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Venerdi, Marzo 23, 2007
Una serata con Beppe Grillo.
Giovedì 15 marzo 2007 è una data storica (per me) in quanto per la prima volta ho visto Beppe Grillo dal vivo e non su DVD.Ecco la sintesi:
Un giorno io ed Andrea abbiamo scoperto (leggi: visto-per caso-la pubblicità su un giornale al bar mentre bevevamo qualcosa) che Beppe Grillo avrebbe fatto uno spettacolo il mese dopo, a Forlì. Era da un bel po' di tempo che volevamo vederlo dal vivo, e già una volta avevamo cercato i biglietti per lo spettacolo tenuto tempo prima a Rimini ma eravamo arrivati troppo tardi. Questa volta invece non abbiamo perso tempo e ci siamo precipitati alla rivendita a Rimini il cui indirizzo era proprio sull'annuncio pubblicitario letto al bar. Appena arrivati, abbiamo subito scoperto che i biglietti per la data che ci intererssava (14 marzo) erano guasi tutti esauriti e che se volevamo dei posti buoni, avremmo dovuto decidere per il giorno successivo. Detto, fatto. io ne ho comprati due (uno per mio fratello, non sapendo ancora se sarebbe stato disponibile per quel giorno, ma ho voluto rischiare lo stesso) ed altrettanti ne ha comprati Andrea (uno anche per un nostro amico -Ale- molto interessato allo spettacolo).

Il tanto agognato biglietto
Ed eccoci arrivati al 15. Mio fratello non aveva impegni ed è potuto venire. Ale purtroppo ha avuto un imprevisto ed al suo posto è venuto Gabriele.Lo spettacolo cominciava alle 21:00 e noi siamo partiti da Riccione...alle 20:20. Purtroppo prima non fu possibile incontrarsi (impegni di lavoro) e così ho "leggermente" pigiato la tavoletta del gas. Non avrei mai creduto che la mia macchina riuscisse a toccare i 150 Km all'ora (è un diesel). Se non mi arrivano multe, vuol dire che nel tratto autostradale Riccione-Forlì non ci sono autovelox. Trovare il Palagalassi è stato facile, trovare un parcheggio un po' meno. Dire che era tutto pieno è dire niente. Per fortuna abbiamo trovato un buco proprio davanti all'uscita di un garage di un palazzo del complesso fieristico, il quale palazzo -essendo chiuso- non aveva macchine in entrata/uscita. Oltretutto il cartello del divieto di sosta non era neppure regolare. Da lì al Palagalassi (mancavano 5 minuti alle 21:00) è stata una bella corsettina. Mio fratello che è un appassionato ciclista andava veloce. Noi altri (tre sedentari notori) facevamo fatica a stargli dietro.Appena davanti all'ingresso del Palagalassi c'erano striscioni contro l'amministrazione comunale forlivese riguardo agli inceneritori. Non ho avuto il tempo di leggerli per via della fretta ed in fondo sapevo che l'argomento sarebbe stato trattato in dettaglio. Il Palagalassi era pieno pieno. una hostess ci ha accompagnato ai posti. Ho fatto in tempo ad alzarmi, andar a pisciare ed a tornare che lo spettacolo è cominciato.

A pochi minuti dall'inizio
Cercare di descrivere uno spettacolo di Beppe Grillo non è facile. Già solo guardando i DVD dei suoi spettacoli, si capisce che ci sono molte differenze tra uno suo e quello di altrui comici. Già il termine "comico" secondo me è sbagliato. Un comico fa ridere, dice battute, barzellette, satira, spesso intercala i monologhi con canzoni, balletti ecc. Beppe invece di barzellette non ne racconta, di battute satiriche ne dice pochissime, non canta, non balla, non recita ma parla e racconta cose, cose importanti, cose tristi, cose tragiche, cose a volte pericolose da sbandierare ai 4 venti. Se fa ridere, lo fa magari per le espressioni facciali, per le esagerazioni nel tono di voce, per gli scatti dal calmo all'urlo ecc, ma mai per i contenuti dei suoi monologhi. E che contenuti! Quello che le radio e le TV non ci diranno mai, sulla politica, sulla sanità, sul mondo del lavoro, sull'ambiente ecc. Per esempio i mass-media italiani non ci diranno mai quali sono i veri effetti degli scarichi degli inceneritori sull'ambiente, sull'aria che respiriamo noi ora e sulle conseguenze nel nostro organismo nel corso degli anni. I mass-media ci dicono che è giusto incenerire i rifiuti proprio per salvaguardare l'ambiente. Delle nano-particelle che escono da quelle ciminiere e dei tumori che provocano nel raggio di 30 Km a tutta la gente che in quel raggio ci vive, naturalmente non dicono nulla.

Un pezzo del palco
E che dire della storia dei due ricercatori che con un microscopio a scansione ambientale (molto potente e molto costoso) hanno scoperto tracce di metalli nei cibi comuni che noi mangiamo? Questi due ricercatori hanno scoperto e pubblicato i nomi dei cibi pericolosi. Qualcuno in alto ha unto le ruote giuste ed l micoroscopio che non era loro, gli è stato tolto. Poi l'ha saputo Beppe Grillo, ha cominciato col suo blog una colletta, due euro qua, tre là e così via, morale: hanno potuto comprare un microscopio moooolto più potente del primo. E la ricerca continua. Ma non vi dico il mio shock nello scoprire che i Ringo Pavesi contengono tracce di ferro, cromo ecc. Ma come, dico io, proprio i Ringo? I miei amatissimi Ringo? Ed ora che mangio la mattina a colazione? Che shock, che tristezza! Ma il peggio l'ha detto Grillo: quando la lista incriminata è stata pubblicata, lui ha ricevuto una telefonata da Barilla in persona. Barilla era incazzato perchè le vendite diminuivano, ma diceva che non avrebbe mosso un dito per migliorar la produzione affinchè certi elementi non finissero più nei cibi perchè tanto lui...è a posto con la legge! Una legge ormai superata ma che ad un grande industriale come lui non importa niete. In che mondo viviamo!

Durante un monologo
Ma la colletta per l'acquisto del microscopio non è la sola battaglia condotta da Grillo. Nonostante le pretese del ministro Bersani, l'abolizione dei costi di ricarica (ennesimo furto legalizzato italiano) non è stata un'idea sua ma il risultato di una petizione on-line cominciata da un ragazzo di Ischia che ha raccolto 800.000 firme - ottocentomila!- anche grazie al supporto del blog di Beppe Grillo. Potrei andare avanti ma sarebbe inutile. chiuque potrà leggere tutto sul blog http://www.beppegrillo.it anche se ormai sono pochi gli italiani che non l'hanno letto almeno una volta.

Durante un appaluso scrosciante
Tornando allo spettacolo, devo dire che la scelta dei posti era ottima. Alle nostre spalle c'era un corridoio e poi un'altra fila di sedie. Spesso Beppe è venuto alle nostre spalle. Ogni tanto, lui si ferma e si appoggia con una mano alla spalla dello spettatore più vicino. Andrea l'ha sentito tre volte, io una solo. Ad uno in prima fila l'ha preso per le spalle dandogli una bella strapazzata e dicendogli "Hai voluto sederti in prima fila, vero? Allora beccati quaesta!" Ad un giovane gli diceva di non ridere troppo perchè la sua pensione se la stava godendo "quello là" cioè un anziano in un'altra fila che Beppa ha opportunamente provveduto ad indicar col dito. L'applauso più forte l'ha ottenuto quando dopo aver detto peste & corna di Marco Tronchetti Provera, colui che sta guidando/rovinando la Telecom pur avendone solo lo 0,08% delle azioni, ha annunciato che -avendo ottenuto 17mila deleghe di rappresentanza da altrettanti piccolio azionisti privati della telecom- alla prossima assemblea dei soci (in aprile) gli farà un culo così a tutti. Io spero che ci riesca...
Poi ha sparato a zero sul governo, sulle banche, sulla TV e su tanto altro ancora.

Se fosse stato più fermo, ne avrei scattate di più e di migliori...
Ma non c'è stato solo Beppe. Sul palco sono saliti i rappresentati del meet-up (un'associazione di "amici di Beppe Grillo" che è nata per cercare di migliorare le cose a livello locale. Ce ne sono molte in ogni città. La lista completa è nel suo blog) di Forlì e Cesena. Questi ragazzi hanno mostrato il loro video auto-prodoto contro il nuovo inceneritore di Forlì, mostrando i danni per la salute e facendo vedere come non solo le autorità locali, ma persono il TAR dell'Emilia Romagna abbia impedito ai residenti di dire la loro in materia (Capite? Quelli impiantano un inceneritore che causa tumori proprio a due passi da casa tua senza mnemmeno chiederti un parere -tanto loro abiteranno lontano- e tu non puoi nemmeno protestare). Poi Beppe ha telefonato al sindaco di Forlimpopoli che ha spiegato come con una raccolta differenziata porta a porta, ha ottenuto risultati migliori che non con un inceneritore. Quindi ha invitato/intervistato due scienziati che ci hanno spiegato molte cose che non sapevamo sull'inquinamento nella Pianura Padana, una delle 4 aree più inquinate d'Europa.

I rappresentanti del Meet-up
Come ho accennnato, c'era un palco, ma Beppe non ci saliva mai. Lui i suoi spettacoli li conduce camminando tra le file di sedie. Un po' faticoso da seguire, ed infatti c'erano tre megaschermi orientati in modo che da qualsiasi parte si fosse seduti, non ci si sarebbe perso nulla dello spettacolo. Questi schermi li ha poi usati per mostrarci foto e filmati, per provare che non si stava inventando niente. Dopo aver parlato di come alla RAI i dipendenti siano tutti parenti di persone o già inserite o importanti a livello politico, ci ha fatto vedere la lista completa dei dipendenti imparentati. Non vi dico che urla di disgusto che si sono udite. Dopo aver parlato del microscopio a scansione, ci ha fatto vedere la lista dei cibi incriminati. Anche qua stessa reazione dal pubblico. Meno male che avevo appena finito l'ultimo pacchetto di cicche Day Gum Protex allo xilitolo e che non ne avevo comprato ancora un'altro: contengono silicio, cioè vetro e per quel che mi riguarda non le masticherò più.
Insomma, sono state 3 ore di spettacolo intense, interessanti, a volte divertenti e che han fatto parecchio pensare. Quindi concludo con un consiglio: se vi capita l'occasione di veder un suo spettacolo, non lasciatevlo sfuggire. Ne vale veramente la pena. E vi consiglio pure di prendervela comoda quando lo spettacolo sarà finito. con tutte quelle macchine in partenza, ci vuole un bel po' ad scire dai parcheggi ed ad arrivare a casa.
Questa volta nel fotoalbum non ho messo foto dello spettacolo. Sorry.
scritto alle 15:00 :: COMMENTI
Domenica, Marzo 04, 2007
25 Febbraio 2005 Gita a Piacenza ed a Cremona
Da un po' di tempo io e Mamiko pensavamo di andar da qualche parte per una giornata, e cosi' abbiamo pensato ad una citta' nella quale non siamo mai andati: Piacenza. A dire il vero, ci siamo (come molti altri) solo passati con il treno diretto a Milano, ma non ci eravamo mai stati come turisti. Inoltre era l'ultimo dei capoluoghi emiliano-romagnoli in cui non eravamo stati. La guida turistica dice che Piacenza e' la citta' piu' lombarda dell' Emilia Romagna, ed in effetti la sua posizione geografica, proprio al confine, conferma cio'. Chiunque ci sia passato in treno, si sara' accorto che e' piu' vicina a Milano che a Bologna. Ma torniamo al viaggio. Come al solito in questo tipo di viaggi, ci siamo alzati alle 5:00, siamo partiti verso le 6:30 arrivando piu' o meno verso le 10:00

ORE 10 DEL MATTINO
Come in molte altre citta', anche qua le macchine non possono transitare nel centro storico, quindi abbiamo parcheggiato dove possibile ed abbiamo fatto due passi a piedi. Pensavamo di dover girare parecchio, ma il centro storico piacentino e' molto raccolto, ed in un paio d'ore -camminando piano- avevamo gia' visto tutti i monumenti consigliati dalla guida turistica. Forse, se il tempo fosse stato migliore (il cielo era bianco, le previsioni del tempo di http://www.ilmeteo.it davano nuvoloso-tendente-pioggia), magari la citta' ci sarebbe apparsa in tutto il suo splendore (diplomatico, eh?). Pero' almeno ora posso dire "Ci sono stato!"

Le altre foto "piacentine" sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu
Per fortuna che siamo stati lungimiranti e che avevamo pensato ad un'altra citta', nel caso ci fosse avanza tempo (e ce n'e avanzato parecchio), una citta' ad una trentina di chilometri: Cremona. Cremona e' (come sanno tutti) in Lombardia, e per arrivarci si deve attraversare il fiume piu' lungo d'Italia (ma con il nome piu' corto)...si'...insomma...il Po! Mentre lo attraversavamo, mi e' venuto in mente che un tempo non era solo un fiume e basta ma un vero e proprio confine internazionale che divideva l'impero austro-ungarico dal ducato di Parma e Piacenza. Non ho saputo resistere alla tentazione di dar sfoggio della mia infinita (?) cultura ed ho spiegato tutto cio' ad una disinteressata Mamiko. Appena arrivati, che si fa? Dato che era l'una passata e dato che era dalla mattina che non ci si nutriva, siamo andati a pranzare in un ristorante tipico cremonese situato proprio a due passi dal duomo e che si chiama La Sosta.

Pranzo cremonese
I tre monumenti famosi di Cremona sono il duomo, il battistero ed il "torrazzo" (ossia il campanile). Dato che tutti e tre aprivano alle 14:30 e che mancava ancora mezz'ora, abbiamo fatto un giretto a piedi, per vedere le vetrine. Ad un creto punto ho notato un cinema che portava il cognome di un grande attore italiano,che era nato proprio qua: il grande Tognazzi.

Il cinema della supercazzola come fosse Antani?
Infatti, Ugo Tognazzi non era milanese, come credono in molti (fra cui io, prima di consultarne la biografia su http://www.wikipedia.org ) ma cremonese, per questo mi piace pensare che quel cinema non è stato nominato cosi' perchè magari era il cognome del proprietario (immagino che oltre ad Ugo, di Tognazzi a Cremona ce n'erano parecchi) ma su richiesta del comune, in onore di un illustre concittadino (ad Antonio Stradivari, a Claudio Monteverdi ed ad Amilcare Ponchielli erano gia' dedicate tre vie).

Da sinistra a destra: il "Torrazzo", il duomo ed il battistero (visto dal torrazzo)
Arrivano le 14:30 e compriamo due biglietti per il battistero piu' uno per il torrazzo in quanto Mamiko non aveva voglia di salirci. Il battistero risalta all'occhio per la struttura in mattoni a vista all'interno. Costruito a partire dal 1167 , ha preceduto di secoli la costruzione della cupola del duomo di Firenze (anch'essa in mattoni. Non mi stupirebbe scoprire che il Brunelleschi, prima di progettarla, abbia studiato il battistero cremonese).

Mattoni,mattoni ed ancora mattoni.
Poi e' stata la volta del torrazzo, che e' alto circa 110 metri e del quale non si conosce la data esatta di fabbricazione.

487 gradini.

Cremona dal torrazzo
Purtroppo non c'era abbastanza tempo per visitare tutti i monumenti degni di nota, come Palazzo Fodri, Palazzo Del Comune, San Michele Vetere ecc.), ma uno pero' non volevamo perdercelo: il Museo Civico Ala Ponzone, con la pinacoteca comunale (che tra i tanti quadri, custodisce un Caravaggio) e -sopratutto- con il Museo Stradivariano. cremona e' famosa per i suoi violini. Qua e' nato ed ha vissuto il grande Stradivari, forse il piu' famoso liutaio di tutti i tempi, i cui violini (chi ce ne ha uno lo tiene in cassaforte) oggi valgono parecchie migliaia di euro (ma parecchie!). Non e' quindi affatto un caso che a Cremona operano molti maestri liutai, fra cui ne abbiamo scovato uno giapponese.
 Quella del liutaio, e' una professione molto apprezzata, qua.

La vetrina di un liutaio giapponese.
Nel museo non ho potuto scattare foto, ma garantisco che vale la pena visitarlo. Interessante vedere tutto il processo di lavorazione del violino, dall'abbattimento degli alberi per la materia prima, al prodotto finito. Alcuni violini in mostra (tutti custoditi dentro a teche di cristallo) avevano una forma particolare, completamente diversa dal vioino come lo conosciamo noi. Chissa' che tipo di suono emettevano. Se li suonavo io, si sarebbero infranti tutti i cristalli dal terribile suono che avrei ottenuto...
Dopo il museo, i piedi dolevano parecchio,ma siamo riusciti a raggiungere la macchina ed a tornare a casa. Prima di concludere, vorrei dire una cosa poco nota:

Cremona e' anche la citta' del torrone!
Ps: Le foto sono come al solito su http://fotoalbum.marcoferri.eu
scritto alle 01:13 :: COMMENTI
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