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31-Dicembre-2005
L´AMACA
Affettuosi auguri di un anno migliore all´avvocato Ghedini (capo di Stato maggiore dell´esercito di avvocati del nostro amato premier). In un´intervista di indicibile mestizia, Ghedini ha infatti rivelato che Berlusconi, arcistufo delle insensate accuse mossegli dal soviet dei magistrati, non solo rifiuta di comparire davanti ai piemme, ma non ha la minima voglia di ricevere lo stesso Ghedini. E´ davvero penoso immaginare il povero Ghedini (con questo tempaccio, poi) che staziona in Mercedes davanti ai cancelli di Arcore, o in Smart sotto Palazzo Chigi, nella vana speranza che gli venga aperto. Indossa una enorme sciarpa, e nel sedile accanto ha due o tre faldoni, un thermos di caffè, il sudoku per ingannare il tempo. E vede la brina formarsi sul parabrezza, e pensa ai suoi cari che lo aspettano invano per il brindisi, e si domanda se le pur doviziose parcelle giustifichino la sua umiliante corvé;e presso un così ostico cliente. Poco prima della mezzanotte, stasera, contiamo che il premier si ricordi di lui, e non lo lasci all´addiaccio. Nel cruscotto Ghedini custodisce anche un petardo e un cappellino di carta, che ha portato con sé; nella speranza di essere ricevuto almeno per il veglione.
Michele Serra
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scritto alle 04:35
25-Dicembre-2005

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scritto alle 13:56
24-Dicembre-2005
All'ombra di Silvio, decoder e affari del «Berluschino»
Gli incentivi del premier-fratello per il digitale terrestre? Sciocchezze: «Ci ho guadagnato solo 6 milioni di euro»
MAMMA ROSA li ha sempre sotto gli occhi nel salotto di casa, Silvio e Paolo. Due ritratti a olio, grandezza naturale. Li chiama «i miei campioni». Ma forse esagera un po'. Almeno a proposito di Paolo. Definirlo «campione» pare francamente eccessivo, salvo che alluda alla collezione di fiaschi del figlio minore nella sua carriera di vice-imprenditore, all'ombra dell'onnipresente e onnipotente fratello maggiore. Ecco, nel ramo fiaschi «il Berluschino», come lo chiamava Montanelli, è un primatista mondiale. Se tutto ciò che tocca Silvio diventa oro, tutto ciò che tocca Paolo diventa latta. Negli anni 80, non sapendo dove metterlo, l'avevano parcheggiato all'Edilnord, l'impresa edile un tempo centrale nel gruppo Fininvest, poi divenuta marginale al cospetto di tv, banche, assicurazioni e tutto il resto. E quando la legge Mammì impose al Berlusca maior di spogliarsi del Giornale di Montanelli, lui lo girò al minor (tanto il vero editore - come poi appurò una sentenza - continuava a essere il maior). L'Edilnord intanto era avviata al disastro: pochi utili e molti processi. Arrestato nel febbraio '94 per le mazzette al fondo pensioni Cariplo, a cui rifilava i palazzi invenduti, Paolino confessò e uscì (condannato in primo grado, fu assolto dalla Cassazione per un problema interpretativo). Ma qualche tempo dopo tornò davanti ai giudici per le mazzette sulla discarica di Cerro Maggiore e sul golf club di Tolcinasco: confessò e patteggiò 1 anno e 9 mesi, non prima di aver risarcito i danni alla Regione per 100 miliardi di lire sull'unghia (grazie a un prestito della Bpl di Gianpiero Fiorani). Anni dopo, nel 2002, l'Edilnord se l'accollerà Tronchetti Provera, strapagandola. A Milano si rincorrono le ironie sulla divisione dei compiti in casa Fininvest: Silvio fa i reati e Paolo va in galera. Accade anche per le mazzette alla Guardia di Finanza. Salvatore Sciascia, l'ufficiale pagatore del Biscione, dice di prendere ordini da Paolo. Il 13 luglio '94 giudici di Milano stanno per arrestarlo per corruzione, ma il fratello Silvio vara in tutta fretta il decreto Biondi che vieta il carcere per la corruzione. Poi però Bossi e Fini impongono il ritiro del Salvaladri. E Paolo finisce dentro. Per un solo giorno: confessa subito di aver autorizzato le mazzette, mentre Silvio notoriamente non conta e non sa nulla. Faceva tutto lui, Paolo. Ottenuti i domiciliari, lascia il tribunale nascosto nel bagagliaio di un Fiorino giallo, come una pianta di ficus. Però, al processo, la sua versione non regge: ai giudici basta guardarlo in faccia per assolverlo dai reati che ha confessato. È ovvio che Paolino il Parafulmine si è accollato colpe non sue. Indro Montanelli l'aveva scritto, implorando perfidamente Di Pietro di non farlo arrestare: «Se non sulla sua innocenza, sono disposto a rendere testimonianza giurata sulla sua innocuità. Ho avuto per un paio d'anni Paolo come editore, e non mi sono mai accorto del suo esistere, nemmeno quando presiedeva il consiglio di amministrazione. Vi assisteva rannicchiato sulla sua poltrona senza dare il minimo segno d'interesse, spento lo sguardo come quello d'un pesce morto, spento fra le labbra il mezzo sigaro, dal quale inutilmente sperava in una "ricaduta" di autorevolezza. Non vi era modo di vincere la sua atarassia. Cioè ve n'era uno solo: quello di mormorargli improvvisamente all'orecchio: "Ma è vero che Gullit...". A quel nome, come a quello di Baresi... reagiva come la rana di Galvani alla scossa elettrica. Di colpo gli si accendeva sia lo sguardo che il sigaro, la lingua gli si scioglieva. Ma era un attimo. Poi ripiombava nella sua atarassia. No. Di Pietro deve credermi: Paolo non può aver fatto nulla di male, almeno consapevolmente. Gli arresti domiciliari sono già sproporzionati alla statura di un personaggio al di sotto di ogni sospetto.». Infatti, l'abbiamo visto, per strappare pure lui la sua brava condanna dovrà patteggiare la pena. Nei dibattimenti, nonostante le insistenze, non ottiene che assoluzioni. Sarà imputato anche per i fondi neri del Milan nell'acquisto di Lentini: niente da fare, lui assolto e Silvio processato. Non ci credono proprio, i giudici, che fosse responsabile di qualcosa. Ma non c'è solo la cronaca giudiziaria. Anche in quella rosa il Berluschino non scherza. Ha avuto due mogli e molte fidanzate. Fra le più note, le starlet Gioia Scola e Katia Noventa. Quest'ultima cura una rubrica di varia umanità sul Giornale dell'ex moroso. Lui è fatto così: generoso. Anche Gianstefano Frigerio, che incassò da lui 150 milioni per le discariche, fu puntualmente condannato a 6 anni in tutto e ora siede in Parlamento con Forza Italia, scrive commenti sul Giornale medesimo. Ora, da qualche anno, Paolino si accompagna alla showgirl iberica Natalia Estrada. Quella che l'altroieri dichiarava a un quotidiano che «la mia relazione con Paolo Berlusconi mi ha danneggiata nella mia professione»: infatti faceva la testimonial negli spot dell'Amstrad, la società che si occupa dei mitici decoder, ora all'attenzione dell'Antitrust per gli aiutini di Stato, gentile omaggio natalizio sotto forma di decreto firmato da Silvio. Tutto in famiglia. Tirato per i capelli (quei pochi rimasti), lo schivo Berluschino abbandona per un giorno il proverbiale riserbo e dichiara ai giornali: «Nessun conflitto d'interessi, coi decoder ho guadagnato solo 6 milioni di euro». Dopo quella di droga e di falso in bilancio, abbiamo la modica quantità di conflitto d'interessi. Ma in fondo è un gran giorno. Dopo decenni da comprimario, è protagonista di qualcosa. Dopo tanta luce riflessa, quando forse non ci sperava più, ecco un bagliore di luce propria. «Pensa - aveva confidato anni fa, sconsolato, a un amico - quando esco di casa per andare in ufficio, il portiere mi domanda sempre: "Dottor Paolo, come sta la madre di suo fratello?".».
di Marco Travaglio, da l'Unità.
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scritto alle 16:39
23-Dicembre-2005

Maramotti
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scritto alle 21:57
22-Dicembre-2005
Aiutiamolo
E' in difficoltà, in palese difficoltà.
Ricapitolando: ci sono anziani bolscevichi che sui tram fanno propaganda contro il governo, i sindacati tutti che sono comunisti, le scuole sono caserme che fomentano odio nei riguardi del governo e della Moratti; poi ancora le università, la magistratura, i giornalisti (italiani e non), gli editori, gli imprenditori, gli industriali, tutti comunisti.
Come se non bastasse ci sono pure i comuni, le province, le regioni tutto in mano ai figli di Stalin (irrilevante che siano stati i cittadini a votarli, per quello ci sono i brogli elettorali in cui i comunisti sono i migliori esponenti).
E' in difficoltà, dicevo.
Una volta nel salotto dell'amico, figlio di Mussolini e zio della Mussolini (quando si dice che la sfiga si accanisce) con sempre meno nei in faccia, avrebbe fatto una meravigliosa serata di cabaret; avrebbe portato con sé; il fido Apicellacanterino e ci avrebbe deliziato con qualche perfomance canora da annali della televisione italiana. Avrebbe risposto a tono a tutti e sfoderato quella sicurezza che ci ha permesso di conquistare territori nella campagna d'Africa...ah no, scusate, mi sto confondendo.
E' in difficoltà, ripeto.
Come tutti i cittadini italiani con due lirette due in tasca si aggirava per i negozi del centro di Roma con l'idea di fare un po' di acquisti natalizi. In mezzo alla gente c'era pure un gruppo di ragazzetti anche loro lì per fare shopping. Il gagliardo Silvio decide di andare a dar loro un bacio sul capo, come farebbe ogni nonno coi suoi nipotini.
Tutto filava liscio quando un paio di ragazzine hanno esordito così: "Presidente non va così tanto bene... la gente non ce la fa ad andare avanti...". La risposta del gagliardo è stata: "siete di un´ignoranza abissale, parlate senza sapere".
Ma vi sembra il modo di rivolgersi nei confronti di un povero settantenne in difficoltà?
I giovani d'oggi non hanno più rispetto per gli anziani...
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scritto alle 20:27
21-Dicembre-2005
L'amaca
Da la Repubblica di oggi:
Gli si sta rimpicciolendo la testa. Guardate che non sto scherzando: gli si sta rimpicciolendo la testa, e io sono molto preoccupato. Non so se dipenda dal lifting, dalla pettinatura sempre più incerata e oramai identica a una cuffia da piscina, dallo sforzo di apparire compunto in campagna elettorale. Fatto sta che, quando appare, non riesco a pensare ad altro. Lo fisso per qualche minuto e cerco di ripassare mentalmente i parametri precedenti, e mi sembra proprio che il cranio si stia progressivamente ritirando, e naso, bocca e occhi tendano a raggrupparsi in un risicato riassunto del volto originario. Approfittando dei primi piani, ho anche fissato dei pezzetti di nastro isolante nero sul video, per controllare, nel corso dei mesi, se la mia impressione è suffragata dalla realtà. Vi farò sapere. Nel frattempo, mi domando se lo staff e il personale sanitario di complemento hanno sotto controllo la situazione, oppure se approfittano della generosità e della disponibilità della loro illustre cavia per insistere nei loro folli esperimenti. Qui va a finire che, a furia di stirarlo, prosciugare le rughe, rinsaldare la pappagorgia, infierire sul cuoio capelluto, ce lo riducono a una prugna. Questi qui, secondo me, hanno adottato la tecnica amazzonica dei tagliatori di teste, lo riducono a un portachiavi, vi dico. È ora che qualcuno di sensato lanci l´allarme, dopotutto è il capo del nostro governo, non va bene conciarlo in quella maniera lì.
Michele Serra
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scritto alle 16:43
20-Dicembre-2005

Vauro
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scritto alle 21:35
17-Dicembre-2005
Porno Tax
Con l'avvento della nuova Porno Tax sono stati aggiornati i listini compresi nel "Kit per il perfetto elettore" che il governo provvederà a recapitarci in vista delle elezioni politiche.
Il nostro Premier ha badato personalmente ad illustrare in diretta tv tutte le novità che faranno tendenza nel prossimo quinquennio:


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scritto alle 22:24

Vauro
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scritto alle 00:22
15-Dicembre-2005
Il nuovo contratto con gli italiani.

Durante la nostra intervista, ripresa da Rai Uno, il giovane Silvio ha presentato al mondo intero quello che sarà il nuovo contratto con gli italiani. Cuore è lieto di presentarvi in tutto il suo splendore una piccola anticipazione.
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scritto alle 03:37
13-Dicembre-2005
Cuore intervista Berlusconi
Cuore: Allora presidente, come giudica la batosta di Messina?
Berlusconi: Su su, non faccia il comunista! Non c'è stata nessuna batosta a Messina, anzi abbiamo dimostrato che possiamo vincere a mani basse.
C: Presidente guardi che le cose non sono andate bene, siete sotto del 10%.
B: Vede che mi da ragione?
C: Veramente io...
B: Ripeto non faccia il comunista!
C: Vedrò quello che posso fare, ma lei può essere un po' più chiaro?
B: C'è ben poco da essere chiari, mi pare palese no? Vabbè, le faccio un paio di domande per farle capire meglio: la differenza di voti tra i due candidati è intorno al 10%, giusto?
C: Sì.
B: La differenza tra la Juventus e il Milan sono 11 punti, giusto?
C: Così pare.
B: Allora vede che ho ragione io? Abbiamo praticamente vinto elezioni e scudetto.
C: Ho bisogno di un Aulin...
B: Ascolti, capisco che leggere l'Unità le ha causato gravi problemi, ma il ragionamento a me pare molto chiaro.
C: Mi aiuti a capire, la prego.
B: Tra i due casi che ho citato salta all'occhio subito una cosa, l'astensionismo. Al Milan mancava la difesa, a Messina mancavano gli elettori. Abbiamo semplicemente fatto un turn-over per permettere ai giocatori ed agli elettori di essere in perfetta forma per il girone di ritorno che partirà a gennaio e finirà in primavera. Abbiamo già vinto, solo che Prodi e Moggi ancora non lo sanno.
C: Un piano diabolico, complimenti.
B: Modestamente...Il leader sono io, ho governato bene per cinque anni e sono certo che governerò il Paese per i prossimi cinque.
C: Vero, vero, ma pare che ci sia del malcontento.
B: Non mi risulta, ho girato per i negozi del centro di Roma e Milano ed erano tutti pieni, mi dica lei dove vede il malcontento.
C: Così su due piedi mi vengono in mente i messinesi che non vogliono il ponte e i NO-TAV della Val di Susa.
B: Sa qual è il problema della sinistra?
C: Me lo dica lei.
B: Le menzogne. Con Gianni Letta lavoriamo 15 ore al giorno, abbiamo ridotto le tasse, abbiamo praticamente completato al 100% il programma di governo e, grazie alla devolution, sarà possibile amministrare al meglio la sanità e risolvere i problemi del territorio come, appunto, i due casi a cui lei faceva riferimento. Il governo ha già studiato una soluzione che farà contenti tutti: grazie alla devolution sposteremo Messina in Piemonte e la Val di Susa in Sicilia. Mi corregga se sbaglio, ma non ho mai sentito nessun messinese che si lamentava del Tav e viceversa.
C: Come posso darle torto? Ma se per caso i siculi si rifiutassero di andare tra i monti?
B: Abbiamo pensato anche a questa remota possibilità. Nel caso si rifiutassero, grazie alle grandi opere del governo, faremo il ponte più lungo del mondo in Val di Susa ed il traforo di 50 km nello stretto di Sicilia.
C: Metro più, metro meno, mi pare che lo stretto sia lungo 3 km.
B: Esattamente, ma noi faremo un giro largo per far godere ai turisti le bellezze di quella terra.
C: Sottoterra.
B: La Sicilia e la Calabria sono belle sia sopra che sotto.
C: Innegabilmente. Presidente, ci lasci con una delle sue solite battute.
B: Beh, mamma Rosa mi telefona: "Silvio, su La7 c'è la caricatura di Prodi"; io cambio canale e le dico: ti sbagli, è proprio lui.
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scritto alle 23:56
12-Dicembre-2005
Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba)
Marcella Amadio, segretario provinciale livornese di An: "Mi piacerebbe conoscere Di Canio, perchè in questo conformismo dilagante ha il coraggio di manifestare le sue idee".
Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An, "ognuno saluti come vuole". "Se anche avesse fatto un saluto romano - spiega - è ora di piantarla con queste esagerazioni". Per lui nel gesto del giocatore "non c'è nulla di drammatico".
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Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):
1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
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scritto alle 23:19
09-Dicembre-2005



Maramotti
scritto alle 19:54

Vauro
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scritto alle 19:45
04-Dicembre-2005

www.sergiostaino.it
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scritto alle 17:58
02-Dicembre-2005
Noi che siam coerenti.
"La mafia fa schifo ma fa schifo anche Santoro che è venuto in Sicilia non per accusare la mafia ma per fare il santone ed accusare Cuffaro. E' vergognoso per lui e per la sinistra. Caro Totò sei grande, ti vogliamo bene"
Firmato Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc, eletto nel 2004 Parlamentare europeo. Capo della segreteria di Follini, venne condannato il 21 giugno del 2001, insieme all'ex ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini, a tre anni e tre mesi di carcere per corruzione aggravata. Cesa era stato arrestato nel 1993 dopo essere stato latitante e dopo aver ammesso di aver percepito qualche centinaio di milioni di tangenti. Il 16 giugno del 2003 la Corte d'appello di Roma ha però annullato la sentenza con una motivazione di carattere tecnico: pare che il pm avese svolto funzione di gup. Cesa e gli altri si salveranno perciò, nonostante abbiano confessato, grazie alla prescrizione.
(fonte Democrazia e Legalità)
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scritto alle 00:56
01-Dicembre-2005
Grande iniziativa di protesta.
Tutti sappiamo cosa è successo a Zoro durante Messina-Inter: ululati di ritardati mentali ed insulti verso il giocatore nero dell'altra squadra, come se quelli dell'Inter fossero solo dei tamarroni usciti freschi feschi dai solarium di san Siro.
Al limite del ridicolo è stata la risposta della Figc: "tutte le partite di coppa Italia Tim Cup in programma in settimana e quelle della prossima giornata di campionato cominceranno con cinque minuti di ritardo e i giocatori delle due squadre porteranno al centro del campo uno striscione con lo slogan No al razzismo".
Ma ancora più ridicola è stata l'enfasi con la quale è stata accolta questa notizia. Ecco come ha dato la notizia la Gazzetta dello Sport: Il calcio italiano è contro il razzismo e la Figc intende riaffermarlo con questa grande iniziativa di protesta che "vedrà protagonista - si legge nella nota con cui ne ha dato l'annuncio - tutto il mondo del calcio da domani a domenica coinvolgendo dirigenti, calciatori, allenatori e arbitri impegnati nel turno di Tim Cup e nella prossima giornata di campionato".
Grande iniziativa di protesta......cinque minuti del cazzo ed uno striscione?! Ah però, mi tremano le gambe a sentire con quale pugno duro il mondo del calcio, tutto, si batte contro il razzismo. Sapete quanto se ne strafottono i tifosi fascistoidi di questa grande iniziativa di protesta?!
...ridicoli...
Ah, tanto per gradire:
(ANSA) - PARMA, 30 NOV - Durante l'incontro di coppa Italia Parma-Inter si sono alzati cori offensivi dei tifosi interisti all'indirizzo del calciatore Zoro. Il giocatore ivoriano del Messina, offeso dai tifosi dell'Inter durante la partita casalinga al punto che aveva pensato di smettere di giocare, e' stato fatto oggetto anche questa sera di cori insultanti. A nulla e' dunque valsa la decisione di far cominciare le gare di Coppa Italia con 5' di ritardo contro il razzismo sugli spalti.
Essì, davvero una grande iniziativa di protesta.
_^[Sole]^_
scritto alle 00:05
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