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Mercoledi, Luglio 26, 2006
Incontro con Daniele Caluri
Sabato 22 luglio sono riuscito in un'epica impresa: incontrare uno dei miei idoli a livello fumettistico: DANIELE CALURI!!
Ora voi direte: "DANIELECALURI CHI????" e non avete tutti i torti.In effetti non e' molto conosciuto,nemmeno tra molti appassionati di fumetti,ma secondo me e' uno che fara' strada.
Daniele Caluri e' livornese e si e' fatto le ossa nel mensile satirico IL VERNACOLIERE (il cui sito e' http://www.vernacoliere.com/ ),notoria rivista di satira e mancanza di rispetto,disponibile nelle edicole toscane o per abbonamento. Da alcuni anni (ossia da quando il precedente fumettista Max Greggio gli passo' l'incarico per diventare autore dei testi sia di Drive In che di Striscia La Notizia) disegna le copertine del Vernacoliere e collabora con tre storie a fumetti: Nedo, Don Zauker (su testi di Emiliano Pagani) e Luana La Bebisitter. Non sto qua a descrivervi la sua vita (anche perche' la potete leggere su http://www.vernacoliere.com/autori/index.php#daniele ) ne' i suoi fumetti (che potete leggere proprio sul sito del vernacoliere), ma vi voglio parlare del mio fumetto "caluresco" preferito: Luana La bebisitter. Luana e' una figa. Luana e' una mega figa. Luana e' una mega figa galattica. Ma Luana e' tanto bona quanto stupida. Fa la bebisitter a casa di Maicol. Maicol e' un bambino di 6 anni e piu' di 100 chili di peso. Maicol e' il bambino che avrei voluto essere io alla sua eta' (anche se con un peso normale): crudele,spietato,furbo,intelligente,geniale,malvagio,cattivo. Maicol e' figlio di una persona tanto ricca quanto potente. Talmente potente che ogni volta che qualcuno ne sente il nome (Daniele Caluri e' sempre riuscito a tenerlo celato a noi lettori) o si caga addosso o fugge in preda al panico. Maicol ha un amico di nome Agonia (non l'abbiamo mai visto in faccia) che esegue tutti i suoi ordini:rapimenti,torture,attentati,omicidi,ecc. Maicol ha anche due varani (animali simili a gigantesche lucertole,di circa 2 metri di lunghezza. Carnivori,vivono principalmente in Indonesia. Negli appetiti e nella dentatura ricordano i coccodrilli) ed una non meglio identificata bestia di nome Vlad Tepesh che nutre con feti di bambini morti. C'e' una cosa sola che Maicol non conosce:cosa hanno le donne tra le gambe. In ogni avventura Maicol le studia tutte per scoprire cosa mai possegga la sua tata Luana tra le gambe. Luana e' cosi' tonta che non capisce mai i veri intenti di Maicol. Il piu' delle volte Maicol conclude le avventure in maniera dolorosa per se stesso. Insomma,sto parlando del fumetto piu' diseducativo del secolo.Il primo fumetto in cui compaiono bestemmie disegnate (praticamente quando Maicol si fa male,il fumetto che esce dalla sua bocca mostra due disegni:uno religioso e l'altro offensivo. Non vi scrivo altro:capite da soli!). Per una descrizione piu' dettagliata: http://www.vernacoliere.com/fumetti/luana.php
Ma ritorniamo a noi.Dicevo che sabato 22 luglio sono riuscito ad incontrarlo (Daniele Caluri,non Maicol!). Fu a Rimini,alla manifestazione RIMINI COMIX. Al castello malatestiano si tenne uno spettacolo innovativo ed interessante:mentre una band specializzata in colonne sonore di film di Fellini (siamo a Rimini,non dimentichiamolo) suonava pezzi di Nino Rota,alcuni fumettisti (tra cui Daniele Caluri ma anche Bruno Cannucciari,famoso tra i lettori di Lupo Alberto) disegnavano una tavola ispirata al film in questione,con Lupo Alberto nel ruolo di Marcello Mastroianni e con la gallina Marta nel ruolo di Giulietta Masina. Mentre i disegnatori erano all'opera,noi pubblico potevamo vederne la mano (ed il disegno) sullo schermo gigante alle loro spalle. Io che seppi in tempo della presenza di Daniele Caluri,mi recai (mi piace il passato remoto,non s'era capito?) al castello con due chicche in borsa: i due volumi "Luana La Bebisitter Atto I" e "Luana La Bebisitter Atto II" ,contenenti la raccolta delle tavole mensili di Luana,edito dal Vernacoliere e disponibile solo per posta. Appena egli scese dal palco,glieli mostrai chiedendogli una dedica. Avreste dovuto veder la sua faccia:incredulita',gioia,entusiasmo di scoprire che non solo aveva un fan a Rimini ma che questo fan era venuto li' apposta per lui. Mi prese i libri dalle mani per mostrarli ai colleghi fumettisti. Poi mi scrisse due dediche ed accetto' di farsi fotografare insieme. Mi sentivo un po' come un ragazzino che incontra il suo idolo,anche se per l'anagrafe ragazzino non lo sono piu' da un pezzo. Poi gli promisi che gli avrei spedito le foto via mail,cosa che feci puntualmente il giorno dopo. Cosi' ora posso dire di possedere due libri gia' preziosi in se stessi in quanto rari (leggi: a bassa tiratura) ed ora arricchiti dalla firma dell'autore. Auguro a Daniele una grande e lunga carriera costellata di successi e che i suoi fumetti diventino popolari e ricercati (cosi' aumenta il valore economico di quelli in mio possesso,hi,hi,hi.) e che un giorno ci si ri-incontri. Magari a Lucca Comics,dove - me l'ha detto lui - ci sara' la presentazione del nuovo libro sul suo fumetto Don Zauker. Viva Luana la bebisitter. Ps: nella foto,io sono quello con la maglietta arancione

Il fan,l'artista e le sue due opere con la dedica.
scritto alle 22:23 :: COMMENTI
Sabato, Luglio 22, 2006
L'okonomiyaki questo sconosciuto.

In un post passato ho parlato dei ristoranti multietnici e dei piatti che ci offrono,che spesso sono solo alcuni dei piatti disponibili nei paesi d'origine.Oggi faccio un esempio specifico.
Quando in Italia si pensa al cibo giapponese,si pensa al sushi ed al sashimi.Invece ci sono molti altri piatti disponibili nel paese del Sol Levante.Adesso scrivo di uno di questi,un piatto che quando vivevo in Giappone ne avrei mangiato a tonnellate e che ora che sono in Italia posso solo sognare (tranne quando i genitori della mia morosa le spediscono dal Giappone gli ingredienti essenziali): L'okonomiyaki.
L'Okonomiyaki è un piatto giapponese a base di foglia di cavolo e impasto (acqua e farina) avvolto attorno a un qualsiasi tipo di cibo, solitamente carne,frutti di mare e vegetali. Sostanziale via di mezzo tra un'omelette e un pancake, l'Okonomiyaki viene cucinato su un "Teppan" ( larga piastra utilizzata in Giappone per cucinare.E' anche un termine generico per indicare la cucina alla piastra. Quasi tutti i ristoranti o chioschi di okonomiyaki utilizzano piastre Teppan, il cibo e' cucinato in esse direttamente davanti al cliente, o talvolta dal cliente stesso) e spesso servito con maionese, una salsa tipica per gli Okonimiyaki oppure zenzero. In Italia lo si vede spesso in Ranma ½, ma lo si può trovare anche in altri manga e anime; spesso ci si riferisce ad esso come il corrispettivo giapponese della pizza.
Originario della zona di Osaka,l'Okonomiyaki e' diffuso in tutto il Giappone,dal freddo Hokkaido alla calda Okinawa. La prima volta che ne mangiai uno fu -ma va?- in Giappone e me ne innamorai immediatamente. Probabilmente tutta quella farina,la mayonese,la carne ed i vegetali in esso contenuti non giovano alla salute,ma ciononostante e' un piatto che almeno una volta nella vita si dovrebbe provare.
E' un piatto che può smentire la credenza popolare che tutto il cibo giapponese sia salutare. Qualcuno potrebbe affermare che non e' un piatto genuino in quanto discendente dell'arte culinaria di cuocere alla piastra,arte che non esiste nella cucina tradizionale giapponese (infatti fu importata dai portoghesi nel XVII secolo),ma io sostengo che anche la cucina,come la lingua,subisce continue influenze straniere e cambiamenti locali, ma questo e' un discorso filosofico che a quest'ora del mattino (sono ormai le 4:00) non riesco a sostenere.
Concludo questo post culinario con l'augurio che l'OKONOMIYAKI cessi un giorno di essere un piatto visibile solo nei manga,negli anime ed in fotografia e che diventi un piatto disponibile a tutti coloro che lo desiderino gustare,indipendentemente da dove vivano e da dove si trovino.
W L'OKONOMIYAKI!
Ps:Le foto dell'okonomiyaki le ho scattate a Osaka.
scritto alle 03:38 :: COMMENTI
Lunedi, Luglio 17, 2006
Avviso idiota!

Oggi sono andato a Cesenatico (FC) con la mia morosa e con due suoi amici. Avevamo appuntamento alla stazione,a due passi dal primo e forse unico museo dedicato a Marco "Pirata" Pantani. Sulle porte del museo,c'erano tre avvisi di cui ne pubblico una foto.
Se non riuscite a vederla nel vostro PC,niente paura che ve la trascrivo: "IL MUSEO RIMANE CHIUSO PER MOTIVO ALLESTIMENTO E ARREDAMENTO SI RIAPRE APPENA FINITO". Che ne dite? Non e' una vera chicca? La mia prima reazione è stata "Ma che cazzo di avviso e' questo?". La seconda e' stata "Ma chi e' quel genio che ha concepito questo avviso?". Un avviso fatto con la grazia,dovrebbe dire SI RIAPRE IL GIORNO X DEL MESE Y ALLE ORE Z, non appena finito.
Come se io avessi un negozio ed andassi a magiare,mettendo un cartello con su scritto "Chiuso per pausa pranzo,ritorno appena ho finito di mangiare". Che cosa crederei che il cliente faccia?Che mi aspetti paziente fino a quando ho finito il caffe'? O che faccia una cappatina di tanto in tanto per vedere se sono tornato?
Possibile che il responsabile del museo non sia in grado di pianificare i lavori,prevedendo quindi una data precisa? Evidentemente il museo e' in mano a tecnici convinti che la gente normale possegga una sfera magica con cui controllare quanti giorni mancano all'apertura.
Un avviso del genere mi dice solo tre cose:la prima e' che gli organizzatori non sanno quando finiranno,la seconda e' che non gli interessa saperlo e la terza e' che non gliene frega niente delle esigenze dei visitatori e dei turisti,altrimenti avrebbero aggiunto un numero di telefono per ulteriori informazioni.
Mi dispiace per i turisti che staranno a Cesenatico solo per una settimana,condannati a recarsi al museo ogni giorno,sperando che ogni volta sia quella buona. E posso solo giustificare i visitatori che verranno apposta e che sfogheranno la loro frustrazione bestemmiando.
Tenendo poi conto che il pirata aveva fans anche all'estero,direi che un bel cartello esauriente e multilingue avrebbe solo dato lustro al museo.
Spero che i cesenaticensi facciano qualcosa. Non posso credere che siano loro i primi a fregarsene di un museo dedicato al loro illustre concittadino.
scritto alle 23:40 :: COMMENTI
Giovedi, Luglio 13, 2006
Una mangiata al ristorante turco
Foto scattata col cellulare
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Ieri pomeriggio sono andato a mangiare Kebab.Ogni tanto mi capita di andarci. Con il termine KEBAB si indica innanzi tutto un ben preciso metodo di cottura che avviene attraverso il tipico spiedo verticale. La carne (che può essere di montone, agnello, manzo, vitella, pollo, tacchino o miscele di queste) fatta a fettine viene infilata nello spiedo fino a formare un cilindro che poi viene messo a ruotare su macchine che cuociono la carne attraverso resistenze elettriche o una fiamma alimentata a gas. Man mano che la parte esterna del cilindro si cuoce questa viene tagliata (con un coltello o con una apposita lama elettrica) e così di taglio in taglio, la cottura procede verso l'interno del cilindro La prima volta che ne mangiai uno,fu a Monaco Di Baviera. Non avevo mai visto niente di simile. Poi a Londra ne mangiai parecchi. So che è un piatto diffuso in molti paesi ma in Europa si trova soprattutto nei ristoranti turchi. Ricordo che quando li mangiavo a Londra,pensavo che sarebbe stato bello se ci fossero stati ristoranti turchi anche nella mia città,ma allora mi parve impossibile:il massimo della cucina etnica disponibile nella mia città fino agli anni '90 era la cucina cinese. Oggi invece sono nati ristoranti turchi,brasiliani,greci,giapponesi (Anche se i cuochi sono cinesi) e sicuramente (non so,devo controllare),arabi. Il che mi ha fatto pensare:come si è arrivati da una città molto tradizionalista (culinariamente) ad una città che si sta "cosmopolizzando" (sempre a livello di possibilità culinarie)? Chissà,forse le spiegazioni sono tante, ma a me in quel momento,la prima che mi è venuta in mente è stata solo una: immigrazione! Gli italiani che emigravano in America,partivano per una terra straniera in cerca di una vita migliore,spesso,spessissimo senza nemmeno sapere dove sarebbero finiti,casa avrebbero trovato e che lavoro avrebbero svolto (se mai ne avessero trovato uno)..Memorabile la frase di un emigrante italiano: "Mi avevano detto che in America le strade erano pavimentate d'oro. Invece scoprii che non erano pavimentate d'oro,che non erano pavimentate affatto e che chiesero a me di pavimentarle". Una volta succedeva in America. Ora succede qua. Cambia il luogo,ma la sostanza rimane pressoché; invariata:anche gli immigrati moderni,come la loro controparte italiana di una volta, arrivano qua convinti di trovare cose mai viste,ricchezza (le "strade pavimentate d'oro"),ma poi scoprono che la realtà è molto diversa (che "le strade non sono pavimentate") e che se vogliono lavorare,devono fare i lavori che noi italiani non vogliamo fare ("Chiesero a me di pavimentarle"). Succedeva una volta,succede ancora. E cosa succedeva poi una volta,che sta succedendo ancora? Una volta,molti emigranti si stufavano di "pavimentare le strade",a bassa paga e con tanta fatica e pensavano (quelli che volevano vivere onestamente) di mettersi in proprio. E che lavoro in proprio può fare uno straniero in terra straniera?Un lavoro che abbia a che fare con qualcosa che i nativi di quella terra non siano in grado di fare!Ecco quindi che nacquero i ristoranti italiani (ma anche francesi,cinesi,indiani,ecc.). Ogni tanto l'Economist ( http://www.economist.com ), rivista dichiaratamente pro-immigrazione,pubblica articoli in cui elogia l'immigrazione. Tra i vari motivi,ce ne sempre uno che non manca mai: il fatto che a Londra,negli anni '60 improvvisamente per le strade si sentivano profumi nuovi,sconosciuti e gradevoli (pomodori bolliti,curry,soya ecc). E dice sempre che Londra passò dalla città più carente in termini di cucine etniche ad una delle città più culinariamente cosmopolita del mondo (ed io posso solo confermare). Accadrà anche in Italia? Noi italiani per anni ed anni siamo stati molto conservatori, fieri della nostra cucina (che dichiariamo essere una delle migliori del mondo,se non la migliore in assoluto) e l'idea che da qualche parte nel mondo ci potessero essere pietanze migliori delle nostre era una bestemmia bella e buona. Oggi però sembra (Sembra. Magari mi sbaglio) che qualcosa stia cambiando. L'aumento di ristoranti etnici anche nello stivale dimostra che forse non è vero che siamo un popolo culinariamente nazionalista. O forse che prima non andavamo a mangiare straniero solo perché; non c'erano ristoranti stranieri disponibili. In effetti dell'esistenza del sushi si sapeva da anni,grazie alla TV ed ai film stranieri,ma poi quando si voleva mangiarli,occorreva recarsi a Roma o a Milano. Poi,mentre mangiavo il Kebab (con patate fritte),mi è venuto un altro pensiero (evidentemente non avevo niente da fare). I nostri primi emigranti che aprivano i ristoranti in America,erano prevalentemente del sud e cuocevano appunto i piatti dei loro luoghi natii. Gli americani che magari sapevano dell'esistenza di un luogo chiamato Italia solo perché; ci viveva il Papa, sicuramente facevano di tutta un'erba un fascio e quindi mangiavano la pizza e la chiamavano Italian Food,ignorando che la pizza all'epoca era un piatto prevalentemente napoletano,che a Milano non la mangiava nessuno e che l'Italia aveva molto di più da offrire che non solo la pizza o la pasta. Certo che se a quei tempi gli emigranti fossero stati piemontesi,lombardi,veneti o romagnoli,adesso per tutto il mondo l'Italian Food sarebbero la bagnacauda, il risotto milanese,i risi bisi e la piadina. Oggi noi mangiamo Kebab nei ristoranti turchi,gli involtini primavera in quelli cinesi,il tacos in quelli messicani,il gazpacho in quelli spagnoli ecc. Chissà però se quello che mangiamo sia l'unico piatto disponibile in quei paesi o se piuttosto non ci sia di più? Noi conosciamo il sushi ed il sashimi, ma chi è andato in Giappone,potrà parlare di certi piatti come l'okonomiyaki,il takoyaki,il ramen che qua in Italia non sono ancora arrivati (se mai arriveranno).Ed è un peccato se la globalizzazione culinaria non proseguira'. Chissà quali piatti ottimi esistono e noi non ne siamo a conoscenza. Magari sono pure piatti dietetici e salutari (come il tofu che qua lo si trova nei negozi biologici mentre in Giappone lo si trova in qualsiasi supermercato,o come il tè verde (sempre giapponese) che secondo alcuni scienziati aiuterebbe nella cura contro certi tipi di cancro) da cui il nostro fisico trarrebbe giovamento. Bè, il mondo è ampio e la globalizzazione (forse) non ha ancora toccato il proprio apice. Magari sarà una questione di tempo e chissà che prima o poi anche noi qua potremo gustare piatti che ora sono esclusivo appannaggio di chi vive in certi paesi. Ma guarda un po' che cosa sono riuscito a pensare mangiando un kebab. Fine del post!
scritto alle 21:35 :: COMMENTI
Mercoledi, Luglio 12, 2006
Mancanza d'ispirazione
Oggi quello che temevo che prima o poi sarebbe accaduto,è accaduto: non so cosa scrivere. O meglio,avrei un paio di argomenti,ma ci vuole tempo per pensarli,scriverli,correggerli e magari cambiarli. Mi dispiace per la delusione.
Per farmi perdonare,vi lascio un link ( http://www.mcvideogame.com/index-ita.html ) dove potrete fare un videogioco che NON troverete MAI in commercio. Un videogioco (oserei dire) più istruttivo di certi libri (Fast Food Nation) o di certi film (Big Size Me). Di che si tratta? Cliccate e vedrete.
Buon divertimento.
scritto alle 00:10 :: COMMENTI
Martedi, Luglio 11, 2006
Problemi tecnici?
Alcuni amici mi hanno segnalato un problema con questo blog,ossia che non riescono ad inserire i commenti. Ho segnalato il problema a quelli di Aruba. Spero che lo risolvano presto.
Oggi ho inserito il primo link (qua a destra). E' uno dei siti che frequento maggiormente. E' un'immenso archivio di e sulla storia.Milioni di anni di storia divisi per argomenti,anni,protagonisti,ecc. Uno di quei siti che si può leggere,consultare,sfogliare con piacere. Se ai miei tempi scolastici ci fosse stato un sito come questo (beh,a quei tempi se si diceva "Computer" si diceva "Commodore 64",figuriamoci se esisteva l'internet,poi...),mi sarei divertito la faccia a studiare la storia...
Alla prossima...
scritto alle 00:26 :: COMMENTI
Lunedi, Luglio 10, 2006
Campioni del mondo
"CAMPIONI DEL MONDO". Questo immagino che sarà il titolo dei giornali domani (anzi,oggi,che è mezzanotte passata). Dalla finestra sento la banda sulla spiaggia che sta intonando l'inno di Mameli...per la settima volta!!! Ma non si stufano mai di suonarlo? E' già la quarta volta che l'Italia è campione del mondo. Mi viene in mente che mio nonno può vantarsi di esserci stato in tutte quattro le occasioni. Io,come già scritto,non sono sportivo e mi sono visto il film "E allora mambo" con Luca e Paolo. Domani verrò linciato dai miei colleghi di lavoro. Domani,però. Ora è tardi e vo a nanna. La banda in spiaggia ha cominciato a suonare il Và Pensiero di Verdi. Spero che non lo risuonino in continuazione.
Buonanotte...

Ps:Questa foto l'ho scattata io...
scritto alle 00:14 :: COMMENTI
Domenica, Luglio 09, 2006
In questa notte di mondiali...
Nel pomeriggio ho fatto un giro in bici: bandiere dovunque! Sui terrazzi,nelle macchine,sui pali della luce,sulle vetrine. Gente che camminava arrotolata nella bandiera, ragazze che la indossavano al posto della gonna, tipi che la indossavano come il mantello di Superman.Una ragazza addirittura ce l'aveva infilata tra i capelli. Per non parlare poi di quelli che se l'erano dipinta in faccia.
Adesso la partita è cominciata. Che posso dire? Io non sono sportivo,il calcio non mi è mai piaciuto. Le poche volte che ho visto una partita,o mi sono addormentato o mi sono annoiato. E' inutile: la passione,o ce l'hai o non ce l'hai. Ed io non ce l'ho! Ho provato a vederla ma niente da fare. Allora adesso finisco di scrivere questo post,lo spedisco e poi vado a vedere il DVD "E allora Mambo" con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Tanto se l'Italia fa gol,lo saprò lo stesso: mi avvertiranno le urla dei vicini.
Chiedo perdono ai tifosi.
scritto alle 20:51 :: COMMENTI
Sabato, Luglio 08, 2006
La prima foto del blog

Questa è la foto di cui vado più fiero. L'ho scattata per caso:ero andato a Pisa con la mia morosa. Non era la prima volta che ci andavo ma era la prima volta che sono salito sulla torre (15 Euro a testa!!!). Ad un certo punto ho guardato guardo fuori ed ho visto l'ombra nitida. Non sono nemmeno stato lì a pensare: ho tirato fuori la macchina e CLICK!
Quello che mi piace di questa foto è che senza nemmeno far vedere il monumento famoso,si capisce di che si tratta solo dall'ombra.
Da quella volta ho provato a fare altre foto alle ombre di altri monumenti famosi,ma non somo mai più riuscito a farne una come questa. Un fotografo in gamba saprebbe come fare. Io no.
scritto alle 23:50 :: COMMENTI
Venerdi, Luglio 07, 2006
Oggi 7 luglio 2006 comincio per la prima volta nella mia vita un blog.Anche io come tanti altri mi sono fatto prendere dalla moda del momento.Chissà cosa ne verrà fuori.Penso che scriverò di politica,di storia,di musica ecc.Sicuramente scriverò le mie opinioni che non saranno apprezzate da tutti.Comunque spero di fare un buon lavoro.Magari ci metterò pure le foto,chissà.
Sicuramente non potrò scrivere un post al giorno come fa Beppe Grillo.Ma cercherò di esser costante.
Forza e coraggio!
scritto alle 22:25 :: COMMENTI
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