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Martedi, Novembre 14, 2006
Lunedi' 13 novembre
Giornata bella piena. Sveglia alle 6:00,partenza col treno alle 7:00,tre cambi di treno e poi alle 10:30 siamo arrivati a Nara. Nara,fondata nel 710 (cosi' almeno dicono i libri di storia),fu la prima capitale del Giappone,il cuore del buddismo giapponese e l'ultima tappa della Via della Seta. E' chiaro che stando cosi' le cose,la citta' non poteva essere non farcita di monumenti antichi e famosi,ed infatti non delude i visitatori.

Templi,santuari,pagode.Il Giappone non e' solo metropoli.
Non sto ora a fare la telecronaca dei monumenti visitati,anche perche' potete dare un'occhiata al sito http://fotoalbum.marcoferri.eu per vederli,ma voglio qui scrivere che a Nara c'e' un monumento che e' nella lista dei beni dell'umanita' dell'UNESCO: il Tempio Todaji. Esso non si trova nella lista solo perche' e' la piu' grande costruzione di legno del mondo,ma anche perche' custodisce la piu' grande scultura di bronzo del mondo: il grande Buddah. In un recente post ho scritto che avevo sentito dire che il Buddah di Kamakura era il piu' grande ma che avevo dei dubbi. E facevo bene ad averne. Quello di Nara e' molto piu' grande e molto piu' antico. Quindi la persona che scrisse l'informazione citata nel post precedente (non ne dico il nome ma solo che e' vedova di un noto inviato all'estero di un grande giornale italiano),scrisse uno strafalcione (ma d'altra parte il libro in cui lo scrisse-un diario sul suo soggiorno in Giappone-ne e' farcito,di strafalcioni...). Insomma,il "bestio" in questione vale da solo la visita.
 Non sembra,ma sono 16 metri d'altezza per tonnellate e tonnellate di peso!Come avranno fatto a farlo,nel 752?
Ma gia' che ci si e',meglio non perdersi il viale delle 3000 lanterne (tremila! Se un uomo ne accende una al minuto,quanto tempo gli ci vorrebbe? Fate voi i conti...),la pagoda,i musei e i vari templi e santuari sparsi qua e la' in un parco da 520 ettari (che a Tokyo,Osaka,Nagoya ecc. se lo sognano). A Nara ho incontrato Nicola e sua moglie Kyoko. Nicola e' uno chef in gambissima. Per anni e' stato un punto di riferimento per la cucina italiana a Nagoya, uno dei primi, un maestro. quando vivevo a Nagoya ci vedevamo spessissimo,eravamo molto amici. Ora lavora a Osaka e siccome ad Osaka c'eravamo incontrati gia' l'anno scorso,questa volta si e' optato per Nara. Insieme abbiamo passato una bella giornata,piena di passeggiate,ricordi e pettegolezzi (e di foto).
 Nicola ed io a momento dei saluti.
Come vedrete dalle foto sul fotoalbum (gia' che ci sono,ne ripeto l'indirizzo: http://fotoalbum.marcoferri.eu ),nel parco di Nara ci sono molti cervi. Forse piu' di 1000. In passato erano considerati messaggeri degli dei ed ora scorarazzano liberi. Gli han tagliato le corna,senno' mi sa che molta gente si sarebbe ferita.
 Mi scusi, Dott. cervo...c..ch...che desidera?
E poi,gia' che ci sono,anticipo che...sono pronto per il Nirvana! Di che sto parlando? La risposta sul fotoalbum di cui ho gia' scritto l'indirizzo.
 E questo? La risposta su http://fotoalbum.marcoferri.eu
Bon,anche oggi e' finito. Domani (martedi' 14) sara' l'ultimo giorno che potro' girare a Nagoya. Dopodomani si parte. Mi sa che il prossimo post lo scrivero' dall'Italia. Se tutto va bene,atterrero' a Roma il 15 di sera,dormiro' nella capitale-posto gia' prenotato con http://venere.com ,un sito che consiglio a chi vuole viaggiare- e quindi approdero' a casa il 16. Magari avro' il tempo di scrivere qualcosina domani sera,prima di chiuder la valigia. Chissa'.Come direbbe Paolo Bitta di Camera Caffe': "Chi vivra'...vivra'!" Alla prossima.
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Domenica, Novembre 12, 2006
Venerdi 10 novembre

Oggi siamo andati a Kamakura,l'ex capitale del Giappone dal 1185 al 1333.Ci sono molti templi e santuari a testimonianza di quel periodo.

Engaku-ji
Noi abbiamo visto per primo il tempio di Engaku-ji,che e' il piu' grande dei 5 templi zen di Kamakura. Essendo il tutto (Inclusi il parco e lo stagno) in collina,abbiamo fatto una bella camminatina niente male.Ed abbiamo pure dovuto scalare un bel po' per vedere la campana che e' la piu' grande di Kamakura.

La campana. suona solo a capodanno
Poi e' toccato al santuario Hachiman-gu,con due stagni e moltissimi turisti stranieri (sono sicuro d'aver sentito parlare anche in russo).

Hachiman-gu
Quindi un bel pranzetto in un ristorante di nome..."A Riccione"! No,non sto scherzando: esiste veramente,si trova sulla strada Wakamiya-oji e ci hanno servito la piadina...al posto del pane! D'altra parte e' anche vero che non siamo in Romagna. Ora lo staff e' tutto giapponese,ma io so che all'epoca dell'apertura il cuoco era romano ed il maitre era di Riccione.L'ho anche conosciuto. Ma andiamo avanti.

Suona familiare....
Quando si e' a Kamakura,che cosa non si puo' non vedere? Ma il grande Buddah (o "Daibutsu",come si dice qua),naturalmente. E cosi' ci siamo andati con un tram molto carino.

Big,isn't it?
Alto 15,5 metri,fuso (e' di bronzo) nel 1252, e' una meta importante per chi e' religioso. Dentro e' cavo,infatti ci si puo' entrare (pagando 20 yen,una miseria). Mi avevano detto che e' la piu' grande statua di bronzo del Giappone ma ho i miei dubbi. Prima voglio vedere il Buddah di Nara (ci andremo lunedi) e poi confrontero'.

Enoshima dal trenino
Nel pomeriggiosempre col tram (che sembra un trenino) siamo andati in zona limitrofa,a visitare un'isoletta suggestiva collegata alla terraferma con un ponte,di nome Enoshima. La sera Kamakura e' un po' desolata,come il centro di Rimini o di Riccione alle 21:00 di un giorno feriale d'inverno. Infatti dopo la cena,siamo tornati in hotel ed abbiamo dormito.
Sabato 11 novembre
Oggi ha puovuto a dirotto (era un bel po' che non pioveva) e non abbiamo potuto camminare molto. Siamo tornati al santuario Hachiman-gu ed abbiamo visto un matrimonio shintoista in svolgimento.

Sposa bagnata,sposa fortunata.
Poi siamo andati ad incontrare Lucia e suo marito Atsushi. Lucia un tempo abitava a Nagoya e fu infatti la' che ci siamo conosciuti. Anche lei (come me all'epoca) e' insegnante di italiano. Un tempo ci si incontrava spesso e si parlava/sparlava di tutto e di tutti. Poi suo marito si e' dovuto trasferire per motivi di lavoro e fino ad oggi non ci eravamo piu' visti (Saranno passati 4 anni). Mamiko un tempo fece tre o 4 lezioni d'Italiano con Lucia,quindi anche loro si sono riviste dopo tanto tempo.

Con Lucia e Atsushi
Insieme siamo andati a visitare due templi: Meigetsu-in (detto il tempio delle ortensie) e poi il Tokei-ji,il tempio dove un tempo si rifugiavano le donne che volevano divorziare. Infatti una volta il divorzio poteva chiederlo solo l'uomo,ma se una donna passava 3 anni in questo tempio,poteva chiederlo anche lei.
Un pranzo insieme e poi siamo tornati a Nagoya.
Alla stazione di Nagoya hanno acceso le luci nataliazie. Qua il Natale non e' festa nazionale,ma le luci ci sono.e sono pure bellissime.

Luci natalizie
Tutte le foto sono su: http://fotoalbum.marcoferri.eu
Alla prossima.
scritto alle 15:08 :: COMMENTI
Giovedi, Novembre 09, 2006
mercoledi 8 novembre
Oggi con Mamiko ho incontrato una mia ex studentessa.E' un'insegnante di musica in pensione che si chiama Michiko. Appassionata di opera lirica, fu mia studentessa per guasi un anno.Poi io tornai in italia e lei studio' per un po' con altri insegnanti,prima di smettere. Alcuni anni facevo lezioni in una scuola privata di nome Chikusa College. Fra le mie studentesse c'era una ragazza giovane di nome Mayuko. Dopo un po' questa studentessa perche' cotavano meno.comincio' a fare lezioni private in un'altra scuola,sempre con me,perche' costavano meno. Poi un giorno mi disse che si sarebbe sposata ed era pure al settimo cielo. Poi smise di venire a scuola. Dopo 2 o tre anni mi telefona la signora Michiko perche' aveva letto l'annuncio della mia scuola (La gloriosa Piazza Italia,che avevo aperto da poco) ed era interessata. Mi chiede come mi chiamo,glielo dico e lei mi dice che io avevo insegnato a sua figlia. Insomma,scappa fuori che Michiko e' la mamma di Mayuko. Come si dice..."Il mondo e' piccolo"!

Con la signora Michiko.
giovedi 9 novembre
Oggi con Mamiko e sua mamma siamo andati a visitare un parco floreale privato di nome "Nabana No Sato",non lontano da quel parco fluviale di nome "Kisosansen-koen" di cui ho gia' scritto in precedenza.

L'ingresso del parco NABANA NO SATO
E' un parco in cui vengono coltivate centinaia di speci di fiori. In ogni stagione lo staff del parco lavora,taglia,pota,sarchia,semina,innaffia un'area non indifferente. Io che soffro di allergia da polline,non ci andrei in primavera,ma in autunno e' ottimo.

Il cartello dice che questo fiore ha un diamtero di 35 Cm.
Poi quest'anno aveva una novita': una ruota panoramica orizzontale con una riproduzione del monte Fuji. (Tra parentesi, noi lo chiamiamo "Fujiyama",ma i giapponesi lo chiamano "Fujisan".Come mai? I primi stranieri che traducevano il giapponese in ingelse,non sapevano che l'ideogramma per montagna si legge YAMA solo in frasi come "Vado in montagna". Quando l'ideogramma e' attaccato ad un nome proprio di montagna -in questo caso "Fuji"-allora si legge SAN.Loro non lo sapevano,lo strafalcione fu pubblicato,ricopiato,tradotto ed ecco perche' noi lo chiamiano in un modo e loro in un'altro.Chiusa parentesi).

La ruota panoramica orizzontale col monte Fuji
Dalla ruota si vede sia il parco che i fiumi Kisogawa ed Ibigawa. Peccato pero' che la corsa sia stata troppo breve.

Il parco dalla ruota panoramica orizzontale
Un'altra curiosita' e' lo "Stagno dello Specchio" dove gli alberi in condizioni climatiche ottimali,se specchiati nell'acqua,sembrano veri. Oggi l'acqua era un po' fangosa,tuttavia. Nella foto qui sotto,la scritta sopra e' a rovescio,quella riflessa e' nel verso giusto (c'avete presente quando si mette un libro davanti allo specchio?)

La scritta superiore e' stampata a rovescio.Il verso giusto e' quello riflesso nell'acqua...
Da segnalare poi quelli che io ho battezzato "I viali degli innamorati". Sono due tunnels lunghi rispettivamente 100 e duecento metri,fatti esclusivamente di luci natalizie. Purtroppo oggi erano ancora in allestimento (li montano sotto Natale) e li ho potuti fotografare solo da spenti. Nelle foto qui sotto si possono vedere sia spenti che accesi (le immagini con le luci accese le ho fotografate dal poster pubblicitario dell'anno scorso). Inutile dire che non ci si poteva entrare.


I viali degli innamorati,di giorno e di notte.
Il giappone non e' solo parchi tematici ultra-ecnolgocici. C'e' anche molta natura e semplicita'. Il prezzo del biglietto di questo parco e' 1000 yen,circa 7 euro. Nemmeno poi tanto caro. Se invece si va a Tokyo DisneyLand od ad Osaka Universall Studios Japan, allora si' che il portafoglio piange (e ne ha ben donde!)

Magari un giorno affermero' d'aver scalato il Monte Fujiesibiro' questa foto come prova e qualcuno ci credera'...
Domani (venerdi 10 novembre) andremo a Kamakura (dalla parti di Yokohama) a fare i turisti (pare che la statua del Buddah di Kamakura sia la piu' grande statua di bronzo esistente al mondo) ed a trovare una ragazza che una volta viveva a Nagoya. Mi sa che il prossimo capitolo del blog lo scrivero' sabato sera,quando tornero' a Aisaishi,il paese vicino a Nagoya in cui abita Mamiko.
Il seguito alla prossima puntata.
scritto alle 14:51 :: COMMENTI
Martedi, Novembre 07, 2006
Lunedi 6 novembre
L'unica cosa degna di nota accaduta oggi e' stata una cena con 6 miei ex studenti (anche se si trattava di uno studente e cinque studentesse ma si sa che l'italiano non fa concessioni: se in un gruppo ci sono 9 donne ed un uomo, allora la grammatica esige che si usi la forma maschile. Prima o poi le femministe protesteranno e magari cambiera' la regola) e del loro attuale insegnante, Giovanni di Ferrara. Come per l'altra cena,scrivero' solo i loro nomi italiani: Anna, Angela, Angela (erano in due con lo stesso nome), Chiara, Diana e Claudio. Qui ci metto una sola foto. Le altre sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu buona visione.

Da sinistra:Chiara,Angela,Io,ClaudioAnna,Angela,Diana e Giovanni.
Dato che c'e' ancora spazio,scrivero' di una novita' vista per strada: il bici-taxi. Come si vede dalle foto,e' una bici a tre ruote, oserei dire un rick-shak o rick-sha (non so come si scrive. Comunque quelle carrozzelle mono o bi posto tirate a mano da una persona) a pedali. Una corsa costa 300 yen (2 euro), il cliente si siede, dice la destinazione ed il guidatore...pedala! Non che un bici-taxi vada dovunque. All'interno del bici-taxi (non ho potuto fotografarlo) c'e' una mappa con le zone permesse, che naturalmente sono nelle vicinanze (senno' converrebbe un taxi normale).

Alle mie spalle,il mezzo del futuro?
Ora, tutti potrebbero pensare all'ennesima trovata strampalata giapponese di quelle che girano su internet e che- tranne che in Giappone- non si vedono mai in giro (e spesso non si vedono nemmeno in Giappone). Invece questa del bici-taxi io l'ho gia' vista in aprile...a Londra! Proprio cosi', ne ho visti alcuni parcheggiati vicino a Piccadilly Circus e poi ne ho visti altri all'opera. Non potrei dire chi ha avuto l'idea prima. Potrebbero essere stati i giapponesi oppure gli inglesi cosi' come qualcun'altro (non mi sorprenderebbe si si trattasse degli americani). Magari e' stata un'idea venuta contemporaneamente a tutti. La cosa che posso dire e' che la versione inglese dei bici-taxi era compleatamnte scoperta, mentre quella nipponica e' coperta (vedi la foto). Ora mi dispiace di non averli fotografati anche in Inghilterra.

Non inquina,non consuma (tranne un panino ogni tanto),ottimo per i centri storici.
Chi possono essere i potenziali clienti di tale servizio? Direi gente che deve andare in un posto troppo vicino per prendere il taxi normale ma abbastanza lontano da non voler farsela a piedi (per esempio uno che esce dalla sua ditta e deve andare in un ufficio ad un Km di distanza). Magari una persona che ha appena fatto spese e che non ha voglia di camminare con i pacchi in mano. Sicuramente non un persona che va di fretta. L'idea e' abbastanza nuova. Potrebbe essere un hit o un flop. Sicuramente chi si cimentera' in questo lavoro dovra' avere buone gambe e se non le ha se le dovra' fara' venire. Ultima considerazione, mi sa tanto che in citta' come Roma non li vedremo mai i bici-taxi e non per colpa del traffico (essendo l'ideale per i centri storici chiusi al traffico,non dovrebbero aver problemi) ma per via delle notorie salite e discese della capitale. Magari nel centro storico di Rimini si potrebbe provare. C'e' qualcuno disposto a mettersi in societa'?
Alla prossima.
scritto alle 02:52 :: COMMENTI
Domenica, Novembre 05, 2006
Domenica 5 novembre
Ieri non e' successo nulla ed infatti nulla ho scritto. Oggi idem,quindi parlero'...di cibo,naturalmente! Perche' in giappone non si mangia solo sushi o sashimi. Per esempio oggi,nel quartiere di Osu Kannon (quello del tempio che ne ho gia' parlato in precedenza) abbiamo mangiato un piatto ottimo, riempitivo ed economico, tre aggettivi che se usati insieme non guastano mai.Il piatto in questione e' il Takoyaki.

Vetrina di takoyaki.Di solito e' da asporto (o take-away,come dicono a Londra)
Si tratta di "polpettine" di polipo,cotte su una piastra apposta formata da tanti incavi a semisfera (per dare al takoyaki la forma di una palla).Questi incavi vengono prima unti con un po' d'olio,poi riempiti con una pastella composta da farina,acqua e brodo dashi,ed infine completati con pezzi di polipo bollito (ma ne esistono anche versioni con formaggio,verdure,ecc.)

Tre tipi di Takoyaki
Quando la parte della pastella a contatto con l'incavo della piastra e' cotta,lo chef la gira (anzi:le gira,dato che ne cuoce decine alla volta) con un'attrezzo che sembra uno stuzzicandente e mette a contatto con la piastra la parte ancora da cuocere. Non e' una manovra facile (o almeno non lo sembra) e chissa' la pratica che ci vuole. Quando i takoyaki sono pronti,hanno la forma di palline dorate e si mangiano conditi con una salsa per takoyaki (in Italia mi sa che non esiste) e polvere di alga. Questo il takoyaki tradizionale.

Carini i piatti di carta che sembrano belle barchette...
Noi invece ne abbiamo mangiati 10 con mayonnaise ed uovo sodo tritato come salsa (forse per questo c'era una lunga fila di ragazzini,davanti a noi).

10 takoyaki pronti per esser mangiati (da noi).
Come dessert ci siamo fatti uno spiedino di dango ossia di palline d'impasto di riso (riso pestato fino a diventare una pasta morbida) infilate in uno spiedo a gruppi di 4,6, o 6,cotte al vapore e condite con un'apposita salsa.

Spiedini di Dango.I bianchi sono sconditi,gli altri sono pronti.
Eh si'...non si mangia solo sushi o sashimi.Per fortuna.
Alla prossima.
Ps:

...e per finire, un bel gelato alla fragola!
scritto alle 11:29 :: COMMENTI
Sabato, Novembre 04, 2006
Disserzione
Venerdi 3 novembre 2006
Visto che oggi non e' successo niente di particolare se non una cena con un'amica di Mamiko le cui foto sono nel fotoalbum, ho pensato di usare lo spazio di oggi per parlare di un'usanza giapponese che secondo me non farebbe una brutta figura in Italia: l'esposizione esterna del menu' di un ristorante. In Giappone ogni ristorante espone in una bacheca esterna (oppure in vetrina,se ce l'ha) una riproduzione in plastica, gomma o cera dei piatti che offre. Queste riproduzioni, risultato di un ottimo lavoro artigianale, a volte sono cosi' perfette che viene il dubbio se siano reali o meno. Vengono poste in bacheche illuminate con un cartello che ne indica sia il nome che il prezzo.

piatto coreano ("bibinba") di cera.
A volte il ristorante non dispone di riproduzioni, vuoi perche' magari il budget e' basso, vuoi perche' magari ha appena adottato un nuovo menu' e le ditte non sono state solerti nella realizzazione ed allora all'esterno espone i piatti veri, ricoperti con del cellophane (si scrive cosi?).

Piatti veri,ricoperti col cellophane
In certi casi non e' solo il piatto singolo ad essere esposto ma l'intero set (Piatto principale, contorno, zuppa).

Come si dice in inglese: "What you see is what you get"

Non solo primi,secondi o contorni.Anche i gelati possono esser di cera o di plastica.

Non solo piatti giapponesi ma anche stranieri,come gli spaghetti in questa foto.
Per quale motivo ritengo che tale usanza non sarebbe male anche da noi? Per prima cosa,perche' in Giappone un cliente sa gia' cosa aspettarsi e cosa no, mentre in Italia magari un determinato piatto cambia non dico da regione a regione ma spesso da ristorante a ristorante, in base allo chef. Un cliente abituato a mangiare il piatto X nel ristorante Y, potrebbe rimaner deluso dal medesimo piatto se mangiato nel ristorante Z in quanto diverso da quello di Y. Un cliente che puo' vedere una bacheca prima di entrare,vede da solo come e' fatto il piatto X e magari decidere se entrare o meno. Quindi c'e' l'idea di base che una bacheca in stile giapponese alla fin fine invoglia il cliente meglio di un menu scritto o di uno illustrato. Una riproduzione fatta bene e' una buona rappresentazione tridimensionale del prodotto e quindi attira di piu' che una descrizione nero su bianco od una foto. Poi c'e' il fattore soldi. Una disposizione esterna avvisa il cliente su cosa otterra' in cambio dei suoi soldi. Un cliente che sa non solo i prezzi del piatto ma anche la forma e-soprattutto-il volume dei piatti, puo' decidere meglio su cosa mangiare con lo stesso quantitativo di denaro. Infine c'e' il fatto che un cliente che riceve un piatto diverso da quello in esposizione ha il diritto di lamentarsi e di ricevere un risarcimento. Se il ristorante mi mette in esposizione una piadina da 45 Cm di diametro e poi me ne serve una da 20 Cm, io posso chiamare il padrone e dire che questa non e' come quella in vetrina. Un qualsiasi giudice di pace mi darebbe ragione. Quindi posso pure affermare che una bacheca e' anche una forma di tutela del cliente. Magari prima o poi qualche ristoratore si trovera' in Giappone, vedra' le bacheche, ne avra' una buona impressione e pensera' a replicare l'idea in Italia. Magari poi altri ristoratori ne capiranno gli effetti positivi per il proprio locale e lo copieranno e l'usanza si estendera' a macchia d'olio. Magari han gia' cominciato ed io non lo so. Se qualche ristoratore legge questo blog, mette in pratica l'idea ed incrementa il proprio guadagno...spero che si ricordi di chi gliela diede,l'idea. E che magari esprima la sua gratitudine con qualche assegno,eh? Bon, per oggi ho finito. Basta cavolate. Alla prossima.
scritto alle 11:26 :: COMMENTI
Venerdi, Novembre 03, 2006
Giovedi 1 novembre 2006
Una giornata con i genitori di Mamiko. Per prima cosa siamo andati a vedere il parco Tokugawa. Tokugawa (il cognome) Ieyasu (il nome) fu un grande Daimyo (una specie di feudatario) che fece di Nagoya una potenza militare durante il periodo EDO (1603 - 1867). Questo parco fu costruito nel 1695 come luogo di riposo di Mitsumoto, uno dei discendenti di Tokugawa. Durante i secoli cambio' padroni ed uso. Oggi e' un parco a pagamento,in cui si possono vedere le vestigia del passato giapponese.

Interessante il laghetto pieno di pesci Nishikigoi (non so come si chiamino in italiano,ne' tantomeno se ci siano,in Italia),la casa del te' (un classico della cultura giapponese tradizionale),i ponti e le due cascate artificiali,modellate su due cascate leggendarie che avrebbero dovuto trovarsi in Cina.

La casa del te'

Una delle due cascate
Poi siamo entrati nel museo Tokugawa. I Tokugawa non erano solo guerrieri (infatti nel museo c'e' l'armatura originale del grande daimyo,insieme all sue spade) ma anche mecenati. Il museo raccoglie molti reperti legati al mondo dell'arte del periodo EDO (come la ricostruzione di un teatro NOH -leggete su http.//wikipedia.org per ulteriori ragguagli) e molti reperti legati alla cerimonia del te'.

L'armatura di Tokugawa....

...e la sua spada.
Annessa al museo,una libreria che raccoglie frammenti dell'opera originale "Genji Monogatari" (i racconti di Genji, anche qua leggete su wikipedia). Insomma,un must-see quando si e' a Nagoya. Il buffo e' che...io in 7 anni che ci ho vissuto,non ci ero MAI andato! Cosi' e' la vita.

Anguilla sul riso.
Nel pomeriggio,dopo aver mangiato l'anguilla-buonissima!-siamo andati a visitare un tempio shintoista (volete sapere cos'e' esattamente lo shintoismo? Wikipedia! He,he,he!) molto grande e molto importante: il tempio Jingu. In questo tempio e' conservato uno dei tre sacri tesori del giappone: la spada divina (gli altri 2 sono lo specchio divino ed il gioiello divino,conservati in altri due templi,in altre due citta'. Dice la leggenda che se questi tre tesori dovessero venire persi,sarebbe la fine del Giappone). Un po' come le reliquie dei nostri santi,che sono conservate n elle nostre chiese. La spada non e' visibile (un po' come la Sacra Sindone di Torino) al pubblico,ma solo ai preti shintoisti. Quindi noi nel tempio abbiamo solo camminato. Comunque si tratta sempre di un polmone verde molto silenzioso e molto rilassante, il che in una metropoi come Nagoya non e' poco.

Il TORII, la porta del tempio (di Jingu)
Quindi un bel caffe' (Lei! Io invece una bella cioccolata con panna montata) allo Starbucks (una catena di bar americani che -purtroppo- in Italia ancora non c'e'. Sempre gli ultimi,noi!) e poi a casa. Ridendo e scherzando (e camminando e fotografando) e' passata una giornata.
scritto alle 06:13 :: COMMENTI
Mercoledi, Novembre 01, 2006
Lunedi 30 ottobre 2006
La mattina con Mamiko siamo andati al parco nazionale Kikosansen. E' un bel parco artificiale ottenuto mediante la deviazione di tre fiumi (il Kisogawa, il Nagaragawa ed l'Ibigawa).Nel punto dove i tre fiumi si costeggiano (si uniscono solo alla foce,cioe' nella baia di Nagoya) si trova un museo che spiega per quale motivo fu necessario deviarli tutti e tre.

Il museo del parco

Altina,eh?
Un tempo i letti di questi fiumi seguivano tracciati diversi ed ogni tanto le loro piene provocavano disastri e morti.Nella meta' del 1800 il governo decise un intervento drastico e (grazie agli studi di un ingegnere olandese) fu dato ai fiumi il corso attuale. Facente parte del museo e' anche una torre d'osservazione,da cui ho scattato un po' di foto.

Panorama dalla torre.Notare i due fiumi paralleli

Panorama dalla torre con il terzo fiume
La sera con Mamiko e con Isao (suo fratello) siamo andati a mangiare in un ristorante specializzato in pollame,in tutte le salse ed in tutte le cotture. Questo tipo di ristorante si chiama Yakitori. Chi ha detto che qua si mangia sempre pesce e mai carne?

Il fratello di Mamiko.
Martedi 31 ottobre.
Sveglia alle 7:00 per andare a trovare la zia di Mamiko,a Nagano. Quando In italia dico "Nagano",tutti rispondono "Ah,dove ci sono state le olimpiadi". Ora,dire Nagano e' come dire Sicilia:non si tratta di una citta' ma di una regione dove di citta' ce ne sono parecchie.Le olimpiadi le fecero in una citta' di nome Hakuba (ci sono stato,4 anni fa),mentre noi siamo andati in un'altra citta'. La zia di Mamiko e' un'artista.Le sue creazioni con l'argilla sono dei veri e propri capolavori.Ogni volta che andiamo da lei,rimango stupito da quello che vedo.Qualche foto chiarificatrice:



Ma anche lo zio non scherza:guardate questi mini arazzi fatti a mano da lui:


Dice che per farne uno ci vogliono mesi.
Abbiamo passato il giorno con loro e siamo andati a vedere un museo di fiori le cui foto (insieme a tante altre) sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu .La sera abbiamo dormito da loro.
mercoledi 1 novembre.
Siamo amdati su un monte di nome Sonohara. Per arrivare in cima abbiamo usato una funivia (ovovia?) e poi una seggiovia. Panorami stupendi! Il Giappone non e' solo metropoli.A pranzo abbiamo mangiato in un ristorante tradizionale.Noi seduti per terra (col cuscino) intorno ad una buca in cui ardevano dei carboni.Il pesce e' stato cotto da noi,su questi carboni.Un qualcosa che in Italia mi sa che non esiste.

scritto alle 11:50 :: COMMENTI
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