Lettere Agli Elettori



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Palpiti di Resistenza Umana


 

"[...]Il problema è che la libertà di espressione non si fonda, nei paesi liberi, sulla speranza che il potere la prenda bene, e abbozzi. La libertà di espressione si fonda sulla libertà di espressione, e basta, e l'ipotesi che i potenti presi di mira s'incazzino a dismisura è implicita nelle regole del gioco: per valutare se ci sia diffamazione, esistono poi i tribunali[...]"

Michele Serra



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30-Giugno-2005


Senza limiti alla vergogna...


E' Fatta. La controriforma della giustizia altrimenti nota come legge affossa-Caselli è passata al senato. Politici corrotti e mafiosi ora tireranno un sospiro di sollievo. Colui che poteva mettere il bastone tra le ruote ai loro sudici affari è stato bloccato con una legge ad personam incostituzionale.
Ora possiamo aggiornare la lista di leggi balorde e truffaldine fatte su richiesta di Berlusconi dai suoi più fedeli vassalli: la Cirami, la Cirelli, il lodo Schifani, il falso in bilancio, ecc.

A tutte queste belle cose, c'è da aggiungere un'infelice idea del comune di Milano: una targa murata in piazza Duomo 19, dove erano locati gli uffici all'interno dei quali prendeva le tangenti per la metropolitana milanese, un pluripregiudicato latitante chiamato Bettino Craxi.

Come direbbe Corrado: "e non finisce qui..."


_^[Sole]^_

scritto alle 02:07




29-Giugno-2005


Vignetta finlandese


Qui c'è una vignetta made in Finland in cui la presidentessa subisce le
avances del presidente; riporto di seguito la traduzione:



Pronto? Paavo /(cioè Paavo Lipponen, primo ministro all'epoca delle
trattative)/? Se di questo qui non ci liberiamo in altro modo ci
toccherà rinunciare subito all'autorità alimentare.

(un grazie a Salla per la traduzione)


Geppolet

scritto alle 00:49




28-Giugno-2005


L'amaca


Ma il nipote padano che accoppa la nonna padana su suolo padano, e con una sega padana cerca di farla a fettine, vogliamo o non vogliamo riconoscergli le attenuanti generiche, tipo che era molto nervoso per la concorrenza sfacciata degli immigrati che gli fregano il lavoro? E la Caritas, che fa la Caritas che regala il minestrone e un materasso ai marocchini e lascia al loro destino di inedia i giovani padani, senza neanche ricaricargli il telefonino? E il buon vecchio criminine giovanile nazional-popolare, il parricidio in villetta a schiera, gli stupri sanbabilini e pariolini, lo spaccio da liceo e da discoteca, il teppismo da stadio, la rapina al semaforo del motorino e del giubbino giusto che se non li hai sfiguri in società, non sarebbe ora di difenderlo dalla tracotanza e dall'invadenza del crimine di importazione? Questi clandestini ormai la fanno da padroni perfino sui telegiornali, tutti parlano di loro e nessuno valorizza come dovrebbe la nostra tradizione malandrina, le mafie e l'incaprettamento, la bancarotta con pensionati in rovina, il turismo sessuale... Non sarebbe ora di finirla, e restituire ai farabutti nostrani il ruolo prestigioso che ci compete nel mondo?

Michele Serra da "La Repubblica" di oggi.


_^[Sole]^_

scritto alle 23:02




26-Giugno-2005


Castrazione chimica.




www.sergiostaino.it


_^[Sole]^_

scritto alle 23:49




25-Giugno-2005


La famiglia perfetta.




Thanks to ggKids


_^[Sole]^_

scritto alle 18:37




23-Giugno-2005


La lettera agli studenti....


Mi è arrivata una mail da una ragazza che in questi giorni sta facendo la maturità. Nel suo interno ci sono i commenti in diretta fatti dagli alunni alla lettura della lettera delirante scritta da Letizia Moratti. Eccola per voi:


Pensate: ottant'anni fa esatti, a conclusione dell'anno scolastico 1924-1925, in un'Italia che contava ancora tassi altissimi di analfabetismo, furono poco più di 20.000 i candidati alla maturità. Per darvi un'idea: allora ogni 10.000 abitanti c'erano cinque "maturandi"; oggi ce ne sono ottantacinque.

Primo punto, analisi stessa della parola "maturando": persona che sta per essere maturo. Che sarà maturo a breve. Cosa c'è di maturo in migliaia di ragazzi che cercano i testi delle prove su internet facendo nottata e presentandosi sotto scuola alle 7 pur di trovare un posto decente? E in quelli che propongono di "fare la carica al carabiniere" per aprire le buste sigillate e scoprire le prove? E in quelli che non sanno scrivere un tema e se lo portano bello e fatto da casa??

Immagino le vostre ansie e le vostre trepidazioni

mmm.. certo.. come no..

le stesse che vissi anch'io tanti anni fa e che ho rivissuto poi come mamma, quando a sostenere l'esame furono i miei figli. Ma state tranquilli, perché; nell'affetto delle vostre famiglie, nell'amicizia dei vostri compagni di classe, nella dedizione dei vostri insegnanti troverete motivo per affrontare con serenità gli esami.

1. Sei madre?? Oddio, mi dispiace tanto per quei poveri disgraziati.. ma succede nella vita.. c'è chi nasce figlio a te, chi nasce interista..
2. I tuoi figli l'esame non credo l'abbiano sostenuto. Ammettilo, cocca.. non ci prendiamo in giro!
3. Affetto?? Dov'è l'affetto quando si lotta ognuno per prevalere ed ottenere il proprio bel 15?? Dov'è l'affetto nelle scale salite 4 a 4, di corsa, dando spintoni a destra e a manca pur di avere uno straccio di posto decente e riuscire a scopiazzare da una persona a cui si rivolge la parola solo perchè "mi passa il compito"??


In questi anni avete appreso tanto: dalle nozioni basilari alle più complesse conoscenze connesse alle varie discipline di studio del vostro percorso formativo. Avete acquisito competenze e capacità adeguate, che potrete utilizzare in campi e settori diversi della vostra futura vita professionale e lavorativa. Al tempo stesso la scuola vi ha aiutato a crescere, dal punto di vista sociale e culturale, come persone responsabili e

..e vissero tutti felici e contenti in una casetta di marzapane....certo.. come no!! Ciccia, hai un idea del livello di degrado a cui è arrivata la TUA scuola?? (mia non più, altri 10 giorni e ne sono fuori.. affaracci tuoi!!) Maturandi, o presunti tali, del liceo classico che chiedono con quante zeta si scriva "democrazia"?? Certo, competenze e capacità adeguate. Contaci.

Ma non intendo darvi consigli, che in questo momento potrebbero sembrare fuori luogo

Esatto. Indipercui tira fuori queste stramaledette tracce delle seconde prove e chiudiamola qua, arrivederci e grazie.

Vorrei solo augurarvi con tutto il cuore di compiere le scelte giuste, lasciandovi guidare dalla vostre aspirazioni e da quei valori che la scuola vi ha trasmesso, in modo da costruire il vostro progetto di vita con energia, creatività e fiducia. In bocca al lupo, ragazzi, e auguri per il vostro futuro.

Nota di colore: alla lettura pubblica in sede d'esame del suddetto comunicato, arrivati alla fine si vedono mani (maschili) cercare di toccare parti "nascoste". Altre mani (maschili e femminili in questo caso) fare scongiuri di ogni tipo. Altre ancora toccare ferro. Insulto libero (di fronte a insegnanti consenzienti) della suddetta ministrA . Bestemmie...salutatemi le suore di clausura che vivono di fronte a scuola..
Arrivederci e grazie


Thanks to Giulietta


_^[Sole]^_

scritto alle 18:44




22-Giugno-2005


Perseverare è dibolico.......


Non bastava averli presi per il culo con la storia del culatello di Parma (noi ne avevamo parlato venerdì 3 giugno), proprio no. All'unico capo del governo al mondo che si vanta di aver innaugurato l'unica autostrada nell'universo ad UN solo senso di marcia, questo non era sufficiente.
Nel raccontare il modo in cui riuscì ad ottenere Parma come sede dell'Authority alimentare, il nostro "gigante" della risata non ha potuto fare a meno di sbeffeggiare la presidente fillandese Tarja Halonen, dicendo: "Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente".
Se questa non è grandezza politica, ditemi voi....

In attesa della prossima figura di merda a livello mondiale, ve ne ricordo una che rimarrà scolpita nei nostri cuori:




_^[Sole]^_

scritto alle 21:36




16-Giugno-2005


Storie di ordinaria politica interna.


E' giorno e nella fallica Repubblica delle banane a tutti nota col doppio nome di Italia (per i sani di mente) e terronia/padania (per uno sparuto numero di allucinati sotto l'effetto di assunzione eccessiva di polenta), si prepara un nuovo giorno.

Un giovanotto che chiameremo come la marca dei noti tortellini, Fini, per farsela dare da una bella ragazza della quale non faremo il vero nome, ma useremo un cognome di fantasia , Prestigiacomo, ha promesso e poi mantenuto di appoggiarla ai referendum (almeno questa è la versione di quei buontemponi dei suoi compagni di partito). Pare che questa cosa abbia creato delle spaccature all'interno di A.N., perchè a quanto si è saputo da un colloquio segreto svoltosi dentro i bagni di Montecitorio (le nebbie gassose che aleggiavano non hanno permesso di capire chi fossero i due che parlavano), chi ci doveva realmente provare con la bella donna era Gasparri e non Fini.
Tira aria di spaccatura....

Rutelli, del quale tanto si è parlato in questi giorni, a quanto ci raccontano i prodiani (nuova evoluzione genetica dell'uomo formata da esseri bipedi piccoli e pelosi), pare sia stato corrotto dal lato oscuro dello sforzo. Un cameraman di "scherzi a parte", credendo che stessero girando a sua insaputa una puntata alquanto grottesca, ha acceso la telecamera ed ha ripreso Rutelli che si aggirava per il Circo Massimo, con un vaso da notte nero in testa, una tenda della doccia nera che indossava come fosse un mantello e una spazzola del cesso che brandiva come una spada laser.
L'evoluzione che porterà la Margherita a trasformarsi nella morte nera è ormai in atto da tempo e solo con l'aiuto di quei piccoli ominidi pelosi, i prodiani, c'è qualche speranza di porre un freno a Death Water.
Tira aria di spaccatura....


_^[Sole]^_

scritto alle 23:42




A Verona: sospeso prete paladino del SI'


Prete, frate cappuccino come il suo vescovo, insegnante di etica nel seminario scaligero, ma favorevole al SI ai primi tre referendum: una tesi che padre Rodolfo Zecchini ha spiegato a lezione tra le sacre mura e ribadito sui giornali. "La legge è restrittiva e parte da un presupposto discutibile. Che l'embrione sia persona", aveva detto al "Corriere di Verona". "Certo, è un embrione umano, ma non è un uomo. Come se mangiare un uovo fosse uccidere una gallina". Monsignor Flavio Roberto Carraro l'aveva zittito subito promettendo provvedimenti. E da martedì, a urne chiuse, padre Zecchini è un ex professore dello Studio teologico San Zeno. "Sollevato dall'incarico" dal vescovo imbarazzato perché; proprio a verona l'anno prossimo si terranno le assise della Chiesa italiana.

www.lucacoscioni.it


_^[Sole]^_

scritto alle 11:54




12-Giugno-2005


NON DIMEZZIAMO LA NOSTRA SCIENZA


Ci siamo. Da stamattina le urne sono aperte e perfino le previsioni meteorologiche scoraggiano ad andare al mare: temporali sul litorale ligure e anche al Sud nuvole sparse. D'altra parte l'invito agli italiani a sdraiarsi al sole non portò bene neppure a Craxi. Oggi è il giorno nel quale ognuno di noi è chiamato a decidere, a scegliere, il giorno nel quale non sono ammesse deleghe. Votare è un diritto. Anzi, qualcosa di più, qualcosa che ci appartiene e che è costato dolore e sacrifici alle donne e agli uomini della mia generazione. L'età mi consente di ricordare che cos'era questo Paese quando non c'era il problema di rinunciare al weekend per recarsi al seggio, ma mi vengono in mente, soprattutto, i momenti in cui riacquistammo dignità: il primo referendum, monarchia o repubblica, le elezioni del '48, le grandi battaglie per il divorzio e l'aborto, passaggi fondamentali per allineare l'Italia alle grande nazioni.
Certo, la materia sulla quale siamo chiamati a dire come la pensiamo è delicata, difficile: è il desiderio di diventare genitori, di creare una vita, di capire quali sono i limiti della scienza e i progressi che si possono fare per curare malattie degenerative.
Tutti hanno detto la loro: leader politici, scienziati, personalità della Chiesa e ogni opinione è evidentemente rispettabile. Non è apprezzabile, a mio parere, quella che invita all'astensione. Sono convinto che non esistano verità assolute per convincere a dire «sì» o «no» alle quattro domande che troveremo sulle schede e se il dibattito è stato a volte lacerante nelle istituzioni, lo è, in queste ore, anche in tante delle nostre famiglie: mogli che tracciano la croce da una parte, mariti e figli dall'altra, coppie che consegnano allo spoglio di domani sera la speranza di mettere al mondo un bambino, malati che affidano alle cellule staminali l'ultimo appello per la vita.
Dunque la politica - destra, centro, sinistra - c'entra poco: stavolta i conti li facciamo con noi stessi, con il nostro buonsenso, con la nostra coscienza. Io, tanto per uscire dagli equivoci, sono per quattro sì, ma credo che almeno due siano indispensabili: quello sulla scheda celeste (sì alla ricerca sulle cellule staminali embrionali) e altrettanto su quella grigia (sì alla fine dell'equivalenza tra embrione e persona).
Le argomentazioni scientifiche dovrebbero aver convinto che, mentre usciamo per andare a comperare le paste della domenica, è meglio entrare nella scuola del nostro quartiere e far valere i diritti di cittadini liberi, senza influenze da nessuna parte.
In gioco ci sono valori che riguardano la coscienza, che non è poco, e non vorrei mai che qualcuno dovesse rinunciare a una prospettiva di guarigione o di vita migliore perché; ho dato retta a un onorevole, a un ginecologo e, con tutto il rispetto dovuto, a un prelato. In questi due giorni di giugno gli italiani devono decidere, senza incertezze, se con la rinuncia agli studi sulle cellule staminali embrionali la ricerca scientifica deve essere dimezzata. Se capisco le ragioni etiche o religiose per le quali qualcuno rifiuta questa «metà», non posso accettare che questo rifiuto diventi una legge valida per tutti. Sarebbe un gran brutto precedente.

di ENZO BIAGI
www.corriere.it


_^[Sole]^_

scritto alle 20:55




La campana stonata.


La signora Maria, rimasta scioccata dopo la caduta di una delle campane della ultra nuova, ultra grande e ultra costosa chiesa costruita a San Giovanni Rotondo, ha esclamato: "Poteva finire in tragedia, è stato un miracolo di Padre Pio".
Altri hanno affermato che era un chiaro segno di Karol Wojtyla......

In Irpinia, nella valle del Vajont, nel mare di Ustica, in piazza Fontana, alla stazione di Bologna, nelle polveri delle Twin Towers, sulla linea ferroviaria di Madrid ed in tanti altri luoghi dove il periodo dei saldi "miracolosi" era già passato da tempo, tante anime hanno inarcato il sopracciglio.....


_^[Sole]^_

scritto alle 11:24




10-Giugno-2005


Cartoline per sostenere i 4 referendum











_^[Sole]^_

scritto alle 19:01




06-Giugno-2005


Facciamo due conti....


Ecco quanto ci costano i nostri cari politici:

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!



Thanks to Annalisa


_^[Sole]^_

scritto alle 12:20




03-Giugno-2005



Copyright Alessandro Maccari (mac@alessandromaccari.com)

O Beppe,

in questi giorni noi finno-italians stiamo attraversando grossi patemi d'animo.
La minaccia viene niente meno che dal nostro presidente del Consiglio, il quale sembra essere dotato di scarsa prontezza nell'afferrare le numerose occasioni per stare zitto che gli si presentano, specie in presenza dei nostri colleghi europei.
Mi riferisco alla questione dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare che, come forse non tutti sanno, era stata promessa alla Finlandia all'ultimo vertice europeo sei mesi fa in Svezia.
L'Agenzia ha modesta importanza rispetto ad altre, ma per la Finlandia, entrata nell'Unione solo sette anni fa, sarebbe stata la prima sede di un organismo comunitario.
Si può immaginare l'impegno che questo popolo così dedito alla causa europea ha profuso nell'iniziativa: tutti hanno seguito il vertice di Laeken con apprensione, e il palazzo che avrebbe dovuto ospitare la sede è già quasi costruito, in mezzo alla bellissima area di Viikki, un'oasi di natura a un quarto d'ora dall'aeroporto internazionale e dal centro.
Le credenziali di Helsinki, città ospitale e multiculturale, erano ottime dal punto di vista pratico. Resta qualche dubbio, invece, sull'alternativa di Parma, città sicuramente piacevole e dal clima più mite, ma non certo situata all'epicentro del continente e sicuramente abbastanza difficile da raggiungere (l'aeroporto di Parma vede partire dodici voli al giorno contro i 600 di Helsinki).
Tutto si può discutere, ma il punto è che il Cavaliere non ha ritenuto di mettere sul tavolo simili argomentazioni pratiche. Invece, ha ritenuto molto più determinante per l'attribuzione dell'Agenzia europea un altro fattore: a Parma si fa il prosciutto e i finlandesi neppure sanno cos'è. Ho pensato a uno scherzo o a una battuta, e ho lasciato correre.
Poi, man mano che la discussione continuava, ho cercato di non sentire.
Ma, mentre i politici finlandesi glissano con stile, i giornalisti e, pare, anche la gente comune stanno prendendo la questione sul serio. La provocazione del nostro primo ministro ha suscitato reazioni che mi lasciano vagamente preoccupato.
Apro lo "Helsingin Sanomat" (il principale giornale finlandese) del 22 dicembre e leggo alcune lettere al direttore: "Berlusconi vuole l'agenzia? Bene, e noi lasciamo il prosciutto di Parma, il Parmigiano, le scarpe e le macchine italiane nei negozi.
Lasciamo che la torre di Pisa penda in pace" (Ralf Friberg, consigliere per gli affari esteri di
Ekenäs); "Il prosciutto finlandese non è da meno del Parma: abbiamo diverse varietà, tra cui korppukinkku, saunapalvikinkku, uunikinkku e lumikinkku, il prosciutto della neve" (Aart Jan de Heer, da Turku).
Più ragionato il commento di Pentti Sadenniemi, che nel suo articolo di fondo del 18 dicembre osserva: "Berlusconi ha sostenuto il suo veto alla Finlandia con due argomenti principali: il primo - buffo ma vero - è che il prosciutto di Parma è buono e la cultura gastronomica italiana è superiore a quella finlandese; il secondo - arrogante - è che dopo aver ceduto sul mandato di cattura europeo, l'Italia doveva pur prendersi qualche rivincita. E lo ha fatto ai danni della Finlandia". Tanto per alimentare il fuoco, il 19 dicembre lo stesso giornale ha contribuito al dibattito. "PROSCIUTTO ON KINKKUA" si leggeva a caratteri cubitali, e più sotto: "Ora lo sanno un milione e duecentomila finlandesi; è abbastanza, Berlusconi?".
Mossa geniale, che ha suscitato anche l'ilarità di Romano Prodi, che ha esclamato: "Voi finnici siete troppo furbi per noi, non ce la faremo mai".
Poi ecco l'articolo di Anneli Sundberg del 23 dicembre, intitolato "Oh, Berlusconi, che cosa hai fatto!".
La giornalista, con una velata ironia, si sfoga contro il Cavaliere: "Che peccato, una nazione così bella con un primo ministro così spiacevole"; e ancora: "Ammetto che una settimana fa ero indifferente al problema. Sono stata irresponsabile. Mi pento e me ne vergogno. Non mi ero resa conto che il prestigio internazionale della Finlandia sarebbe dipeso dall'assegnazione dell'Authority, e sono d'accordo con il nostro primo ministro Paavo Lipponen: combatteremo fino in fondo e anche oltre per questa causa. L'Italia non vincerà".
Più in basso, dopo essersi risentita dell'apparente indifferenza al problema riscontrata nei politici e anche presso l'associazione degli agricoltori: "Mi consolo pensando che ce la faremo comunque, anche se per battere Berlusconi fosse necessario ricorrere a misure estreme, come per esempio bandire il prosciutto di Parma dai nostri supermercati. Speriamo che non si debba andare così a fondo, e che Berlusconi si ispiri a un manifesto pubblicitario che in questi giorni appare in quasi tutti gli angoli a Helsinki: love is giving".
Quindi, onorevole Berlusconi, a nome di tutti gli italiani in Finlandia, le chiedo aiuto.
La guerra d'inverno con la Finlandia l'hanno già fatta i russi, e sappiamo come è andata a finire. Adesso la minaccia è concreta: gli striminziti scaffali di pasta e salumi italiani, già relegati nei pertugi più inaccessibili dei supermercati finlandesi, rischiano davvero di sparire, e noi potremmo essere costretti giocoforza a cibarci di "perunalaatikko" (pasticcio di patate) e "hernekeitto" (zuppa di piselli e carne) a vita.
L'incubo tormenta le nostre notti. Cavaliere, la prego: so che siamo in pochi, ma lasci perdere l'Agenzia e le saremo grati per sempre. Se non per noi, lo faccia per il bene del prosciutto.


Alessandro Maccari (mac@alessandromaccari.com)

Caro Alessandro T. Maccari,
il tuo grido di dolore non mi lascia indifferente.
So poco del prosciutto finlandese (pensa che non conoscevo il korppukinkku, non ho mai assaggiato il sa unapalvikinkku né gustato l'uunikinkku e - quel che è più grave - ignoravo il lumikinkku, detto il prosciutto della neve).
La mia unica esperienza finnoprosciuttesca è stata la pizza "Italians" di Helsinki, lo scorso 17 novembre, durante la quale qualcuno ha provveduto ad affettare nel mio piatto simpatiche fettine di renna.
Tornando a noi: che fare, con l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare?
Anch'io sarei del parere di lasciarla alla Finlandia, visto che ci tiene tanto.
Devo aggiungere - quasi seriamente, adesso - che in materia l'Italia ha molti titoli (andavano ricordati in altro modo ma Mr B., purtroppo, crede nel potere taumaturgico della battuta diplomatica).
Concludo, e chiedo: è più allegra o più malinconica, quest'Europa dove tutti litigano come cagnolini per l'osso?
(risposta di Beppe Severgnini su Italians)




Geppolet


scritto alle 23:22