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31-Gennaio-2006
Beata ignoranza...
Che fossero un branco di emeriti coglioni lo si sapeva. Che fossero un branco di emeriti coglioni ignornanti anche questo lo si sapeva. Ma che fossero talmente coglioni e ignoranti, oltre che caproni, al punto di non saper neanche copiare una stracazzo di scritta su uno striscione, beh....infondo si sapeva pure questo.

Cari ragazzi "Gott" (Dio) si scrive, appunto, con due "t"!!! Capisco che entrare a far parte della coalizione di centro destra è destabilizzante, ma miseriaccia se proprio dovete farvi ridere dietro fatelo con classe, non da ultimi della classe.
Se non foste tutti da prendere a calci nel culo, patetici come siete, mi fareste tanta tenerezza.
_^[Sole]^_
scritto alle 18:02
28-Gennaio-2006
Berlusconi contro la neve!!
Clamoroso!!!
Silvio Berlusconi è tornato dai giudici per deporre contro la neve che per due giorni ha messo in ginocchio il nord-ovest italiano.
Tutto si è svolto con grande riservatezza: le nostre fonti parlano di un tête-à-tête tra il simpatico vecchietto ed il magistrato incaricato a svolgere le indagini sul caso UNIPOL.
Secondo la ricostruzione fatta dal bel Silvio, la neve di questi giorni è una chiara opera di depistaggio fatta dai comunisti per coprire (non a caso) e mettere in secondo piano i legami politici tra le cooperative rosse e tutte le generazioni diessine del passato, presente e futuro.
Come di consueto prima di andare a fare la sua deposizione spontanea, ha fatto un salto dal fido Vespa, compagno di tante notti brave, ed ha annunciato di avere altre prove certe del coinvolgimento diretto della dirigenza DS che rendono ancora più chiari i legami tra Fassino e Consorte.
Ovviamente la sua deposizione è stata presa e conservata nell'apposito scaffale chiamato "deposizioni non rilevanti sul piano giudiziario", meglio conosciuto ai più come "ma la gente non ha una straminchia da fare che far perdere tempo a noi?".
Una volta uscito dall'ufficio del giudice l'uomo dai tacchi magici ha negato di essere mai andato da Vespa e di aver detto qualcosa in riguardo a fantomatiche prove certe di coinvolgimento della dirigenza DS, dando la colpa di tutto a l'Unità e a Gramsci.
_^[Sole]^_
scritto alle 13:57
25-Gennaio-2006
Lo spot della Mondaini: "Cavaliere, uomo da amare"
L´Authority dice che la tv non deve favorire nessuno? Ma certo. L´opposizione invoca la par condicio? Ma naturalmente. Confalonieri ha promesso che Mediaset si comporterà «in modo corretto»? Ma ci mancherebbe. Poi uno accende Canale5 e trova un superspot per «l´amico Silvio». «Un uomo che bisogna conoscere per poter amare», come assicura Sandra Mondaini con il cuore in mano. Cose che capitano alle cinque della sera, lontano dai telegiornali, dai Porta a porta e dai Matrix, in trasmissioni dove tutto ti aspetteresti tranne che di veder germogliare d´un tratto un fioretto, anzi un mazzolin di fiori per «il nostro datore di lavoro», come lo chiama con rispettoso trasporto la Mondaini, ovvero «per il nostro presidente del Consiglio» come precisa con compita devozione la bella Paola Perego. Siamo a «Verissimo», trasmissione a cavallo tra la cronaca e il gossip, due milioni e mezzo di telespettatori che di solito non restano in piedi fino all´una di notte per aspettare Vespa o Mentana, e che magari non guardano neanche i telegiornali. Un target polposo di elettorato popolare, insomma. Cosa c´entra Berlusconi con la cronaca rosa o con i pettegolezzi? Nulla, si capisce. Ma a casa propria, sulle sue reti, ognuno è padrone di fare come gli pare. E non ci vuole poi tanto a montare una bella telepromozione politica, uno spottone mascherato, un consiglio per le elezioni in formato famiglia. Se poi uno è bravo, riesce pure a mascherarlo da servizio giornalistico o da duetto improvvisato, sfuggendo a ogni rilevamento, a ogni regola, a ogni misurazione. Si fa così. Si estrapolano da un´intervista al premier «scevra di domande» (come l´ha definita lo stesso intervistatore, Paolo Bonolis) tre brani strappacore. Quelli in cui il presidente del Consiglio parla della moglie conquistata «dopo un colpo di fulmine», dei figli che «sanno fare a memoria le divisioni a più cifre e accompagnano i malati a Lourdes» e di mamma Rosa, «una donna da combattimento» che metteva in fuga i nazisti. Quelli, insomma, come spiega la conduttrice alla Mondaini, «in cui non è il politico che parla ma l´uomo: il tuo amico, Sandra». Poi, con gli occhi lucidi di ammirazione, interviene la moglie di Raimondo Vianello (indimenticato protagonista, nel 1994, di uno spot identico, quello in cui annunciava a «Pressing» che avrebbe votato per l´unico uomo politico che conosceva personalmente: Berlusconi). E lei, alla domanda sul «peggior difetto» del suo amico Silvio, risponde così: «Io ho dei punti fermi. Mio marito. I miei figli. Il professor Veronesi. E il signor Berlusconi. Siamo amici, ecco. In trent´anni che ho vissuto a Roma non ho mai voluto conoscere dei politici, perché; i politici non mi piacciono. Ma ho avuto la disgrazia di conoscere un signore, di volergli bene: il mio datore di lavoro. Gentile. Divertente. Simpatico. Ottimista. Io mi sono molto affezionata a lui. E´ un uomo che bisogna conoscere per poter amare. E io, essendo in un paese libero, lo dico: voglio molto bene a Berlusconi». Quale bilancia dell´Authority, quale par condicio, quale cronometro arbitrale potrà mai stabilire il valore aureo di una simile dichiarazione di ardenti affetti aziendali e di cieca fiducia politica? E quale compensazione potranno pretendere concorrenti e avversari, quando l´esempio della Mondaini sarà imitato - da qui al 9 aprile - dagli altri conduttori di Cologno Monzese, esattamente come accadde undici anni fa, quando Vianello fu seguito a ruota da Mike Bongiorno, da Iva Zanicchi, da Ambra Angiolini, da Alberto Castagna, da Patrizia Rossetti, da Gerry Scotti e da tutte le star del firmamento Mediaset? Se non stanno attenti, Rutelli e Fassino rischiano di essere ricompensati con la stessa moneta che è toccata la settimana scorsa a Romano Prodi, al quale il Tg di Italia Uno ha dato spazio solo per insinuare il dubbio che abbia barato, partecipando alla maratona di Reggio Emilia. In fondo, è la solita regola delle tv berlusconiane: quando il gioco si fa duro, i divi cominciano a giocare.
SEBASTIANO MESSINA da la Repubblica
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scritto alle 22:12
21-Gennaio-2006

Sergio Staino
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scritto alle 17:40
19-Gennaio-2006
Schizzofrenia.
DOHA - Il leader di al Qaeda, Osama bin Laden, in una registrazione trasmessa dall'emittente araba al Jazeera - oltre ad aver annunciato la preparazione di nuovi attentati - ha proposto agli Stati Uniti una tregua condizionata, per favorire la ricostruzione dell'Iraq e dell'Afghanistan. (Agr)
Che Bin Laden fosse stato sfanculato dal proprio cervello in età prepuberale non è un mistero, ma che facesse uscite del genere è davvero una cosa bislacca.
In pratica la sua proposta è:
"Facciamo una tregua così noi, ovviamente col vostro aiuto, ricostruiamo l'Iraq e l'Afghanistan e, nel frattempo, giusto per non farsi prendere dalla noia che è l'anticamera della depressione, noi vi facciamo saltare all'aria un po' qua e un po' là. Non sono troppo un genio?"
Come si fa a non accettare proposte del genere? Che uomo meraviglioso.
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scritto alle 17:23
17-Gennaio-2006
Gioia doppia
FRANCESCO STORACE è stato intervistato con garbata distanza da Fabio Fazio e se l'è cavata con una certa ironia. Il fu Epurator, che tanti servigi ha reso alla tv berlusconiana, non è però un servo di scena alla Bondi o un embrione col ciuffo alla Giovanardi. È un tipo sanguigno e non del tutto odioso, se vi piacciono fascisti e maschilisti. E se non vi ripugnano quelli che, anche alla lontana, sono eredi del fascismo in orbace e di quello in doppio petto, che metteva le bombe e intratteneva ottimi rapporti con le dittature più sanguinarie, quasi tutte imposte dalla Cia. E questo lo diciamo per Giuliano Ferrara, che non è mai stato fascista, prima che lo diventi. E lo diciamo soprattutto per chi oggi festeggia un evento che la tv ha quasi del tutto oscurato: la vittoria in Cile di Michelle Bachelet, donna e socialista. Due colpi contro fascisti e maschilisti, due motivi di gioia per chi ricorda i giorni in cui i cileni venivano assassinati e gli squadristi nostrani battevano le mani, non potendo battere i comunisti.
Maria Novella Oppo
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scritto alle 22:51
15-Gennaio-2006
L'invasione di Milano
Ecco per voi alcune foto di un pomeriggio davvero speciale ed importante.







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scritto alle 21:55
14-Gennaio-2006
L'amaca
Il professor Gaetano Pecorella è il primo caso al mondo di avvocato con la prolunga: qualora la sua scienza giuridica, pur rimarchevole, non arrivi ad accontentare la sua esigente clientela, egli smette l´abito del difensore, indossa quello del legislatore e modifica i codici fintanto che il caso non è risolto. Al pari di certi modelli di scopa elettrica, che con l´apposita prolunga arrivano a rimuovere anche lo sporco impossibile, Pecorella-Vaporella è in grado di neutralizzare il reato praticamente ovunque, anche negli angoli, anche dietro il water. Gli basta cambiare di ruolo: esattamente come se un portiere, indignato per i continui tiri in porta della squadra avversaria, nel bel mezzo della gara diventasse (anche) arbitro, annullando i gol più spiacevoli. Naturalmente, a parte il suo indubbio talento, Pecorella deve poter contare su almeno altri due elementi decisivi: un Parlamento ormai disposto a votare anche la merda (scusate il francesismo), e un´opinione pubblica disposta, per la sua metà circa, non solo a mangiarla, ma a definirla ottima e abbondante. Per questo l´avvocato con la prolunga può ben dire, con legittimo orgoglio, non solo di non avere sbagliato clientela, ma soprattutto di non avere sbagliato Paese.
Michele Serra
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scritto alle 13:00
13-Gennaio-2006
Trasformazioni
In Serbia il miliardario Bogoljub Karic, magnate delle tv private con interessi economici di ogni tipo, dalle banche alla telefonia al gas russo, fondatore del partito "Snaga Serbije" (Forza Serbia), "il Berlusconi dei Balcani" è fuggito in Nuova Zelanda in previsione di un mandato di cattura. Poi dice che uno diventa esterofilo.
In Italia intanto Giulio Andreotti spiega: "Senza immunità parlamentare, sarei finito in galera". Poi dice che uno diventa contrario all'immunità parlamentare.
Silvio Berlusconi, dal canto suo, comunica: "Il comunismo ci vuole in galera". Poi dice che uno diventa comunista.
Marco Travaglio
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scritto alle 22:13
12-Gennaio-2006
Poesia ad personam
Questa che segue è la poesia che concluderà al Senato la dichiarazione di voto di Nando Dalla Chiesa che, in versi,spiega il no dell'Unione all'ennesima legge ad personam per salvare Berlusconi dal processo d'appello Sme.
Bentornati Senatori, dalle feste e dai ristori, tutti insieme per votare la gran legge secolare: la più urgente, la più bella; sì, la legge Pecorella. Ma quant'è curioso il mondo, nel suo gran girare in tondo, che fa nascere d'incanto una legge che può tanto. E la scrive un avvocato per salvare il suo imputato, che poi, caso assai moderno, è anche capo del governo; mentre invece l'avvocato è un potente deputato. Ah che idea stupefacente, non si trova un precedente. È un esempio da manuale di cultura occidentale che sa metter le persone sopra la Costituzione. E ora è bello, edificante, che di voci ne sian tante - di giuristi, ex magistrati, di causidici, avvocati - pronte intrepide a spiegare che la legge è da votare, poiché; vuole la dottrina che il diritto su una china più virtuosa scorrerà se la norma si farà. Ma pensate che bellezza per un reo, l'aver certezza che se il giudice è impaurito o corrotto o scimunito, potrà dar l'assoluzione senza alcuna sconfessione; che il processo finirà e un macigno calerà sull'accusa dello Stato e su chi subì il reato. Che trionfo, che tripudio! E per Silvio che preludio a una dolce terza età, l'assoluta impunità. Bentornati Senatori per la fine dei lavori. Cinque anni incominciati coi tesori detassati, poi vissuti con amore a far leggi di favore - rogatorie, suspicioni, lodi, falsi e prescrizioni - approvate in frenesia e con gran democrazia, che chi c'è non può parlare e chi è assente può votare. Mentre al pubblico, in diretta, Lui giurava: «Date retta, se non si combina niente sui problemi della gente colpa è di opposizioni, parlamento e commissioni!». Bravi voi che con tempismo combattete il comunismo, anche se nell'ossessione ce l'aveste una ragione: falsa è di Marx la tesi che lo Stato è dei borghesi; ci insegnaste voi del Polo che lo Stato è... di uno solo. Or votando con l'inchino si completi il Gran Bottino delle leggi personali, questo sconcio senza eguali. Del diritto sia mattanza, ma l'Italia ne ha abbastanza.
NANDO DALLA CHIESA
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scritto alle 22:40
09-Gennaio-2006

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scritto alle 23:08
07-Gennaio-2006
VERBALI SEGRETI
Bollettino delle intercettazioni. Ore 7,43, Silvio B. chiama a casa Paolo B.: «Hai visto? Fassino ha detto a Consorte: "Abbiamo una banca". Capisci?». Paolo B: «Oddio! I comunisti si sono comprati la Mediolanum?». Ore 8,14, Silvio B. chiama l´avvocato Niccolò G.: «Hai sentito? Fassino ha detto a Consorte: "Abbiamo una banca". Ci può servire?». Niccolò G.: «Beh, l´importante è che (omissis) non scopra che (omissis) stava per comprare (omissis). In ogni caso possiamo sempre dire a (omissis) di preparare un (omissis) che depenalizzi il (omissis)». Ore 8,20, Silvio B. chiama sul cellulare Fedele C.: «Ascolta. Fassino ha detto a Consorte: "Abbiamo una banca". Hai comprato il giornale?». Fedele C.: «Come sarebbe, Silvio? Io ho comprato Retequattro e la Mondadori: il Giornale dovevi comprarlo tu». Ore 8,28, Silvio B. chiama il professor Giulio T. : «La sai l´ultima? Fassino ha detto a Consorte: "Abbiamo una banca". Che si fa?». Giulio T.: «Beh, prima dobbiamo sapere qual è la banca. Poi chiediamo un mutuo, investiamo in fondi lussemburghesi, scorporiamo gli utili sulle plusvalenze e detraiamo le perdite dal prossimo bilancio». Ore 8,32, Silvio B. chiama Cesare P. : «Hai letto? Fassino ha detto a Consorte "Abbiamo una banca". Dove sono finiti i valori di una volta?». Cesare B.: «Tranquillo, sono sempre nella solita cassetta di sicurezza».
Sebastiano Messina da "la Repubblica"
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scritto alle 20:43
04-Gennaio-2006
Le inchieste di Cuore.
Per la serie "abbattiamo gli alberi per abbattere i neuroni", oggi mi è capitato per le mani un numero incelofanato di "di più" rivista gossippara che va per la maggiore nei saloni dei parrucchieri e nei luoghi dove si usa lobotomizzare la gente. Lungi da me la ben che minima voglia di sfogliarlo, mi soffermo abbastanza basito sulla copertina e sui meravigliosi titoli (compresi di foto) lì riportati.
Partiamo dalla foto grande: c'è Cristina Chiabotto, di cui ignoravo l'esistenza prima di oggi (spero che la di lei mamma mi perdoni), che balla con fare allegro e spigliato con un ballerino innominato, il titolo dato alla foto è: "Cristina Chiabotto balla con lui ma ama Fabio Fulco". A parte la domanda che nasce spontanea "e chi stracazzo è Fabio Fulco?!", vi posso assicurare che la mia vita, insieme a quella dei restanti 56 milioni di abitanti, sarà molto più serena grazie a questa rivelazione (strano che il Giornale non l'abbia messa in prima pagina insieme alle intercettazioni).
Andiamo avanti: a destra della foto dei mirabolanti ballerini in amore troviamo segnalato che è uscito il nuovo galateo di Lina Sotis.
Sono stati sdoganati nell'ordine:
1)La scapperata a tavola con rutto di soddisfazione finale ed esaminazione del reperto nasale insieme agli altri commensali. 2)La grattata di culo dentro i salotti borghesi della gente che conta. 3)La manata sul culo alla cameriera bona in segno di ringraziamento per il lavoro svolto. 4)Il piercing al glande mostrato a tutti con fierezza in occasione della prima della Scala. 5)Il "ma vvaffanculo" detto con soddisfazione ad ogni futuro aggiornamento del galateo che Lina Sotis vorrà donarci.
Tralasciando le foto dolcissime dei campioni del wrestling "mai visti così", sulla colonna di sinistra troviamo gli approfondimenti di questa spettacolare rivista.
Massimo Boldi: il mio amico Fiorani (giuro che è vero). Ovvero chi trova un amico trova un tesoro, quello dei correntisti della Popolare Italiana ovviamente.
Il caso Fazio. Qui la curiosità di sfogliarlo e vedere come questo settimanale possa parlare delle magagne dell'ex capocantiere della Banca d'Italia è forte, magari lo hanno beccato su una spiaggia nudisti insieme agli ex-furbetti del quartierino mentre fanno a gara a chi lo porta più lungo, ma riesco a resistere e passo avanti.
Heater Parisi, soffro di panico. A chi non verrebbero attacchi di panico alla vista di Fazio nudo? Ringraziamo Heater che ci rende partecipi dei suoi disturbi, ma perché noi e non un dottorone di quelli bravi?
Fiorello diventa papà, si dice che la moglie sia incinta. Da come è stato fatto il titolo viene fuori un palese, oltre che raro, caso di padre certo e madre incerta. Complimentoni al papà e a chi ha scritto il titolone.
Dulcis in fundo:
L'inchiesta sulle mestruazioni - come ridurre il ciclo abbondante. Domanda, come si fa un'inchiesta sulle mestruazioni? Si intervistano le ovaie? Si va a fare presenza sul territorio in cerca di testimonianze? E se poi l'inchiesta si rivelasse poco seria, ci sarebbe il rischio che a causa del ciclo abbondante si possa verificare un secondo Vajont?
Voglio ricordare che "di più" è diretto così magistralmente da Sandro Mayer, colui che intervistò il piccolo Farouk Kassam liberato dopo il rapimento; per via di quell'intervista Beppe Grillo, durante il sanremo dell'89, gli diede del coglione perché al bimbo a cui i rapitori durante la prigionia tagliarono l'orecchio, fece domande del tipo: "ti mancava la mamma? e i giocattoli?". Complimentoni.
_^[Sole]^_
scritto alle 22:21
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