Lettere Agli Elettori



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Palpiti di Resistenza Umana


 

"[...]Il problema è che la libertà di espressione non si fonda, nei paesi liberi, sulla speranza che il potere la prenda bene, e abbozzi. La libertà di espressione si fonda sulla libertà di espressione, e basta, e l'ipotesi che i potenti presi di mira s'incazzino a dismisura è implicita nelle regole del gioco: per valutare se ci sia diffamazione, esistono poi i tribunali[...]"

Michele Serra



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19-Febbraio-2007


"VOLETE SOLO IL CAZZO!"
LE ULTIME FATICHE DI VITTORIO SGARBI



Alle volte mi sento come il personaggio creato da Michele Serra che sente di dover pregare per ringraziare dei risvolti presi dalla sua vita ma che allo stesso tempo non crede in Dio quindi la faccenda si complica, ma qualcuno deve pur ringraziare. Questa è una di quelle volte e il fatto in questione non è un fatto (o uno strafatto) ma bensì una persona in carne, ossa e ciuffo ribelle: Vittorio Sgarbi.

Sono anni che vago disperato alla ricerca di qualucuno (Qualcuno) o qualcosa (Qualcosa) a cui poter destinare i miei sentiti ringraziamenti per la nascita di quest'uomo e per la fortuna di essere un suo contemporaneo. Ero un giovane adolescente quando entrava in casa mia con alle spalle un Magritte (ah quanto ne sarebbe fiero adesso Magritte..) e con i suoi "Sgarbi quotidiani" difendeva a spada tratta il povero potente di turno messo in ginocchio dalle toghe rosse.

Craxi, Berlusconi, Andreotti, Rockerduck, lo sceriffo di Nothingham, Crudelia Demon e tanti altri devono il loro onore difeso solo a questo paladino della libertà (alle volte condizionata, ultimamente prescritta). E niente potranno mai i cattivi che per loro sfortuna si troveranno a incrociare la sua strada, come ricorderà sicuramente Gian Carlo Caselli che ha sì vinto cause per diffamazione ma si sa che le corporazioni, specie se comuniste, si difendono a vicenda.

E neanche "le Iene" sono passate indenni dalla sua scure vendicativa: andatelo a chiedere al trio Medusa, meglio conosciuti come i culattoni raccomandati, come tremino ancora tutte le volte che il loro pensiero ritorni pauroso alle dure paternali che il nostro rivolgeva loro. Stesso destino condiviso con la piccola ducia alla quale l'epiteto "fascista" ha ormai segnato l'esistenza.

Ma non finisce mica qui: coerente con l'immortale detto "parla come trombi" il nostro (per chi abita a Milano e dintorni) benemerito assessore alla Cultura ha messo in riga pure Cecchi Paone, recente gay-confesso, che attaccava la Chiesa con argomenti da infedele quale è.
"Merda secca!", "non capisci un cazzo, che cazzo volete, solo il cazzo!" e via dicendo, condannando il vile peccatore ad un eterno tormento negli inferi.

Ed eccomi qui a ringraziare, come dicevo all'inizio, qualcuno (Qualcuno) o qualcosa (Qualcosa) per l'esistenza di quest'uomo perché grazie a lui so che qualsiasi cosa io dica, qualsiasi cosa io faccia, c'è sempre lui che incarna l'esempio vivente di quello che potrei diventare e che grazie a qualcuno (Qualcuno) o qualcosa (Qualcosa) non sarò mai.



GDF

scritto alle 11:31




BRIGATE CGIL


I sindacalisti sono istituzionali, qualche volta conservatori, spesso riformatori. Osservatori del mondo del lavoro. Amano lo Stato, diventano presidenti della Camera, del Senato. Perfino ministri e sindaci. Dopo l'Arma dei Carabinieri ci sono loro. E allora perchè nessuno si è chiesto perchè dei sindacalisti sono diventati brigatisti rossi?
Forse perchè 1200 persone muoiono sul lavoro ogni anno? Morti con stile. Meglio che nei racconti di Hannibal Lecter. Negli ultimi giorni un operaio è morto in una vasca di trielina e un altro è stato incenerito da una fiammata.
Forse perchè molti sono assunti solo dopo morti per regolarizzarli?
Forse in questi sindacalistibrigatisti si è insinuato il dubbio che in Italia esista lo schiavismo? E che i diritti conquistati nel dopoguerra siano stati annullati dalla legge Biagi?
Chissà.
I sindacalisti sanno che un banchiere condannato per bancarotta in Italia non rischia niente. Che in Parlamento stanno comodamente seduti venticinque condannati in via definitiva. E che se ad essere condannato fosse un operaio nessuno gli darebbe più un lavoro. Hanno arrestato quattro persone perchè distribuivano volantini a sostegno delle Brigate Rosse. Dopo due giorni le hanno rilasciate. Nulla da obiettare. Ma se ci fosse la stessa severità nei confronti del vertice Telecom, dei manager di Stato che hanno trasformato le aziende in scolapasta e delle amministrazioni corrotte quanti ne dovrebbero arrestare?
Farsi qualche domanda può aiutare a capire perchè nella CGIL si annidassero dei pericolosi brigatisti. O più semplicemente delle persone che, sbagliando, non vedevano altre vie.
Capirne 20 per evitarne 100.000.


www.beppegrillo.it

There's room at the top I'm telling you still
but first you must learn how to smile as you kill
if you want to be like the folks on the hill
Working Class Hero is something to be

A Working Class Hero is something to be


John Lennon


GDF

scritto alle 11:17