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Domenica, Giugno 24, 2007
BACK TO MONTE PASUBIO
Domenica 17 marzo 2007, son tornato sul Monte Pasubio. Molti lo conoscono in quanto esiste la famosa via Pasubio, la sede della radio Rai. Pochi sanno che si tratta di un massiccio montuoso tristemente famoso in quanto teatro di duri scontri tra soldati italiani ed austro-ungarici durante il primo conflitto mondiale. Dove si trova? Ecco qua:

Al confine tra il Trentino ed il Veneto, meta' in provincia di Trento e l'altra meta' in quella di Vicenza.

Non era la prima volta che ci andavo, infatti era la terza. Sia la prima volta (estate 2005) che la seconda (estate 2006 -ne parlo proprio in questo blog in data 16 settembre 2006) ero salito in cima, a Porte Del Pasubio (dove c'e' il Rifugio Papa) tramite la famosa Strada Delle 52 Gallerie (vedi sempre questo blog, in data 16 settembre 2006). Quest'anno invece ho pensato di fare un'altra strada, anche questa molto famosa e molto impegnativa: la Strada Degli Eroi (segnata in giallo nell'immagine qua sopra).

Nella foto qua sopra, sono all'inizio, a Pian Delle Fugazze, dove ho parcheggiato la macchina. Qua di seguito ci sono molte foto con la dicitura GUARDA IL VIDEO. Passate il mouse su queste foto e cliccate. Si aprira' la relativa pagina di YouTube che vi fara' vedere il relativo filmato. Buona visione.


Ah, dimenticavo di scrivere che quest'anno poi ho portato la bicicletta. Gli anni precedenti ero salito mediante la Strada Delle 52 Gallerie la quale e' interdetta alle biciclette (da quando un ciclista ci ha lasciato le penne), quindi arrivavo in cima, mangiavo al rifugio Papa e poi dovevo tornare indietro perche' senno' si sarebbe fatto tardi (e il sacrario che volevo visitare avrebbe chiuso). Quest'anno, dato che sapevo che la Strada Degli Eroi e' ciclabile, ho pensato di usar la mia bici, non per salire ma per scendere, risparmiando tempo prezioso che mi avrebbe permesso sia di visitare la Zona Sacra Del Pasubio, che di visitare con calma il sacrario. Come si vede dalla foto qua sopra, si tratta di una bici da citta', completamente inadatta alla montagna. Purtroppo e' l'unica che ho. Tutti se ne sono accorti e tutti si sono preoccupati per la mia incolumita'. Perfino io.



Sei foto unite col photoshop.




Tre foto unite col Photoshop.









E dopo 8 chilometri in salita, eccomi arrivato alla piazzetta anitstante la galleria D'Havet, oltre la quale comincia la Strada Degli eroi propriamente detta. Nella foto qua sopra (ottenuta unendone 6 col Photoshop), la galleria e' alle spalle della macchina fotografica.

Una panoramica a 180° (sempre ottenuta unendo insieme piu' foto), della piazzetta antistante la galleria D'Havet, cosi' nominata in ricordo dell'omonimo generale. La galleria e' alle mie spalle. In questa foto sembra piccola ma in realta' non lo e'.



Appena oltrepassata la galleria D'Havet, comincia la Strada Degli Eroi. Da questo lato del monte c'e' una nuvola che sembra di essere nel Matrix...




Dopo aver mangiato polenta con funghi e formaggio al rifugio Papa (mai visto cosi' pieno!), eccomi nella Zona Sacra Del Pasubio. Mi sono fatto in sei....



A Rimini c'e' l'arco d'Augusto, a Roma c'e' l'arco di Costantino, a Parigi c'e' l'arco di trionfo e sul Pasubio c'e' l'arco di qui non si passa. Sembra assurdo ma e' veramente il suo nome...


L'arco Di Qui Non Si Passa e la cripta. Tre foto unite.

L'arco, io e la mia bicicletta (che se potesse parlare, mi insulterebbe con rabbia!)



Alcuni ciclisti (con vere mountain-bikes) si sono complimentati con me per esser riuscito a portare la mia bicicletta fin lassu'. Ne ero talemente orgoglioso che perfino io mi son complimentato con me stesso....Tuttavia la prossima volta (magari tra quelche anno), verrò con una vera mountain-bike. E' sempre meglio non sfidare la fortuna due volte.

Chissa' quanti ne sono morti qua, per il tiro di qualche cecchino.
Il mio progetto era di tornare indietro a Pian Delle Fugazze in bicicletta e di filmare tutta la discesa, un po' come ho fatto a Riccione (vedi qua, qua e qua) ed a Rimini (vedi qua, qua, qua, qua e qua). Poi invece ho capito che sarebbe stato moooolto meglio tener entrambe le mani sul manubrio onde evitare spiacevolissimi (e dolorosi) incidenti. Quindi non esistono filmati che documentino la discesa.

Dopo esser sceso dalla Zona Sacra con la bicicletta (piu' o meno 45 minuti! Non credevo che avesse dei freni cosi' buoni!) fra gli sguardi increduli degli altri turisti a piedi, mi sono recato al sacrario-sacello, come ogni anno (anche di questo ne parlo in data 16 settembre 2006). Questa volta pero' invece di fare foto, ho solo fatto 4 filmati, senza commento (anche se si sentono i rumori di sottofondo), anche per rispettare la sacralita' del luogo.

Dopo l'ossario, sono entrato nella torre.


Dopo che sono uscito dalla torre, sono andato a bere un caffe' al bar, che era aperto. Il museo invece era chiuso (come l'anno scorso e quello prima). Poi sono tornato a casa.

E per finire, un ricordo del sacrario-sacello del Pasubio (questo e' di ceramica. C'erano anche piu' piccoli d'argento, ma costavano 45 euro l'uno ed ho deciso che potevano tenerseli).
Ps: Tutte le foto della gita sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu
scritto alle 13:40 :: COMMENTI
Lunedi, Giugno 11, 2007
TUU TUU CIUF CIUF CIUF
Avevo per caso letto in un manifesto che sabato 9 giugno ci sarebbe stata una mostra di locomotive nel deposito ferroviario di Rimini ed ho deciso di andarci. In fondo era fin da quando ero piccolo che sognavo di vedere delle vecchie locomotive a vapore dal vivo, magari pure di salirci. Chi non ha mai sognato almeno una volta di guidare un vero treno? Magari un treno a vapore? Bè, non è stato possibile guidarli, ma è stata una bellissima mostra lo stesso.

IL MANIFESTO DELLA...MANIFESTAZIONE!
Le quattro locomotive principali, i fiori all'occhiello dell'associazione di appassionati ADRIAVAPORE che attraverso il proprio lavoro volontario (riconosciuto da un'apposita convenzione con TRENITALIA) s'impegna a mantenere i mezzi storici in perfetta efficenza, erano la locomotiva a vapore FS 640.121, quella del Gruppo 685, quella del gruppo 740 e quella del gruppo 940. E' chiaro che queste sigle non dicono nulla ai non appassionati, ed io stesso confesso che le ho lette nel foglietto dattiloscritto che ci hanno dato all'ingresso, dopo averci fatto firmare la liberatoria per TRENITALIA nel caso ci fossimo fatti male.

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERE IL FILM DI TRE LOCOMOTIVE)

ALLE MIE SPALLE TRE VECCHIE "SIGNORE" IN SFILATA.
Assolutamente garantisco che il vederle dal vivo è tutta un'altra cosa rispetto al video o alla fotografia. Sono molto grandi, molto imponenti e chissà quante tonnellate di metallo sono state fuse per ogni esemplare. Per dare un'idea dell'altezza di una di queste regine, basta guardare la foto qua sotto.Tenendo conto che io sono alto un metro e settanta (anche se non ricordo bene), direi che è un bel cerchietto.

BELLE GRANDI, QUESTE RUOTE, EH?
Ad un certo punto ho notato che molta gente stava guardando la FS 640.121 ed aspettava. Guardava ed aspettava. Ma cosa aspettava? Di vederla in azione! Questa locomotiva ormai centenaria (fu costruita nel 1910 a Breda) concluse la sua vita operativa nel 1984 al deposito FS di Alessandria e nel 2003 è stata riportata in vita dai volontari di ADRIAVAPORE. E garantisco che vive!L'attesa è stata lunga, ma alla fine si è visto il fumo nero uscire, si è sentito il TUU TUU e poi il CIUF CIUF CIUF. Si è mossa. Solo per poche decine di metri, poi è tornata al punto di partenza in retromarcia, ma è stato un bello spettacolo ugualmente. Sono riuscito a filmarlo com la macchina fotografica digitale, quindi la qualità è quel che è, ma basta cliccare l'immagine qua sotto per vedere il film.

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDER LA VECCHIA SIGNORA IN MOVIMENTO)
Come ho scritto, le locomotive a vapore erano la punta di diamante, ma il maifesto parlava di mostra di locomotive senza discriminare tra quelle a vapore e quelle elettriche, ed infatti c'erano pure loro. Chi non ha mai sognato di vedere com'è fatta una locomotiva elettrica? Chi non ha mai sognato di suonare la sirena di un treno? Alla mostra "il treno del tempo" è stato possibile.

(CLICCA E MI VEDRAI SUONARE LA SIRENA DI UNA LOCOMOTIVA)
E poi vedere il treno "minuetto" tutto nuovo e scintillante, pulito, ordinato... se tutti i treni fossero così, uno viaggerebbe più volentieri.

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERE IL TRENO MINUETTO)
Una locomotiva molto ammirata dagli appassionati presenti è quella dell'immagine qui sotto (cliccatela). E' un modello E 656 ma tutti la chiamavano "il caimano".

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERE L'INTERNO DELLA LOCOMOTIVA E 656 DETTA "IL CAIMANO")
Insomma c'erano un bel po' di locomotive e si potava salire in tutte. La difficoltà era raggiungere gli scalini, dato che le locomotive erano parcheggiate lungo i binari in una zona priva di piattaforme, ma con un po' di fatica ci si riusciva. Andava peggio ai genitori che oltre a dover arrampicar se stessi, dovevano pure farci salire i bambini.

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERE L'INTERNO DELLA LOCOMOTIVA E 402)
Mentre camminavo e filmavo l'interno di una locomotiva, mi pareva guasi di essere un inviato di Striscia la Notizia e delle Iene, quelli che con le telecamere (spesso nascoste) entrano facilmente in luoghi che per motivi di sicurezza dovrebbero invece esser inaccessibili al pubblico e filmano la facilità con cui ci si può far del male oppure danneggiare le cose. Invece quello che stavo facendo io era tutto autorizzato. Se oggi che la mostra è finita io volessi tornar su quelle locomotive, chissà le risate che si farebbero quelli delle FS. Nel mentre che giravo, ho sentito un organizzatore della mostra dire ad un suo amico che era da tre anni a questa parte che le FS permettevano alla gente di salire sulle locomotive, che prima invece era proibito.

(CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERE L'INTERNO DELLA LOCOMOTIVA E 444)
Guardandomi attorno, ho visto un gruppo di bambini dirigersi da una parte tutti contenti. Che sarà mai? Vado a vedere e... sorpresa: un trenino in scala ridotta (mooolto ridotta) per il trasporto dei bambini. E come erano contenti!

MICA SOLO TRENI PER ADULTI: ANCHE PER BAMBINI (CLICCA L'IMMAGINE E VEDI)
Poi ho notato un treno antico. Non solo la locomotiva ma anche tutti i vagoni. Credendolo abbanonato, mi sono avvicinato scoprendo che si trattava di un intero treno antico e restaurato. Salendoci sopra (accidenti alla carenza di piattaforme!) ho visto che aveva sedili (di legno) segnati da cartelli recanti dei cognomi, segno che questo treno viene usato attualmente per viaggi speciali e che bisogna prenotare per salirci. Una volta avevo sentito parlare di un viaggio organizzato da Rimini a Venezia in occasione del carnevale e che gli organizzatori avevano scelto come mezzo di trasporto un treno a vapore. Ecco, potrebbe essere proprio questo treno qua.

CERTO CHE SE CI FOSSE STATA UNA PIATTAFORMA, AVREI FATICATO MENO.
Ed infatti nel ciclostilato c'è scritto appunto che viene usato per maifestazioni speciali, esattamente come avevo pensato. Dentro il treno un signore anziano (probabilmente un nonno) spiegava ad un bambino (suo nipote?) che quando lui era piccolo viaggiava da casa a scuola ogni mattina su un treno tale e quale a quello.

INTERNO DI UN TRENO ANTICO RECENTEMENTE RESTAURATO ED ORA USATO PER LE CERIMONIE.

CIAO CIAO!

MI SONO FATTO IN CINQUE!
Fin qua, tutto quello che ho descritto era all'esterno. All'interno di un deposito invece c'era una piccola mostra di trenini elettrici, quelli che tutti sognavamo da piccoli e che molti di noi sognano ancora. Anche qua molti bambini si divertivano, ma penso che anche molti adulti non disdegnavano il sognare di compraseli per sè.

NON SOLO TRENI VERI: ANCHE TRENINI ELETTRICI (CLICCA L'IMMAGINE PER VEDERLI IN MOVIMENTO)

ALTRA PISTA PER TRENINI ELETTRICI (CLICCA L'IMMAGINE)
Insomma, una bella mostra. Non so se la ripeteranno l'anno prossimo, spero di sì, così poi ci torno (anche se non comprerò niente. C'era pure una mostra scambio di modellini, ma io non ne compro nessuno perchè ho paura che poi mi ci appassiono e che mi svenerò per gli acquisti).

E PER FINIRE, UN BEL QUADRO CHE PERO' NON ERA IN VENDITA.
Ps: tutte le foto della manifestazione sono su http://fotoalbum.marcoferri.eu
scritto alle 20:32 :: COMMENTI
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