesanti: l'arbitro in questione - Brian Savill, 47 anni, impiegato postale, diciotto anni di carriera come direttore di gara - è stato sospeso per sette settimane. Ma non ha accettato le decisioni della Federazione, e si è dimesso. E facciamo allora un passo indietro, andiamo in Inghilterra, torniamo al 22 settembre 2001, al match tra Wimpole 2000 e Earls Colne Reserves: incontro valido per la Great Bromley Cup, torneo che si svolge nella contea di Essex. Il risultato, a dieci minuti dalla fine, era di 18 a 1 per questi ultimi. Così scatta il moto di compassione dell'arbitro. Che, ricevuto per caso tra i piedi un pallone invitante, a un passo dalla porta, lo devia prontamente in rete. Gesto caritarevole che gli procurerà molti guai, ma che certo non cambia i rapporti di forza in campo: il risultato finale è di 20 a 2.Implacabile, invece, la decisione della Federazione arbitrale dell'Essex, che ha deciso una forte punizione: "Il regolamento parla chiaro - ha sottolineato il responsabile, Phil Sammons - non è previsto che l'arbitro entri volontariamente nel tabellino dei marcatori". E in effetti, norme alla mano, le cose stanno proprio così. Nulla di esplicito è invece previsto per distinguere le conseguenze del contatto con la palla casuale da quello volontario. Nel dubbio Savill, lo scorso 8 gennaio, è stato riconosciuto colpevole di aver "gettato discredito" sulla partita con il suo gesto e quindi sospeso."Sono del tutto privi di senso dell'umorismo", ha replicato l'arbitro goleador. Precisando però, a scanso di equivoci: "Sconsiglio i colleghi dal cercare di imitarmi. Il mio è stato un gesto d'impulso". Come a dire: una follia isolata va bene, un'epidemia sarebbe devastante.
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Mercoledi, Marzo 02, 2005
Tifoso di rugby si taglia testicoli.
Geoff Huish, gallese, 26 anni, era così sicuro che la sua squadra avrebbe perso contro l'Inghilterra nella prima partita del Sei nazioni di rugby, che aveva scommesso, letteralmente, i suoi gioielli di famiglia. Così, dopo la clamorosa vittoria del Galles, ha deciso di mantenere la promessa: si è tagliato i testicoli e ha camminato per duecento metri, mostrando agli amici attoniti il frutto della mutilazione prima di cadere svenuto in un lago di sangue. Non si può dire che Huish non fosse un tifoso di parola. Come riporta il Daily Mirror, aveva pubblicamente dichiarato prima del match: "Se il Galles vince, mi taglio i testicoli". Ma gli amici del pub di Caerphilly, una cittadina nel sud dello stato, pensavano che scherzasse. Fino a quando domenica, dopo la partita, non è andato a casa, ha preso un coltello, si è mutilato e poi è tornato al pub, mostrando quello che aveva tagliato. A questo punto l'uomo è svenuto ed è stato portato d'urgenza all'ospedale, dove è ricoverato in gravi condizioni. Huish, secondo la polizia, soffriva di seri disturbi mentali. Il Galles erano dodici anni che non vinceva in casa contro l'Inghilterra, battuta a Cardiff per 11-9.
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