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26-Febbraio-2006
Minchia, signor Casini
«Guai se commettessimo l'errore capitale ed imperdonabile di lasciare ad appannaggio del centrosinistra la questione morale e la lotta alla mafia!»: così parlò il presidente della Camera Piercasinando al congresso nazionale Udc, sotto la presidenza di Totò Cuffaro (5 luglio 2005). "Non faremo sconti: a parte Cuffaro, in Sicilia non ricandideremo nessun inquisito": così tuonò il presidente della Camera Piercasinando in un'intervista all'Espresso di due settimane fa (23 febbraio 2006). E, in un certo senso, fu persino di parola. Perché; l'Udc in Sicilia, a parte Cuffaro e qualcun altro, non candiderà inquisiti: candiderà direttamente condannati. Le liste non sono ancora definitive, ma dopo il direttivo regionale dell'Udc tenutosi l'altro giorno a Palermo, si danno per scontate - fra le altre - le candidature di Giuseppe Drago e Calogero Sodano. Ora, è comprensibile che nel partito dell'"Io c'entro", trovare qualche decina di incensurati da mettere in lista in Sicilia sia impresa ardua. Ma mettere in lista i due suddetti personaggi dopo aver promesso di "non fare sconti" a nessuno, denota un grande senso dell' umorismo. Questi non sono sconti. Sono saldi di fine stagione. Giuseppe Drago, sottosegretario agli Esteri, era fino al 1998 presidente della Regione Sicilia. Poi, poco prima di lasciare l'incarico, ebbe un bella pensata: svuotò la cassa dei fondi riservati del governatore e portò via i 230 milioni di lire ivi contenuti. "Li ho spesi in beneficenza", disse. Purtroppo i giudici non gli han creduto: il Tribunale di Palermo l'ha condannato a 3 anni e 3 mesi per peculato e abuso, e la Corte dei Conti a restituire il maltolto. Ergo Drago sarà in lista per l'Udc. Il senatore Calogero Sodano, ex sindaco di Agrigento, è ancora meglio. Dall'altroieri la sua città è tappezzata di manifesti di Legambiente guidata dal battagliero avvocato e consigliere comunale Peppe Arnone, per ricordare all'inclita e al colto la fedina penale dell'illustre concittadino: "condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi per aver favorito l'abusivismo edilizio nella Valle dei Templi in cambio di sostegno elettorale; 3 anni e 4 mesi in Tribunale per gli appalti truccati del depuratore del Villaggio Peruzzo e delle opere di urbanizzazione di Favara ovest; 1 anno in Tribunale per la gestione illegale dell'acquedotto municipale; imputato per la sua villa abusiva nella valle dei Templi e per aver truccato l'appalto della nettezza urbana". Totale: quattro condanne per un totale di 6 anni di reclusione e due processi in corso. Legambiente finge di prendere sul serio la promessa di Piercasinando: "Grazie, presidente Casini! Grazie per la lezione di etica fornita agli agrigentini, grazie per aver deciso di escludere dalle liste Udc, con l'eccezione di Cuffaro, i politici inquisiti. Ma il senatore Sodano lo ha dimenticato? Che un soggetto con la sua fedina penale rappresentasse Agrigento in Parlamento ha costituito una gravissima offesa per l'etica, la politica, la morale degli agrigentini, nonché; un pessimo esempio per tutti gli altri politici di come si fa carriera violando le leggi. Per questo ringraziamo il presidente Casini per il principio morale che intende applicare al suo partito, che speriamo farà pulizia ad Agrigento di persone impresentabili quali il senatore Sodano". Salvo miracoli, Sodano sarà regolarmente in lista. Poi ci sono gli inquisiti "semplici". Come Saverio Romano, già prosciolto nel processo per il caso Guttadauro-Cuffaro & C. ma di nuovo indagato per le rivelazioni del pentito Campanella, e dunque numero 2 della lista Udc per la Camera. Quella del Senato, capitanata dall'ottimo Cuffaro, avrà invece al secondo posto Calogero Mannino, condannato in appello per concorso esterno in mafia: poi la Cassazione annullò la sentenza, non certo perché; non ci fossero elementi a carico dell'imputato, ma perché; la motivazione fu ritenuta insufficiente. Il secondo appello inizia domani, ma la legge Pecorella lo manderà in fumo, salvo che venga dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Questo naturalmente è solo un piccolo campionario del partito di Piercasinando. Il quale ieri, dall'alto della sua cattedra morale, ha lanciato un appello ai magistrati italiani riuniti a congresso: "Fate pulizia in casa vostra per essere più credibili".
Marco Travaglio da l'Unità
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scritto alle 21:17
19-Febbraio-2006
La psicosi del brodo di cappone.
Più o meno ogni giorno, da mesi, gli esperti ci spiegano che ci si può ammalare di aviaria solo attraverso il contatto diretto con un uccello migratore ammalato. Sono stati individuati cinque modi principali per contrarre il virus: 1. Leccare un cigno morto; 2. Andare appositamente in Asia e voltolarsi nudi nella cacca di pollo per almeno un'ora; 3. Inghiottire al volo un tordo crudo; 4. Pulire con la lingua un cornicione imbrattato dai piccioni; 5. Limonare con un barbagianni. In Asia il virus è endemico tra gli uccelli di ogni tipo da una diecina d'anni, ma sono morte solo poche decine di persone, in condizioni igieniche pessime e tutte a causa di uno dei comportamenti sopra descritti.
Statisticamente, è molto più facile morire per un incidente domestico che per l'aviaria: ciononostante la gente crede che una casa senza crocchette di pollo e con la canna fumaria intoppata sia un luogo protetto. E che tenere in giardino due rottweiler nevropatici sia molto più sicuro che avere una gallina.
È in questo clima che in Italia dilaga la psicosi del pollo assassino. Milioni di consumatori sono convinti che i petti di pollo, il brodo di cappone e le uova sode uccidano all'istante non solo chi li mangia, ma anche chi li nomina. Questa pollofobia non ha alcun interesse per i virologi, ma appassiona gli studiosi di psicologia di massa.
La domanda che è alla base di questa disciplina venne formulata, alla fine dell'Ottocento, dal medico tedesco Otto Trauber, nel suo famoso saggio 'Ma la gente, è cretina?'. Trauber aveva studiato a lungo la credenza popolare secondo la quale, se una donna con le mestruazioni tocca una pianta, la fa appassire. Fece un esperimento: chiese a cento donne mestruate di toccare un mazzo di fiori. Il mazzo, ovviamente, non appassì, ma la centesima donna, un'obesa di Düsseldorf, inciampò avvicinandosi al vaso e schiacciò i fiori. Al dottor Trauber apparve chiaro che l'esperimento aveva dimostrato empiricamente ciò che anche la logica suggerisce: e cioè che non esiste rapporto tra mestruazioni e stato di salute della flora. Ma le protagoniste dell'esperimento non furono di questo parere: vedendo i fiori schiacciati, si considerarono colpevoli collettivamente del triste epilogo, piansero a lungo e picchiarono duramente il dottor Trauber perché le aveva indotte a rovinare dei fiori così belli.
Trauber elaborò il suo postulato scientifico più celebre: 'La gente crede solo a quello in cui vuole credere', che è il titolo del suo secondo saggio. Il terzo, scritto poco prima di morire, era un malinconico testamento scientifico: 'Questi qui non la capiscono neanche se gliela ficchi in testa a martellate', accolto severamente dalla critica del tempo che giudicava l'opera di Trauber antipopolare e contraria allo spirito positivista dell'epoca.
Al di là delle controverse teorie di Trauber, non c'è dubbio che diversi accadimenti, dalla sua morte ai giorni nostri, avvalorano almeno una parte delle sue conclusioni. Comportamenti e convinzioni privi di qualunque supporto razionale (come la paura di contrarre l'aviaria mangiando pollo) hanno spesso larghissima diffusione. Dall'idea che esista davvero l'impero sommerso di Atlantide, con i tritoni, le sirene e tutto il resto, all'idea, ancora più pazzesca, che esista la Padania. Dagli avvistamenti degli Ufo soprattutto sui cieli che sovrastano le birrerie e i pub, al miracolo economico previsto dal governo italiano. Dalla convinzione che le piramidi siano state erette dagli alieni, a quella che la mafia riuscirà finalmente a costruire il ponte sullo Stretto.
"La gente", scriveva Trauber nel suo diario, "crede nelle cose più assurde, e lo scienziato vedrà sempre le sue confutazioni razionali infrangersi contro il muro della credulità. Per questo lo scienziato è triste, e la gente è contenta". Fa impressione pensare che Trauber scrisse queste righe senza sapere che, dopo la sua morte, si sarebbero affermate la gemmoterapia e Berlusconi.
Michele Serra da l'Espresso
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scritto alle 15:54
14-Febbraio-2006
Metti una sera al cinema...
Ieri sera esco da lavoro (suona strano ma vi assicuro che lavoro) e non avendo nulla da fare decido di andare al cinema. Visto che tutti i cinema a luci rosse sono abbastanza lontani da dove lavoro io, opto per un cinema del centro dove danno "le libertine" che dicono essere carino.
Finita la fila alla cassa (poca in relatà essendo lunedì sera) ed arrivato il mio turno per acquistare il biglietto ("7 euro e 50" dice la cassiera), metto mano al portafogli quando sento alle mie spalle: "e diciamolo!". Penso "minchia Fiorello", mi giro e dopo essermi ripreso dallo spavento metto a fuoco che era La Russa.
La cassiera che evidentemente aveva fretta mi ripete "sono 7 euro e 50", io la guardo e le faccio: "gliene do 20 se non lo fate entrare". Ovviamente gliene avrei dati anche 50 ma purtroppo la mia offerta non è stata accettata. Mi rimetto il portafogli in tasca, mi giro, lo guardo in faccia, penso che forse era meglio il cinema a luci rosse e me ne vado a casa avvilito.
Ditemi voi se questa è vita. La primavera passata vado in un negozio di musica a Modena, in centro, e dentro mi trovo Giovanardi (che sia lui o il fratello poco importa, sono gemelli..). Ieri La Russa, mi manca Buttiglione ed ho finito la raccolta delle figurine dell'orrore. Certo mi mancherebbero pure Gasparri, Bondi, Calderoli e Schifani, ma sono come gli scudetti nelle figurine panini, introvabili.
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scritto alle 14:37
13-Febbraio-2006
Il miracolo italiano.
Sul fatto che lui sia "unto" dal Signore credo che nessuno lo abbia mai messo in dubbio. Anche la sua somiglianza con Napoleone è palese: basso, pelato, uno usava gli stivali coi tacchi e l'altro usa i tacchi senza stivali, uno usava un cappello tipico di quei tempi e l'altro usa la bandana tipica dei settantenni del duemila. Napoleone girava sul suo bel cavallo bianco e pure mr unto, che non vuol essere da meno, gira sul suo bel cavallo della rai.
Ma certo a pochi, se si escludono Bondi e Badget Bozzo, ha mai preso forma il pensiero che lui potesse essere il Gesù Cristo della politica. Oddio, qualche segnale miracoloso nel corso degli anni lo aveva dato, ma tutti pensavamo che dietro ci fossero doppi fini: il miracolo dei finanziamenti miliardari spuntati dal nulla, quello della quotazione in borsa dei suoi debiti, quello delle sentenze cancellate ed ultimo il miracolo dei sondaggi dell'americana Swg che lo danno per vincitore. Pazienza se il direttore dell'istituto dice che sono notizie false, quello che conta è il miracolo.
In attesa di scoprire chi sia il Barabba della politica, è già partita la campagna pubblicitaria di Sky per la trasmissione in diretta tv della via Crucis, ribattezzata per l'occasione via Montenapoleone (o Montenapo, per la gente più chic), che culminerà con la crocifissione e, dopo tre giorni, con la ressurezione nel paradiso fiscale scelto dallo stesso gesùcristodellapolitica.
Sky, il modo nuovo di vivere la tv.
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scritto alle 14:52
11-Febbraio-2006
Il virus dei rossi
Caro George W., scusa se mi distolgo dai miei molti impegni di salvatore del mondo, ma mi corre l'obbligo di informarti che ho finalmente scoperto dove Saddam Hussein ha nascosto le armi di distruzione di massa: in Italia. Solo che non si tratta di ordigni all'uranio, come tu credevi grazie al dossierino che ti feci recapitare dai miei servizi segreti tramite Panorama. Si tratta di una micidiale arma batteriologica in grado di infettare col virus del comunismo anche i miei più fedelissimi, che pure credevo immuni. L'ultima vittima dell'epidemia è il Garante delle Comunicazioni, da me personalmente nominato per far chiudere quei due o tre programmi che ancora non controllo: ha multato una mia rete solo perché; mi aveva fatto intervistare da una decina di miei dipendenti. Il penultimo contagiato è il presidente della Rai, che avevo personalmente nominato in casa mia: non vuole nemmeno prestarmi Vespa per il nuovo Contratto con gli Italiani. E dove dovrei firmarlo, di grazia: a Isoradio? Il virus dei rossi, ben più di quello dei polli, dilaga in tutt'Italia. Un certo Craxi, con tutto il bene che ho fatto a suo padre, s'è buttato a sinistra con una lista che porta addirittura il cognome paterno. Il Partito dei Pensionati s'è tinto di rosso e s'è andato a mettere con Prodi (da mesi peraltro mi segnalavano pensionati milanesi che salivano sui tram travestiti da poveri per aizzare i passeggeri contro la riduzione delle tasse ai miliardari). Calderoli va a dare dell'abbronzata a una donna palestinese, scatenandomi contro tutto l'Islam che finora - vedi guerra alla satira - mi seguiva come un sol uomo. Poi c'è Ciampi: l'altro giorno mi ha rimandato indietro la legge che mi abolisce il processo Sme con la scusa che è incostituzionale. Anche i sondaggisti han saltato il fosso e diffondono fosche previsioni. Persino l'amico Massimo non mi ha voluto a Ballarò, dove mi ero autoinvitato: non vorrei che mi stesse diventando comunista anche lui. Del resto, non mi stupirei più di nulla. Quel bolscevico di mio fratello Paolo, mentre faccio un decreto per i decoder, si mette a distribuire decoder per sputtanarmi. Non ti dico Piersilvio e Marina: io scateno la guerra mondiale a Unipol, e loro che fanno? Si mettono con Gnutti, dunque con Unipol. Temo si siano iscritti in segreto alla Terza Internazionale. Per non parlare di Veronica: è assicurata con Unipol e, profittando di un mio momento di distrazione, ci ha assicurato anche me! Ora temo per mamma Rosa: l'altro giorno l'ho scoperta in cantina che sfogliava Lotta Comunista, nascosta in una copia di Playboy. Una mia ministra, tale Prestigiacomo, mi rema contro con la scusa delle quote rosa, come se io fossi un nemico delle donne: ma mi sta bene, così imparo a fare ministro una donna. Il mio presidente della Camera, tale Casini, se ne vien fuori a dire che vuole pure lui tre tv. Il mio vicepresidente del Senato, Fisichella, si mette con la Margherita con la scusa che ho distrutto la Costituzione. Non ti dico i colleghi imprenditori: tutti contro. Una sera vado da Vespa e mi trovo Della Valle, quello delle Brigate Garibaldi-Confindustria, che mi dice di metter via i disegnini. Vado in Procura ad accusare i Ds (le mie solite balle, tu ne sai qualcosa) e il mio socio Tarak Ben Ammar, che mi aveva sempre tenuto bordone, mi smentisce. Manca solo che mi diventi comunista l'amico Vladimir: pensa che, nel bel mezzo della campagna elettorale, ha deciso di tagliarci il gas al solo scopo di farmi perdere voti. E ora annuncia pure che incontrerà i capi di Hamas. Oddìo, farebbe comodo anche a me un po' di Hamas: io soffio sul fuoco nella speranza di qualche incidente a Torino 2006, ma questi no global non sono più quelli di una volta: neanche un lancio di cavalletto, quando ne avrei tanto bisogno. Ecco, caro George, non ritieni che esistano ormai anche in Italia gli estremi per esportare la democrazia anche in Italia con un'altra guerra preventiva? In caso di risposta affermativa, visto che sei di strada, ti chiederei di dare una sventagliata anche a Cuba, dove i nostri giudici fanno turismo sessuale. In attesa di un cortese riscontro, e ringraziandoti anticipatamente per quanto vorrai fare per me entro e non oltre il 9 aprile, ti confermo che ci vediamo fra due settimane alla Casa Bianca, semprechè i due infermieri che stazionano davanti alla porta della mia camera me la aprano e mi liberino da questa strana camicia bianca che mi immobilizza le mani. Servilmente tuo, Silvio B.
Marco Travaglio - l'Unità 11/02/2006
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scritto alle 19:27
10-Febbraio-2006
C'è del marcio in Danimarca
Mentre il Grande Puffo, che come tutti sanno è alto due mele o poco più, passa il tempo a fare il simpatico giullare salendo sulle sedie (per ovvi motivi) durante le foto di gruppo, la vita politica ed economica del nostro Villaggio tende ad andare avanti tra gag d'avanspettacolo e rutti e peti alla bagaglino.
Il bel mattacchione che porta il nome di Ignazio La Russa apre le danze con una meravigliosa boutade; rivolto al collega Giogetti ha detto: "perché non fai una dichiarazione sulle bombe della Santanchè?". Non l'ha presa benissimo l'onorevole Daniela (la potete riconoscere col medio alzato nella foto a destra, è quella coi capelli), ovviamente. Io però sono fiducioso: un giorno qualcuno a destra, oltre ad udire squilli di tromba, farà contento il popolo italiano e la farà sul serio quella dichiarazione, altrimenti per quale altro motivo sono stati eletti 5 anni fa?
Il sempre "molto amico mai stato comunista" Putin ha tagliato ancora una volta le forniture di gas all'Italia costringendo Scajola, che ricordiamo essere (giuro) Ministro della Repubblica, a diramare dei mandati di cattura per le caldaie che saranno trovate in possesso di una dose di gas superiore a quella minima prevista dalla legge. Pur assicurando che non ci sarà il carcere per le povere sventurate, ma solo delle comunicazioni in questura o al massimo il ritiro delle loro patenti, il (giuro) Ministro ha affermato che non ci sarà differenza di giudizio che siano esse caldaie, appunto, o termosifoni.
Calderoli noto nel suo quartiere per essere odontoiatra, razzista, xenofobo, oltre che (giuro) Ministro della Repubblica, messosi un vaso da notte in testa ha deciso, dopo aver incitato il Papa a fare un colpo di Stato, di prendere la testa delle sue truppe e di andare a fare le crociate come Brancaleone. La foga del momento ha fatto passare di mente al (giuro) Ministro che in Palestina rischia di incotrare i parenti di Rula Jebreal, la signora abbronzata che di mestiere fa la giornalista su La7 e che lui ha insultato in diretta tv. MI piacerebbe esserci e godermi lo spettacolo...
In vista delle elezioni del 9 aprile nel centrodestra oltre ad accogliere tutti quei partitelli di nazifascistoidi in giro per l'Italia, si sta procedendo in un'opera di accoppiamento tra la Lega del senatur ed il movimento autonomista siciliano. Si è ancora indecisi su quale leghista debba portare in grembo il frutto di cotanto amore (voci di corridoio indicano Maroni). Nel frattempo i grandi cervelli della destra sono impegnati a far passare questa grottesca unione, che ricorda i tanto odiati pacs, come la più grande opera di fusione intellettuale degli ultimi 70 anni.
Notizia dell'ultima ora: alla famiglia Gheddafi girano i coglioni a causa delle dichiarazioni del (giuro) Ministro Calderoli.
C'è del marcio in Danimarca, disse quello...
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scritto alle 17:16
09-Febbraio-2006
Senza Parole

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scritto alle 11:51
08-Febbraio-2006
Il processino.
PER NEGARE L´EVIDENZA - e cioè che il primo imputato a essere interessato all´inappellabilità delle assoluzioni è proprio lui - il presidente del Consiglio ha creato ieri una nuova categoria di procedimenti giudiziari: il processino. Alla radio, a un´ascoltatrice che gli chiedeva conto del legame tra la legge respinta da Ciampi e le sue vicende giudiziarie, Berlusconi ha risposto così: «Ma cosa c´entra un processino che io ho...». Cos´è un processino? Una contravvenzione per sosta in doppia fila? Una multa per una veranda abusiva? No. Dicesi "processino" un procedimento giudiziario nel quale voi siete accusati di aver fatto arrivare 500 milioni di lire sul conto svizzero di un giudice (condannato a otto anni di carcere), facendoli passare attraverso il conto del vostro avvocato (condannato a cinque anni), processo in cui ve la siete cavata in primo grado con una provvidenziale derubricazione della corruzione in atti giudiziari in corruzione semplice (grazie alla quale il reato è stato dichiarato prescritto). Questo è un "processino": è bene che lo sappiate, se mai doveste diventare presidenti del Consiglio.
P. S.: Non c´era Prodi, ieri sera, a «Il senso della vita». Chissà come ci saranno rimasti male Bonolis, Piersilvio B. e Confalonieri: ci tenevano tanto.
Sebastiano Messina - la Repubblica 08/02/2006
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scritto alle 17:43
Quella lettera a un Bambino Morto
L'Unità - 07/02/2006
Gentile direttore, sono la mamma di un neonato deceduto per Sids (Sudden Instant Death Syndrome, meglio conosciuta come «morte in culla») ad ottobre 2005, all'età di due mesi. Come tante altre madri, in questi giorni ho ricevuto la lettera con cui il Presidente del Consiglio, rivolgendosi al mio piccolo Elia, gli comunica che il governo ha stanziato per i suoi genitori il bonus di 1.000 euro. Non voglio commentare nel merito il provvedimento, al quale, peraltro, non ho comunque diritto per motivi di reddito. Il tono diretto e confidenziale utilizzato nella missiva, che si conclude con un augurio di «...una vita lunga, serena e piena di successi...», mi ha sconvolta ed indignata. Chi ha perso un figlio sa quanto sia difficile e tormentato il cammino dell'elaborazione del lutto, esposto ogni giorno alle insidie dei ricordi, dei luoghi e degli oggetti che rievocano continuamente un progetto di vita e di amore che non potrà più realizzarsi. Ricevere una lettera così, mi creda, fa molto male; mi sono sentita violata nei miei sentimenti più intimi e profondi. Mi rendo conto che il presidente del Consiglio non possa occuparsi personalmente di tutto, ma visto che per la prima volta si è premurato di utilizzare toni amicali (non mi risulta infatti che il bonus del 2004 per il secondo figlio sia stato accompagnato da una lettera analoga a questa), quasi fosse un parente lontano ma premuroso, mi sarei aspettata maggiore attenzione e sensibilità. Basta poco per informarsi ed apprendere che il tasso di mortalità infantile nel primo anno di vita si aggira intorno al 4,4 per mille dei nati vivi (dato del 2005, acquisibile con una banale ricerca su Internet). Oltre a me, tante altre madri che hanno perso il loro cucciolo riceveranno questa lettera (il 4,4 per mille di 600.000, che è il numero di lettere inviate). Come si può trascurare questo dato? Come si può non pensare che non tutti i neonati che vengono al mondo sopravvivono? Dimenticavo però che la campagna elettorale è cominciata da un pezzo, ed i protagonisti dell'agone politico-mediatico non possono certo permettersi il lusso di preoccuparsi delle disgrazie delle persone. Almeno evitassero di scrivere. La ringrazio per l'attenzione.
Erica Fiore
Quanto disgusto e quanta tristezza si può provare leggendo questa letterà?
Mentre con un sorriso mi mettevo nei panni di quelle famiglie di extracomunitari che hanno ricevuto la letterina del pelato dove veniva loro promesso il bonus di 1.000 euro, ma si sa che la legge comprende solo cittadini italiani o comunitari e pazienza se si prende per il culo gente a cui farebbe davvero comodo quella cifra, in questo caso mi sento mortificato per quelle famiglie che, come nel caso della lettera inviata a l'Unità, perso un figlio si troveranno derisi per semplici e biechi scopi elettorali.
Mi sono sempre vantato di avere un buon senso dell'umorismo (anche se chi si vanta da solo...) ed ho sempre pensato che non c'è niente di meglio dell'ironia per dare risalto a notizie che fanno cadere le braccia. Ho cercato, quindi, un modo ironico per riportare la lettera di Erica Fiore, ma come si può scrivere qualcosa davanti a tanta idiozia?
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scritto alle 17:38
04-Febbraio-2006
Ride bene...
Ieri, durante la terza conferenza programmatica di Alleanza Nazionale, è stato trasmesso un video con Roberto Benigni tratto da Rockpolitik ed una voce fuori campo diceva: "in un Paese normale, i comici non devono fare i politici".
A parte che in un "Paese normale" un partito nato direttamente dalla ventrazza di Mussolini non potrebbe stare al governo, bisogna ricordare ai vari Gasparri, Storace e compagnia bella, che sempre in un "Paese normale" i politici non devono mai fare i comici
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scritto alle 10:53
03-Febbraio-2006
Una nuova strada.
Stanotte mi è apparso in sogno, visione mistica celestiale, padre Badget Bozzo e, indicandomi la direzione da prendere per entrare nelle grazie di nostro Signore (peccato solo che era l'indirizzo di un'enoteca), mi ha dato in carico quello che una volta era il compito del sempre molto intelligente Giuliano Ferrara ossia scrivere i discorsi per il nostro anziano premier.
Solo per voi, in anteprima planetaria, ecco il discorso da me scritto che Silvietto leggerà alle 4 del mattino a Nettuno, durante la lezione di algebra lineare da lui svolta per l'occasione:
"Carissimi italiani e carissime italiane, mi duole interrompere la lezione di algebra lineare ma i tempi bui che si prospettano all'indomani del 9 aprile, nel caso (remoto) che i comunisti vincano le elezoni, mi vedono qui a mettervi in guardia sul grande pericolo che noi tutti stiamo correndo.
Quello che dall'amico Vespa ho descritto come un "pentangono rosso" si è rivelato qualcosa di molto più pericoloso. Come da me descritto col coraggio che mi ha sempre contraddistinto, questa organizzazione pentagonale è formata da comuni rossi, coop, Pci-Pds-Ds, magistratura rossa e finanza rossa.
Ma non è tutto: all'interno di questa figura geometrica che porta sulla coscienza l'orrore di milioni di morti c'è un'intera galassia malvagia di corruzione fisica e spirituale. Giornali, scuole, università, banche, in una democrazia come la nostra è impensabile che siano tutte in mano a questi loschi figuri che girano con una stella rossa tatuata nel cuore.
Tutte le volte che mi guardo allo specchio interrogo la mia immagine riflessa su questi temi a me molto cari. Com'è possibile che io, l'italiano con la migliore capacità realizzativa della mia generazione non riesca a porre un freno, coi pochi mezzi che mi sono rimasti a disposizione, all'avanzata di questi collusi con la camorra che non porteranno altro che miseria, distruzione e morte?
Il fatto reale è che stanno cercando di togliermi di mezzo con tutti i trucchetti dei quali si sono serviti in questi anni: limitazione della libertà di parola con il bavaglio della par condicio da me sempre definita come legge illiberale; controlli fiscali pilotati e accuse di frode create ad arte dalla magistratura rossa; accuse di collusione con la mafia soltanto perché lo stalliere della mia villa di Arcore, già pregiudicato, è stato uno dei maggiori esponenti del traffico di droga internazionale, od anche perché un mio carissimo amico a cui ho dato il compito di organizzare la mia campagna elettorale è stato condannato a 9 anni per associazione mafiosa e gira tutt'ora a piede libero.
Vi rendete conto cosa debba sopportare tutti i santi giorni? Ho reso questa nazione una di quelle col maggior benessere dei Paesi occidentali; tutti hanno due o più cellulari, i negozi del centro sono sempre pieni, il livello di sicurezza è cresciuto grazie ai poliziotti di quartiere ed alla modifica della legge per la leggittima difesa.
Ma io non mi farò mai intimidire, al contrario, andrò avanti per la mia strada come ho sempre fatto col coraggio che contraddistingue un liberale come me. Ho fondato un movimento politico che si chiama Forza Italia perché il nostro Paese aveva bisogno di me ed io ho risposto con grande entusiasmo e con tanti sacrifici economi ed affettivi.
E allora che s'innalzi al cielo l'urlo che farà tremare i maligni rossi, lo stesso urlo che risuonerà nelle loro orecchie per tutti gli anni a venire: Forza Italia, Forza di Libertà!!!"
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scritto alle 10:28
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