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30-Aprile-2006

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scritto alle 02:10
29-Aprile-2006
COGLIONI AL SENATO!! SGAMATI SUBITO ALLA PRIMA VOTAZIONE!
Siamo in una fase di stallo. L'Italia è divisa in due: da una parte troviamo i coglioni e dall'altra i rincoglioniti, una versione moderna di Guelfi e Ghibellini in acido. Senza parlare poi dei nomi che sono stati candidati alle presidenze di Camera e Senato.
La prima, dopo una gara di rutti con i Ds, è andata a Fausto Bertinotti che ha scelto come sede istituzionale il Billionaire di Briatore. Per il Senato i giochi si devono ancora chiudere. L'Unione ha puntato tutto su Marini (e me cojoni, direbbero a Roma), mentre la Cdl ha candidato il giulivo Andreotti (baciamo le mani, direbbero in Sicilia). Bisogna scegliere tra il primo i cui meriti sono talmente tanti da non venirmene in mente neanche uno, ed il secondo i cui demeriti sono talmente tanti che mi prenderebbe un attacco di ansia al solo pensiero di elencarli tutti.
La battaglia al Senato è senza esclusione di colpi (di lupara). Alcuni senatori vengono colpiti da attacchi di vergogna improvvisi quando in un lampo di lucidità si rendono conto di dare il loro voto ad Andreotti. Ma è solo un momento, poi tornano ad essere (a)normali come sempre.
In un momento di isteria collettiva, quando si cominciava a intuire che la votazione rischiava di andare per le lunghe, con l'elasticità di una giovinetta Rita Levi Montalcini (97 anni) è saltata in piedi sulla sedia e, strappandosi le vesti e urlando "pour la liberté, vive la France!" è partita alla carica dei senatori dell'Udeur. Sfortunatamente è stata fermata dai commessi del Senato poco prima che potesse colpire il suo bersaglio (nella foto vediamo la giovane Rita in testa ai rivoltosi).

In tutto questo, dopo che la seconda votazione bis è finita a cazzo grazie a qualche mente illuminata del centro sinistra, il non più giovane come una volta presidente Scalfaro ha rimandato tutto alla votazione di domani mattina (oggi, ndr).
(continua...)
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scritto alle 01:57
25-Aprile-2006
VIVA L'ITALIA!!!
Viva l'Italia, l'Italia liberata, l'Italia del valzer, l'Italia del caffè. L'Italia derubata e colpita al cuore, viva l'Italia, l'Italia che non muore. Viva l'Italia, presa a tradimento, l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare, l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare, l'Italia metà giardino e metà galera, viva l'Italia, l'Italia tutta intera. Viva l'Italia, l'Italia che lavora, l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, l'Italia metà dovere e metà fortuna, viva l'Italia, l'Italia sulla luna. Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste.
BUON 25 APRILE!
"Del 25 aprile ne abbiamo e scatole piene." - Ignazio La Russa
Grazie ai tanti partigiani morti per la libertà di questo Stato dalla memoria corta. Grazie specialmente perché ci aiutano a distinguere tra gli eroi e i poveri stronzi.
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scritto alle 12:52
23-Aprile-2006
ANDREOTTI FOR PRESIDENT
Insomma, tempi strani. Nel silenzio più assoluto delle televisioni(io l'ho letto su Repubblica), Berlusconi continua a perdere le cause per le presunte (direi a questo punto inesistenti) diffamazioni ai suoi danni.
Ultimi in ordine di tempo sono stati quelli di "Diario" che hanno vinto la causa risalente ad un articolo uscito alla vigilia delle elezioni del 2001 dal titolo "Berlusconeide - Tutto quello che dovreste sapere su Silvio Berlusconi prima di affidargli le chiavi di casa". In quell'articolo si parlava di cose che più o meno conoscono tutti: Dell'Utri e la mafia, le gabole craxiane per le concessioni delle licenze televisive ed il mistero sui finanziamenti che favorirono 30 anni fa l'avvento dell'Unto. Nessuna diffamaziona ma bensì, a detta del magistrato, "termini legittimi per il rispetto della verità, reale o putativa, dei fatti narrati e posti a base delle valutazioni e dei giudizi espressi".
Rimanendo nel concetto di "termini legittimi per il rispetto della verità" mi viene in mente il fido Fede che, parlando dei Davidi di Donatello, ha elencato tutti quelli vinti da Placido, parlato di qualsiasi cosa, intervistato pure le statuette, ma non ha parlato de "il Caiamano" e quindi di Moretti che ha vinto i premi più importanti. Rimanendo in tema di interviste dei David, la più sentita alle italiane genti sarà sicuramente quella al senatore a vita Giulio Andreotti, fresco di nomina da parte della Casa Circondariale della Libertà a Presidente del Senato.
Voglio ricordare, come da motivazioni della sentenza d'appello, che il giulivo Giulo fino al 1980 ha, non senza personale tornaconto, consapevolmente e deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale e arrecato, comunque, allo stesso un contributo rafforzativo manifestando la sua disponibilità a favorire i mafiosi. In definitiva la Corte ritiene che sia ravvisato il reato di partecipazione all'associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all'ambiente siciliano. [...] Non resta, allora, che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione.
"Se vivo la candidatura come una rivincita dopo il lungo calvario giudiziario? No, non la vivo come una rivincita ma è sicuramente una grande soddisfazione".
Calvario finito con una condanna per associazione mafiosa passata in prescrizione per decorrenza dei termini.
Non è che visto che Pera è stato Presidente del Senato adesso lo devono essere proprio tutti tutti, eh?
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scritto alle 15:43
20-Aprile-2006
LETTERA AI FIGLI DI PROVENZANO
Caro Angelo, caro Francesco Paolo, sono stato anch'io ragazzo come voi e, ancora prima di me, lo è stato mio fratello Peppino, che ha pagato con la vita la sua scelta. Siamo tutti figli partoriti dalla stessa mafia. Una mafia che distrugge la vita, sempre, anche quando non lo fa con le armi o con le bombe. Un mafia fatta di uomini che diventano padri e dicono ai loro figli che sono vittime innocenti della giustizia costretti a vivere nascosti come talpe. E la confusione comincia pian piano ad insinuarsi nelle nostre viscere più profonde, ci assorbe il cuore e la mente e la ragione fa fatica a distinguere la verità dalla menzogna. Sono sentimenti che hanno segnato a lungo la mia esistenza, ancora prima quella di Peppino, e credo attraversi anche la vostra. Quando morì mio padre provai un dolore atroce, ricordo che il fazzoletto, grande come un tovagliolo che mi diede mia madre, non riusciva a contenere le lacrime ma contemporaneamente non riusciva neppure a contenere quel senso di liberazione dal vincolo di mafiosità che mi aveva lacerato fino a quel momento. Due sentimenti uguali ed opposti che provenivano uno dal cuore e l'altro dalla ragione. Anch'io da ragazzino, avevo circa dieci anni, ho conosciuto la latitanza seppure di riflesso. Mio padre mi portava con sé quando andava a fare le iniezioni a Luciano Liggio, malato, latitante nella tenuta di nostro zio, il boss, Cesare Manzella a cui è succeduto Tano Badalamenti, boss che ha provveduto anche alla latitanza di vostro padre quando era qui a Cinisi dove conobbe Saveria Palazzolo, divenuta poi vostra madre. Ricordi che custodisco ancora ma che mi sono lasciato alle spalle quando il mio sguardo ha deciso di guardare avanti per fare di me stesso un uomo libero dalla schiavitù mafiosa che vive e lavora nel rispetto della legalità. E i miei figli per questo mi amano, come io amavo mio padre, come voi amate vostro padre, ma loro sono anche fieri di me e della mia scelta. Per questo con delicatezza, con umiltà, senza la spocchia di chi è riuscito a vincere dentro di sé e fuori di sé la battaglia più difficile della sua vita mi rivolgo a voi, ora che la fine della latitanza di vostro padre apre un nuovo capitolo. A te Angelo, che tra poco ti sposerai con una ragazza che mi dicono essere graziosa e gentile, che diventerai, come ti auguro, padre, chiedo di trovare la forza della verità e il coraggio per sostenerla. Nessuno vuole, tantomeno io, che rinneghi l'amore profondo che ti lega a tuo padre. Ma tacere è condividere. Il tuo silenzio, il vostro silenzio, vuol dire condividere, seppure non le eserciterete mai, le sue azioni sanguinarie e quelle dell'organizzazione di cui è il capo. Ecco perché il giudizio deve necessariamente essere severo, chiaro, netto anche se l'amore che nutri per lui non potrà mai impedirti di stargli vicino nei momenti del bisogno. Miei cari ragazzi, non ci sono strade alternative: solo dicendo "no" a quella mafia che vostro padre incarna come ha fatto mio fratello potrete essere cittadini a tutti gli effetti di questo Stato, parte di questa società pronta ad accogliervi nella verità non nella doppiezza. Anche a te Francesco che ti sei impegnato nello studio laureandoti, vincendo una borsa di studio per insegnare auguro di trovare la forza per esprimere un giudizio chiaro. Maggiormente a te, che sei preso dalla responsabilità di insegnare e, dunque, di trasmettere dei valori autentici auguro di farlo libero dall'infingimento e dalla suggestione negativa di un codice d'onore che si fonda su dei disvalori. Dimostrare a vostro padre, con i fatti, che c'è un altro modo di vivere, diverso da quello incondivisibile suo, l'unico che ha avuto la sventura di conoscere, sarà un modo per amarlo ancora di più.
Giovanni Impastato - l'Unità
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scritto alle 20:00
16-Aprile-2006


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scritto alle 14:05
14-Aprile-2006
UN ANNO DI RESISTENZA UMANA
Oggi questo blog, dedicato al Settimanale di Resistenza Umana, festeggia un anno. E' stato un anno in cui ho potuto dare, senza troppi problemi in verità, il peggio di me. Mi sento in dovere di ringraziare tutti quelli (9000, roba da matti...) che passando di qui e leggendo le stronzate che scrivo, non hanno chiamato il 118 lasciandomi libero di continuare a rovinare la mia reputazione (mai avuta una, ma qualcosa devo pur scrivere).
Un grazie a tutti coloro (anche da parte del mio socio occulto che è l'equivalente blogghettaro di Licio Gelli) che hanno scritto facendomi le proposte più oscene alle quali, ovviamente, ho subito accettato (anche se devo ancora capire come conciliare le manette e la maschera di pelle con le volte in cui parlo di Mastella). Un dato preoccupante è sicuramente il numero sempre maggiore di contatti giornalieri al blog, ma credo che appena verrà nominato il nuovo Ministro della Salute tutto tornerà alla normalità, camicie di forza comprese (v'ha detto culo che non c'è più Storace...).
Che altro dire? Posso solo aggiungere che toglierò l'ici sulla prima casa! Avete capito bene, toglierò l'ici! Non prima, ovviamente di essermi messo un cappello da Napoleone, aver fatto la via Crucis con la croce sulle spalle e aver eliminato i quattro mila miliardi di vecchie lire di debiti quotando le mie aziende in borsa.
Un'ultima cosa: stasera, tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: "Questa è la carezza di Gianluca" (che sono io). Loro capiranno e chiameranno subito il telefono azzurro per tentata molestia sessuale. Non opponete resistenza, i manganelli della polizia fanno male.
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scritto alle 03:34

LA PROPOSTA INDECENTE DI CICCIOLINA
La famosa pornostar ungherese ha affermato che è pronta a concedersi a Bin Laden in cambio della fine della sua tirannia
BUCAREST- La ricerca della pace nel mondo è sempre stata una delle sue massime aspirazioni tanto che fu uno dei suoi cavalli di battaglia, insieme alla liberalizzazione sessuale, che le consentì di diventare deputato del Parlamento italiano nel 1986. Adesso però, Ilona Staller, alias Cicciolina, ha deciso che bisogna tentare il tutto per tutto: in una trasmissione su una tv romena la più famosa pornostar degli anni Ottanta ha detto che è arrivato il momento di mettere fine al pericolo del terrorismo e ha dichiarato che potrebbe essere proprio una donna a restituire la pace e la serenità al mondo.
PATTO- «Sono pronta a fare un patto», ha dichiarato la cinquantacinquenne ex pornostar. «Bin Laden può avere me e il mio corpo in cambio della fine della sua tirannia. Il mio seno ha sempre solo aiutato le persone mentre Bin Laden ha ucciso migliaia di vittime innocenti». La donna, quindi ha sottolineato che si concederebbe all'uomo più ricercato del mondo solo in cambio della fine dei conflitti nel mondo e del terrorismo internazionale. Cicciolina però non ha specificato per quanto tempo Bin Laden potrebbe beneficiare della sue grazie, ovvero se questo scambio durerebbe tutta la vita.
GESTO- Gli analisti però, pur apprezzando il gesto «eroico» della pacifista, credono che non darà frutti. Già nel 1990 l'attrice si era dichiarata pronta a sacrificare il suo corpo e la sua libertà in cambio della pace. Ai tempi la minaccia era Saddam Hussein e il mondo viveva il terrore della guerra in Kuwait. La Staller anche in quell'occasione dichiarò «di essere pronta a sacrificarsi per evitare la guerra». Considerando il destino dell'ex despota di Baghdad probabilmente sarebbe stato meglio per lui scegliere i piaceri offerti dalla Staller, così avrebbe evitato le prigioni americane.
Francesco Tortora Corriere della sera
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scritto alle 02:13
12-Aprile-2006
I COMUNISTI VINCONO L'ELEZIONI BERNARDO PROVENZANO SI FA ARRESTARE
Ed eccoci qui, separati in casa. Cinquanta percento di qua, cinquanta percento di là e Vladimir Luxuria nel mezzo (c'è chi può...). In fondo il popolo italiano è come una donna (bella o brutta dipende dai gusti), non si può pretendere di farle scegliere per i prossimi 5 anni se vuole avere solo orgasmi clitoridei o vaginali. Non è così facile.
Elezioni quanto meno bislacche vinte dall'Unione con i pensionati comunisti sparsi sui tram di tutto il mondo a deviare le coscienze degli ignari italiani all'estero. Elezioni che hanno visto quelli di Nexus testare per primi le nuove restrizioni della legge sulle droghe; di certo non è reato, ma è evidente che 20 cannoni non han fatto loro un gran bene.
Elezioni che hanno portato quelli della Rosa nel Pugno alla canna del gas, peccato che non avendo pagato per mesi la bolletta di gas non ce n'era. Mastella forte del suo 1%, che ha lo stesso peso specifico di un rutto fatto da sobrio, comincerà a fare il vocione e tutti gli staranno dietro. La Mussolini (bacio a nonno), i fascisti, i nazisti, i democristiani nuovi e i socialisti vecchi hanno preso un numerino come dal salumiere e aspettano la grazia di un seggio.
Il Berliusca come gli capita solo quando perde (ogni riferimento alla bicamerale è puramente voluto), ha ricominciato con la storia della "grande coalizione", del passo indietro, del volemose bene altrimenti non si va avanti. Cerca di farsi passare come persona di buon senso e d'altronde da uno che è Cristo, Napoleone, Churchill, De Gasperi, Don Sturzo, John Holmes, Qui Quo Qua, la carica dei 101, le tre caravelle, Moby Dick e lo Scrondo non ci possiamo aspettare altro.
In tutto questo casino elettorale c'è stata la cattura di Bernardo Provenzano che, vista la vittoria dei comunisti al Governo, ha optato per una più serena villeggiatura fino a quando tutto non verrà normalizzato.
Ho saputo che gli affitti ad Hammamet sono scesi di molto, che qualcuno fin da ora ci stia facendo un pensierino...?
P.S. I pisellini hanno portato fortuna.
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scritto alle 02:35
10-Aprile-2006
RIFLESSIONI SU UN DOVERE
di Enzo Biagi Corriere della Sera
Oggi noi italiani siamo chiamati a fare il nostro dovere: votare. E credo che oltre che un dovere, sia un privilegio. La mia generazione sa che cosa vuol dire non poter scegliere, tant'è vero che molti hanno dato la vita per permettere a tutti di poter uscire stamattina e andare al seggio. Non sono qui a dare indicazioni di voto, ma voglio condividere con voi delle riflessioni che ho fatto in queste settimane. Per cinque anni, su queste colonne ho espresso il mio pensiero su Silvio Berlusconi. Dal punto di vista di qualcuno, l'ho fatto anche troppo.
Dunque, che il Cavaliere non mi piaccia, niente ovviamente di personale, è chiaro. Sintetizzando prendo a prestito le parole di Corrado Alvaro: «Abbiamo il diritto di sapere non solo ciò che i rappresentanti del popolo hanno in testa, ma anche quello che hanno in tasca». Aggiungo, anche come hanno fatto a riempire quella tasca. Adesso devo dirvi perché; sto dall'altra parte, quella che simpaticamente il premier ha definito «coglioni ». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né; leggi ad personam, per sé;, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono.
09 aprile 2006
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scritto alle 02:14
08-Aprile-2006

...e speriamo che bastino per togliercelo dai coglioni...
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scritto alle 22:53
07-Aprile-2006
I DIECI MANDAMENTI
Fra un coglione, un "ti faccio un culo così" e un rotolo di carta igienica inglese spacciato per "indagine difensiva", passa ingiustamente inosservato l'aulico appello del Caimona al voto cattolico: "Come può un cattolico votare per la sinistra che vuole abolire la religione dalle scuole, i crocifissi, l'8 per mille e il Concordato? Un credente non può appoggiare chi vuole imbavagliare la Chiesa". L'idea del Papa della Chiesa Catodica non è originale ma certo, quando scende in campo anche il nostro cattolicissimo premier, le cose cambiano. A beneficio dei cattolici incerti, riepiloghiamo le sue virtù cristiane, comandamento per comandamento.
I. «Non avrai altro Dio all'infuori di me». In realtà il suo Dio, più che Trino, è Quattrino. E poi come la mettiamo col Grande Architetto dell'Universo venerato dai massoni, compresi quelli iscritti come lui alla loggia P2? L'assoluzione, sul punto, è alquanto problematica. Meglio puntare sull'amnistia. II. «Non nominare il nome di Dio invano». Anche qui non ci siamo. Il 27 agosto 1983, al telefono con Craxi che si lamentava delle critiche di Montanelli, il Cavaliere minacciò: "Adesso Montanelli lo mandiamo affanculo, Cristo!".Due pateravegloria. III. «Ricordati di santificare le feste».Per santificarle, le santifica fin troppo.Va a messa nella cappella di Arcore e fa la comunione pur essendo divorziato. Un giorno che il Pool lo convocò di domenica, visto che per gli altri giorni accampava impedimenti istituzionali, lui dichiarò offeso: "La domenica vado alla messa". IV. «Onora il padre e la madre». Qui pareva tutto in regola. Papà Luigi (vedi Banca Rasini) e mamma Rosa (che da sola, con le nude mani, sgominò una guarnigione nazista) sono sempre stati in cima ai suoi pensieri. Poi però, di recente, li ha fatti un po' sfigurare, raccontando che durante la guerra lui aiutava gli ambulanti ai mercati generali: essendo nato nel 1936, se ne deduce che lo mandavano a lavorare a 4-5 anni. Per molto meno scatterebbe la denuncia per sfruttamento del lavoro minorile. V. "Non ammazzare". Nulla da segnalare sul punto. Per il ramo omicidi c'era già Vittorio Mangano, il mafioso del mandamento di Porta Nuova a Palermo promosso a stalliere di Arcore, condannato negli anni 90 a due ergastoli a Palermo per un paio di morti ammazzati e sempre molto stimato da Dell'Utri. Anche l'amico Flavio Carboni, è imputato per l'omicidiodi Calvi. L'amico Gelli stato condannato per i depistaggi sulle stragi. Il ragazzo frequenta cattive compagnie. VI. «Non dire falsa testimonianza» Ecco, qui proprio non ci siamo. Nel '90 racconta un sacco di balle sulla sua iscrizione alla P2 e viene dichiarato colpevole di falsa testimonianza: lo salva l'amnistia. Ora è imputato per aver comprato il testimone Mills, affinchè mentisse per lui ai giudici. Quante volte, figliolo? VII. «Non rubare».È' il punto più dolente. Rubare è anche pagare tangenti, frodare il fisco, incamerare una casa editrice grazie alla sentenza di un giudice pagato da Previti. Assoluzione problematica. Meglio depenalizzare. VIII. «Non commettere atti impuri». Come la mettiamo col divorzio da Carla Dall'Oglio per sposare Veronica? E la vacanza in Grecia negli anni 70 con Cicciolina e Silvano Larini, senza la prima moglie? E la telefonata del 31 dicembre 1986 a Dell'Utri, in cui il Cavaliere piagnucola da Arcore: "Le ragazze del Drive In non sono venute, c'è qui Craxi fuori della grazia di Dio, se non si scopa a Capodanno non si scopa tutto l'anno"? IX. "Non desiderare la roba d'altri". Avendo già tutto, è difficile desiderare qualcosa. Ma che dire del trapianto, del lifting, del fondotinta e dei tacchi col rialzo? X. «Non desiderare la donna d'altri». Desidera, oh se desidera. «"Tutti dicono 'povero Ricucci', ma quale povero? Con quella moglie...».Non resta che puntare, anche per i Dieci Comandamenti, sulla prescrizione.
Marco Travaglio da l'Unità
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scritto alle 18:16
PARIS HILTON TORNERA' VERGINE PER FARE MADRE TERESA
Dopo l'annuncio che Paris Hilton interpreterà il ruolo di Madre Teresa di Calcutta, sono iniziati numerosi provini per futuri film su religiosi morti negli ultimi 2000 anni.
"Wojtyla, un uomo come noi", il più atteso della prossima stagione, vedrà nel ruolo del fu-papa un attore di "grosso" calibro, Rocco Siffredi.
"La vera storia di don Baget Bozzo, parlandone da vivo" con il Gabibbo nel ruolo del grande pensatore di Forza Italia.
"Padre Pio contro la piaga della quarta settimana del mese", film che narra le vicende del frate che insegna alle sue pecorelle come vivere con le mani bucate senza essere dei spendaccioni. Il ruolo di Padre Pio sarà interpretato da due attori, Michele Placido e Sergio Castellitto, che reciteranno le stesse parti e saranno ripresi in contemporanea.
"Giuseppe e la crisi dell'artigianato", remake de "la classe operaia va in paradiso" interpretato da Pippo Franco o da Clemente Mastella, dipende chi dei due sarà trombato all'elezioni.
Ultimo, ma sempre rimanendo in tema di remake, "i dieci comandamenti" dove Dio sarà interpretato da ... provate ad immaginare.
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scritto alle 00:18
06-Aprile-2006
E' SOLO QUESTIONE DI DNA
Coglioni si nasce ed io, modestamente, lo nacqui.
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scritto alle 00:37

Vauro
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scritto alle 00:35
05-Aprile-2006
Reddito medio degli italiani
Mi è arrivata una mail che definirei interessante, eccola a voi:
Hai ricevuto la rivista di Berlusconi ?
Io sì. Vai a pagina 154: c'è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima.
E' scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari.
Mi sono chiesto: ma perché; mi danno le cifre in dollari? Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero... E come me, anche moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro!
Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po' di conti; sono andato sul sito internet www.uic.it, che è il sito dell'Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro.
Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro.
Poi, il 31 marzo 2006 (l'altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.
In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5861,73 euro!!!
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scritto alle 22:39
04-Aprile-2006
BASTA UN POCO DI TRITOLO E L'ICI VA GIU'
Ed io lo sapevo. Francamente, io lo sapevo. Era palese che potesse fraintendere. Quante volte devo ripetere che è un uomo anziano e che bisogna dirgli le cose con calma, scandendo sempre le parole in modo chiaro e preciso? Abbattere un ecomostro e abolire l'ICI non è la stessa cosa, ma glielo volete spiegare? Ma cazzo, non poteva venirvi in mente che fargli vedere in diretta l'abbattimento dei palazzoni di Punta Perotti a Bari lo poteva spingere a confondere l'edilizia (in questo caso del campo demolizioni) con le imposte dirette (anche in questo caso del campo demolizioni, ma solo dal suo punto di vista)? Ora si è lanciato con questa proposta di eliminare l'ICI che, quando l'ha sparata, tutti i nei di Bruno Vespa sono venuti giù...e senza tritolo.
Passi che la candidatura di Pippo Franco sia servita a fargli avere un nuovo autore "comico" per i suoi discorsi pubblici (per quello drammatico c'è sempre il buon vecchio Bondi); passi che le sue orecchie siano state modificate geneticamente e che si stiano impossessando ogni giorno di più della sua testa; passi pure quando ci racconta che con la scusa di fare sondaggi telefonici chiami le chat line erotiche (come ha detto lui stesso a Vittorio Feltri), ma l'ICI..
"Terzo, aboliremo l'ICI" e qui ho pensato che stesse scherzando, ma lui leggendo il mio pensiero ha subito rilanciato "avete capito bene?". "Mica tanto, ripeti un po'?!" e lui ha ripetuto "aboliremo l'ICI". Vespa, ripresosi dallo shock e ripresosi i nei che erano caduti per terra, grazie ad un momento improvviso di lucido terrore per lo stato mentale di colui che è il suo editore, si è affrettato a premere il pulsante del "salvavita beghelli" che il nostro anziano premier porta sempre con se. Con l'arrivo degli infermieri il clima si è disteso e tutti hanno compreso che si è trattato solo di un momento di difficoltà dovuto allo stress.
Comunque, per il momento, il medico ha consigliato di tenere il tritolo sulla mensola alta della cucina, fuori dalla sua portata.
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scritto alle 01:01

Staino
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scritto alle 00:58
01-Aprile-2006
CINA: STERCORARI IN PIAZZA LA NUOVA TIEN AN MEN

Gli scarabei stercorari sono scesi in piazza a protestare contro il governo comunista cinese. I manifestanti additano Pechino accusandola di preferire il concime ricavato dai bambini bolliti a quello classico ricavato dalla merda.
"Questa pratica" dice il portavoce del sindacato stercorari cinese (SSC) "sta creando grandi problemi a tutto il settore delle palline di sterco con i risultati che tutti abbiamo sotto i nostri occhi: centinaia di famiglie in difficoltà a causa della cassa integrazione forzata".
Il governo cinese ha risposto molto duramente schiacciando (letteralmente) i manifestanti con i carri armati.
Ultima ora: il governo cinese sta incentivando grandi esodi di stercorari verso il nostro Paese. "Andate in Italia", sprona Pechino, "con tutte le stronzate che dicono e le merdate che fanno avrete un futuro di lavoro e di benessere assicurato".
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scritto alle 00:52
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