Lettere Agli Elettori



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Palpiti di Resistenza Umana


 

"[...]Il problema è che la libertà di espressione non si fonda, nei paesi liberi, sulla speranza che il potere la prenda bene, e abbozzi. La libertà di espressione si fonda sulla libertà di espressione, e basta, e l'ipotesi che i potenti presi di mira s'incazzino a dismisura è implicita nelle regole del gioco: per valutare se ci sia diffamazione, esistono poi i tribunali[...]"

Michele Serra



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30-Agosto-2006


IL RITORNO DEL MESSIA


Mentalmente instabile dopo la sconfitta alle elezioni ed ancora in stato confusionale a causa della vittoria della coppa del mondo ("Santità cerchi di capire, ha vinto l'Italia non Forza Italia" va ripetendo da due mesi Bondi..), il gigante nano della politica italiana si è presentato al meeting (incontro, raduno, ritrovo....ma fa più figo dire meeting) di Comunione e Liberazione, sagra paesana con tanto di sacrificio di una vergine al loro Dio pagano, trascinandosi sulle spalle una croce d'oro massiccio tempestata di diamanti.

Dopo essere stato dissetato con spugne imbevute d'aceto ed allegerito della corona di spine, il Maestro ha pronunciato le seguenti parole: questione, comunisti, Prodi, Libano, don Giussani amico mio, Israele, terroristi, lettera e testamento. In quets'ordine e non aggiungendo altro.
L'entusiasmo iniziale scoppiato nell'udire cotanto verbo è stato, col passare del tempo, messo in secondo piano dai plotoni dei potenti filosofi di Forza Italia che hanno cercato do trovare nelle sue parole la "grande verità".

Dopo lunghe riflessioni e grazie al fondamentale aiuto fornito dagli psichiatri presenti in sala, sono arrivati alla conclusione che le parole profelite dal Messia non sono altro che immani e incredibili minchiate.

Così Giancarlo Cesana, leader dei sagrestani della sagra: "Silvio Berlusconi resta un amico che però non deve fare il padrone in casa d'altri. Per non parlare della palese violazione del copyright sulla croce per la quale ne dovrà rispondere in tribunale. Nel nostro movimento abbiamo sempre incoraggiato l'impegno civile ma, onestamente, non abbiamo capito un emerito cazzo di quello che ha detto!".



_^[Sole]^_

scritto alle 22:44




08-Agosto-2006


LAPO COLA


Dopo i parties a base di coca e viados, entrambi assimilati in modi più o meno consoni al corpo umano, i dirigenti della Coca Cola hanno pensato bene, fraintendendo palesemente sulla parola "coca", di assumere come consulente per l'immagine Lapo Elkan.

Capito troppo tardi il tragico errore commesso sono corsi ai ripari, in modo lecito e non, pur di toglierlo di mezzo. Purtroppo per loro tutti i tentativi finora effettuati si sono rivelati inutili.
Eccone un paio: il primo, che sarebbe parso banale ai più, è stato il tentativo di far capire a Lapo che anche se la parola è "coca", non ha niente a che fare con l'ingrediente segreto che tante volte ha reso liete le feste del capoluogo piemontese e non. Niente da fare.

Neanche schiacciargli una lattina in fronte (Belusci docet) ha fatto venire un piccolo dubbio nel testolone biondo del ragazzotto della dinastia Agnelli. La situazione già difficile si è tuttavia complicata quando, sfuggito al controllo delle sue guardie del corpo, è stato trovato con la testa china su un tavolo nel tentativo di bere la coca cola con naso. Quando lo hanno fermato si è subito complimentato con il resposabile del prodotto per via di quelle bollicine di gas nelle narici che tanto lo hanno fatto ridere.

"Appena riusciremo a far passare una legge che permetta a questa sostanza di andare sul mercato senza che la finanza e la digos si mettano in mezzo, avremo una serie di entrate da capogiro, ve lo assicuro io!".

Dopo questa dichiarazione si è assistito al primo suicidio di massa in una fabbrica di bibite.


_^[Sole]^_

scritto alle 06:27