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Mercoledi, Luglio 09, 2008
BLOG CHIUSO
QUESTO BLOG E' DEFINITIVAMENTE CHIUSO ...................IL MIO BLOG LATINO AMERICANO E': http://markusemmelatinblog.blogspot.com/

scritto alle 12:50 ::    COMMENTI

Lunedi, Febbraio 04, 2008
IN EVIDENZA

IN EVIDENZA


Un comma della nuova legge sul diritto d'autore contiene un comma che rende possibile scambiare e pubblicare file musicali in formato MP3 anche se tutelati dal diritto d'autore.
Nella nuova legge sul diritto d'autore già approvata da Camera e Senato e in attesa di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale è inserito un comma che recita testualmente: «È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro».


Andrea Monti, avvocato esperto di diritto d'autore e Internet che ha partecipato in prima persona allo sviluppo della nuova normativa, osserva che questa legge in realtà autorizza la piena distribuzione di contenuti musicali come gli MP3 con tutti i mezzi consentiti, se fatta senza fini di lucro.


La ragione di questo è nel termine "degradate" che si riferisce a immagini e musica. Rispetto al file originale, che riproduce in modo perfettamente fedele un contenuto musicale, un MP3 è infatti per sua stessa natura degradato, ossia modificato al punto da contenere una quantità di informazioni pesantemente ridotta rispetto al file originale.


Che poi il suo ascolto risulti di fatto non distinguibile dall'originale non modifica il fatto che tecnicamente il file MP3 sia comunque degradato. In sostanza, gli MP3 e, per la stessa ragione, le immagini in formato GIF e JPG, sono perfettamente veicolabili e scambiabili anche nella modalità P2P.


Proprio questa legge, che per essere resa applicabile attende solo il decreto del Ministero che ne fisserà i criteri inerenti agli usi didattici e scientifici dei file, potrà spostare la bilancia del contenzioso tra le major e chi pratica il file sharing fuori dai diritti d'autore. Per un giudice sarà difficile infatti «dare seguito a una denuncia penale o a un sequestro contro chi è accusato di violare il diritto d'autore su Internet, visto che il comma autorizza molti scenari», spiega Monti a Repubblica.


E prosegue osservando che il comma permetterà «di pubblicare MP3 coperti da copyright, senza autorizzazione dai detentori di diritto d'autore: su siti Web o anche su server peer to peer, il mezzo non conta. Lì si parla infatti solo di "pubblicazione su Internet". L'importante - dice il comma - è che lo scopo sia didattico o scientifico, quindi per esempio posso immaginare un sito che pubblichi la discografia di un autore a scopo di commento e recensione. Oppure una rete peer to peer dei conservatori che mettono la musica a disposizione degli allievi, per studiarla. Tutti usi permessi, se si interpreta in modo letterale la legge».


Un errore del legislatore o in realtà una volontà recondita di rendere più ampio possibile lo scambio di file e informazioni? Questo, al momento, è difficile asserirlo con certezza...



scritto alle 11:13 ::    COMMENTI

Martedi, Gennaio 29, 2008
Riflessioni sulla crisi della salsa

Siamo cambiati? Dov'è l'entusiasmo iniziale? Quando abbiamo cominciato a salire in cattedra, a criticare la musica ? Quando è stato che per la prima volta abbiamo espresso un giudizio negativo sul nostro insegnante scordando che non è un DIO ma un UOMO? Quando abbiamo preteso di saperne di più di altri? Quanto tempo abbiamo lasciato passare prima di smettere di ballare ad occhi chiusi per aprirli come radar in cerca di "nemici" ?
Ognuno di noi troverà la sua risposta soltanto guardando la sua storia personale. Questo mi dà una grande tranquillità ed un certo grado di ottimismo. Quando vedo negli occhi degli allievi del 2008 la voglia di imparare, di mettersi in gioco, la gioia di trovarsi anche dopo la lezione per provare, lo scambiarsi il numero di cell. per potersi incontrare in questo o quel locale.... tutto questo mi riempie di nuova vitalità e carica positiva. Mi rivedo in loro e rivivo di riflesso la Luana di 5 anni fa.....
Voglio rimanere la stessa. Voglio mescolarmi tra loro e stare bene, voglio continuare a ballare con tutti..... ma proprio con tutti, come mi insegnò il mio primo maestro e ricordo ancora le sue parole precise : SE VENITE A BALLARE E QUALCUNO VI INVITA...... LA RISPOSTA GIUSTA E' SI. ... ALTRIMENTI STATE A CASA !! .
Luana


 
Purtroppo il mondo è sempre più popolato di persone (tristissime) che pensano solo a complicarsi la vita e magari anche a rovinarla agli altri invece di gioire per quello che hanno!!! Se solo si soffermassero a vedere ed apprezzare ciò che possiedono (in senso lato), saprebbero godersi di più la vita, nella sua semplicità, per le piccole cose di cui è composta....
Il consumismo e il progresso (che io chiamo regresso) secondo me, hanno rovinato la semplicità e i sorrisi.
Ora si trova sempre più gente "interessata a"....non più semplice appassionata o semplicemente emozionata da un qualcosa....e anche gente che non sa più sorridere.....troppo presa dal loro affanno, una corsa verso chissà che cosa, che oltretutto non li renderà mai felici!!!
Io sorrido ogni volta che ascolto salsa.....perché; è gioia in se per se, semplice e spontanea...fine a se stessa.
Per me personalmente la salsa non è in declino....per me è sempre sulla cresta dell'onda e ogni giorno riesco ad arricchirmi di più...addentrandomi in questo mondo così affascinante....con semplicità e allegria....con gli occhi e i sogni di una bambina...
Cinzia
 
La cosa difficile è spiegare l'importanza della varietà e della tolleranza alle nuove generazioni salsere.riconosco che un ruolo fondamentale lo svolgiamo proprio noi insegnanti, ma a volte falliamo o a volte non facciamo abbastanza.
Io sono talmente innamorata di questo ballo, con tutte le sue varianti, che faccio difficoltà oggi ad accettare le chiusure: sarà che mi godo tutto di un ballo, di una canzone, sarà che ho capito l'importanza di ascoltare "tutto", soprattutto per crescere emotivamente e professionalmente.
Quando parlo di emotività intendo dire sapere ascoltare, sapersi "gustare" alcune melodie, sapersi emozionare, non lo so.a me viene tutto molto naturale, perché; certe cose le sento sulla pelle, nello stomaco.
Ma riconosco che sono pochi quelli che si vivono queste cose.ecco perché; siamo tutti più intolleranti, ecco perché; ci "chiudiamo" e ci rendiamo rigidi, ecco perché; in discoteca ormai vedo cose che mi piacciono sempre meno.
Chi aspetta il "turno" del suo genere musicale, chi guarda soltanto perché; ha soggezione dei più bravi, chi è in costante tensione perché; deve assicurarsi che qualcuno lo stia guardando, chi vuole solo "rompere le mattonelle" ma non sa quello che sta facendo o peggio ancora.non si accorge della persona con la quale sta ballando.
Il livello di ballo cresce in modo incredibile, ma io vedo tanta tecnica, spesso da sola, sterile, sprecata.
La tecnica senza passionalità è veramente un "vero spreco".
Forse non si torna più indietro e ci stiamo perdendo molto, ma anche se tornassimo ad essere in "pochi" per me andrebbe bene, purché; si torni a sorridere di più in pista e a divertirsi con maggiore facilità e con una qualità diversa.quella qualità che tempo fa distingueva i nostri ambienti e i nostri locali da tutti gli altri luoghi, a volte un po' troppo di perdizione...
Claudia
 
C'è chi si approccia alla salsa perché; ama alcune forme, secondo me, di cattivo gusto e chi si approccia perché; vede un modo per divertirsi; chi per trovare la ragazza e chi di ragazze ne cerca tante; chi trova piacevole bersi un rum ascoltando buona musica e chi ha voglia di rivivere il clima della vacanza; chi ha sognato tutta la vita di stare sul palco e non l'ha mai potuto fare e chi muovendo il corpo ha paura di risvegliare certe parti sopite; chi ama questa cultura e vuole rendere partecipi gli altri e chi vuole arrotondare facilmente uno stipendio; chi è frustrato da una professione che non lo soddisfa o non lo rappresenta e cerca una rivincita nei confronti della vita; chi ha sempre avuto un approccio al movimento rigido e scoordinato e improvvisamente trova soddisfazione e armonia nel muoversi; chi ama la musica e vuole ballarla; ecc. ecc.
Per cui secondo me finché; queste parti convivono tutte l'ambiente italiano rimane vivo e dinamico, si evolve e va avanti.
Quando di queste parti prende il sopravvento una sola allora l'ambiente diventa un ghetto e inevitabilmente si esaurisce...
Monica
 
Le motivazioni della crisi sono numerosissime ma penso che la più importante sta nel fatto che una volta erano le persone più vivaci ad avvicinarsi a questo nuovo mondo. Il naturale riciclo ci porta invece dei personaggi spenti in cerca di luce dall'esterno oppure di fenomeni competitori...insomma manca la gente che vuole solo divertirsi in compagnia...
Alessandro
 
La salsa è in crisi? La mia risposta è sicuramente SI'...... ma non la salsa che cura e riempie le tasche, anzi quella è viva e vegeta e gode nelle piste da ballo di numerosi interpreti e ottimi "cavalli da corsa". Ad essere in crisi è il modello a cui molto spesso fai riferimento tu. Quello è veramente in crisi ma resisterà fino a quando ci saranno persone veramente appassionate che non si arrenderanno mai a questo stravolgimento..... 
Aroldo
 
E' quello che continuo a ricordare ai miei allievi: non fatevi ammaliare dai cabarettisti delle piste, non illudete la vostra mente che sia la scuola a formare la cultura di un salsero, non fate che ciò che chiamiamo "salsa" sia solo e per tutti materiale da spazzatura che quando ci si stanca va riposta nel cassonetto dell'immondizia.
Per me salsa....è amore per un ritmo, è fonte inesauribile di nuove conoscenze culturali/musicali/tradizionali.
.Se i maestri avessero tutti questo forte desiderio di sapere, di non fermarsi mai, di non dare tutto per scontato, di essere dei buoni cultori musicali e storico/tradizionali....un giorno questa loro passione verrà tramandata nella maniera migliore a coloro che se oggi sono allievi magari un domani saranno i maestri.....e così si porterebbe avanti l'unico vero discorso che dovremmo salvaguardare: LA RELATIVITÀ TRA MUSICA E BALLO è UNA SOLA E NON DOPPIA...quindi amiamo prima la musica e poi il ballo altrimenti sarebbe un amore "stonato"...
Geppo
 
Da parte mia credo che il vero problema non sia né; il ballo, né; la musica. Il vero problema è che dovremmo recuperare dentro di noi lo spirito giusto.
Faccio un esempio: per fare una serata anni '60 basterebbe una colonna sonora di quell'epoca?
No, ci vorrebbe la gente con lo spirito degli anni '60.
Allora sì che sarebbe una bella festa!!!...
Enzo Conte


 
E' un concetto che calza a pennello, forse non avrei potuto fare un esempio migliore 
Il problema non è né; il tipo di locali né; le scuole (ormai tantissime) né; la scelta del dee jay.
Anche secondo me i problemi sono altri:
mancanza di spirito adatto per la serata volta al divertimento
una repellente insoddisfazione (ma di cosa poi?) e di un certo divismo che mal si accosta all'animo latino
l'essere diventati incontentabili e selezionatori (ma la salsa non era UNA?)
...e poi c'è il fattore "moda" che non va d'accordo con la passione ma che fa solo "spuntare" la dicitura salsa dal triste elenco delle cose ancora mai provate...
Ahimè resteremo davvero in pochi, ma non mi sento di gioire...
Stefania
 
Dicesi appunto società consumistica
La regola è desiderare sempre di più, solo in questo modo avrai sempre il desidero di "spendere"...ed il mondo della salsa non ne è esente.
L'analisi, dura e scarna, della situazione attuale è purtroppo questa.
Speriamo passi questo interesse del "grande fenomeno" da spennare e dal quale guadagnare facendo man bassa... e che si torni alla mentalità di una volta (dove  ci si divertiva eccome...!)
Roby



scritto alle 11:17 ::    COMMENTI

Martedi, Gennaio 22, 2008
La Salsa é; in crisi ???

In un momento in cui la salsa, travolta dal fenomeno reggaetton, sta vivendo
una forte crisi nei paesi di origine, assistiamo al contrario al suo
successo planetario. Se è risaputo il successo che da anni la musica
latino-americana ha in Giappone, sorprendente è stato constatare di persona
il successo che la salsa oggi ha sia ad Hong Kong che nelle lontanissime
Filippine.


Hong Kong è città assolutamente da vedere, una Manhattan orientale che non
ha poi così tanto da invidiare alla Grande Mela sia per quanto riguarda le
bellezze geografiche, che per la sua estrema efficienza. Una immensa China
Town nata all'ombra di grattacieli che sono l'espressione odierna di una
tecnologia d'avanguardia che si sposa perfettamente con le tipiche
tradizioni locali.
Un'altra cosa che ti colpisce di Hong Kong che è una città assolutamente
economica. Si riesce a dormire con 20 euro e si mangia tranquillamente con
dieci euro. Tra l'altro c'è una cucina eccezionale che varia da quella
cinese (con le sue innumerevoli offerte regionali) a quella internazionale.
Per noi vegetariani è poi davvero un paradiso.



E veniamo alla vita notturna. Ci sono una infinità di quartieri dedicati al
divertimento, da quelli a luce rossa di Chai Wan a quelli più alla moda di
Lan Kway Fong e Soho. La cosa incredibile è che ogni sera c'è un locale
diverso dove ballare salsa. Ci sono locali ad esempio come Joe Banana,
Experience, Q 97, Jubilee, Sugar e Salsa Heat dove si balla alla grande con
un popolo di ballerini davvero scatenati e vogliosi di cimentarsi con i
ritmi latini. (per info:
www.hkmambo.com)
C'è un clima molto amichevole, molto familiare e la cosa fantastica, almeno
per noi maschietti è che sono le donne stesse che ti invitano. Non riuscivo
a stare mai un momento fermo perché; appena finivo un ballo subito arrivava
un altro invito. E si balla un po' di tutto, in maniera molto eterogenea. Ci
sono gli amanti della salsa portoricana e del New York Style, altri che
ballano "a modo loro", altri simil cubano, ma senza troppi estremismi e con
estrema duttilità. Saper dominare più di uno stile anzi diventa in questo
caso una grande chiave di accesso che ti permette di comunicare con tutti
senza alcuna difficoltà.
L'unica nota dolente, ad essere pignoli, è il tempo. Per molti è una pura
opinione, ma d'altra parte considerato come si divertono questi cinesi
diventa un peccato veniale!!!...
Musicalmente parlando, si sente molta salsa colombiana e salsa d'annata (in
particolare quella proveniente da New York e Puerto Rico). Di musica cubana
non se ne sente molta ma ho avuto la piacevole sorpresa di vedere come la
"Gozalo" del nostro El Rubio Loco sia molto popolare anche a queste
latitudini (cosa che avevo riscontrato, a dire il vero, anche in Brasile)



Da Hong Kong non si può fare a meno di fare una gita a Macao, che si
raggiunge in aliscafo con circa un'ora di viaggio. Macao è la Las Vegas del
Caribe con degli immensi casinò che attirano frotte di visitatori da tutto
l'Oriente. E' una città che merita perché; qui è più evidente (a differenza
di Hong Kong che è poco inglese) l'influenza della dominazione portoghese.
In alcuni quartieri sembra di stare davvero a Lisbona!!!...



Tornato ad Hong Kong sono partito con estrema curiosità alla volta di
Manila, la capitale delle Filippine. Qui la sorpresa c'è stata ma direi al
negativo. Manila è infatti un una caotica e confusionaria bidonville, nata
dal nulla senza nessuna pianificazione urbana. Grattacieli e baracche
convivono gomito a gomito, ma quello che più mi ha turbato è vedere come
nell'area turistica (che in teoria dovrebbe essere il fiore all'occhiello
della città) il contrasto tra ricchezza e povertà fosse ancora più
stridente. Il quartiere notturno è infatti concentrato nella zona di Ermita
e di Malate che si trova a ridosso del lungomare (forse la cosa più carina
della città grazie alla sua grande umanità itinerante). Era però
impressionante girare per le strade e vedere una incredibile quantità di
persone che dormivano direttamente sui marciapiedi, magari su dei cartoni
anneriti. Bambini nudi che chiedevano l'elemosina e che veramente ti
facevano gelare il cuore. Scene da favelas, ma con la differenza che qui ci
ritrovavamo nel cuore della città.
Di positivo ho riscontrato gente molto gentile, una vita ancora più
economica rispetto a quella di Hong Kong (tanto ormai è risaputo che
l'Italia è il paese più caro del mondo) una grande vita notturna e anche qui
locali di salsa come ad esempio il "Bellissima" e il "Cafè Havana" che offre
persino musica dal vivo.
I filippini poi, sarà per la pelle più scura o per via della antica
dominazione spagnola, hanno un'aria un po' latino-americana e devo dire che
anche loro sanno divertirsi, in maniera fresca, spontanea e genuina e senza
troppe seghe mentali.
Di Manila resta soltanto da segnalare il quartiere storico di Intramuros con
una bella cattedrale e qualche bel edificio coloniale.



Trovandosi in un arcipelago di 7000 isole (molte delle quali disabitate) era
inevitabile andare ad esplorare una di queste isole così famose. Alla fine
ho scelto di andare in quella più famosa, Boracay, descritta dalle guide
turistiche come un angolo di paradiso. Ho preso un altro aereo che in 35
minuti mi ha portato a Caticlan e da lì, in traghetto ,sono finalmente
arrivato alla mia tanto agognata meta.
Che dire?... Il posto è meraviglioso ma immaginate la mia sorpresa di
trovarmi in una isola deserta in compagnia di 10.000 persone!!!... Non è
proprio quello che ci si aspetta dal paradiso. Infatti credevo di trovarmi
in una isola lussureggiante in compagnia di altri pochi fortunati ed invece
mi sono ritrovato in una specie di Ibiza filippina. Quattro chilometri di
spiaggia bianchissima ma lottizzata in ogni suo piccolo angolo da quattro
chilometri di alberghi, bar, ristoranti, centri di massaggio e ritrovi
notturni.
Ripresomi dalla sorpresa mi sono però lasciato andare ai ritmi locali e devo
dire che, visto attraverso, un'altra ottica, il posto merita per davvero.
Ovvero se volete relax assoluto e pace non è certamente il posto ideale per
voi, ma se avete voglia di fare vita sia mondana che notturna è il posto
ideale anche perché; le attrattive sono davvero tante.
Per gli amanti degli sport acquatici è ad esempio un vero paradiso. L'acqua
è stupenda, la spiaggia bellissima così come la fitta vegetazione. L'altra
cosa bella è che tutto si svolge direttamente sulla spiaggia.
A Boracay di salsa non si balla ma devo dire che in giro ne ho sentita
parecchia proveniente sia dai vari bar che dai vari ristoranti. C'è scappato
anche di ascoltare qualche reggaetton.



Con l'anno nuovo è arrivato il momento di ritornare a casa. Ho lasciato così
a malincuore il bel caldo delle Filippine (eravamo sui trenta gradi) e
ripassando per Manila e Hong Kong sono ritornato in Italia.
E' stata una bella esperienza, un viaggio che mi ha ritemprato nel corpo
come nello spirito, che ancora una volta mi ha arricchito, mi ha dato dei
nuovi stimoli, dei nuovi spunti di riflessione.
Ho avuto come sempre anche modo di leggere molto da Osho ad Anthony Robbins.
Libri che ti aiutano molto a riflettere sul mistero della vita e a
comprendere meglio le dinamiche comportamentali di noi esseri umani.
Viaggiare continua ad essere la cosa che mi affascina maggiormente ed è una
esperienza che io consiglio sempre a tutti. Non c'è migliore medicina che un
viaggio. Non è solo un viaggio nel mondo ma è anche un viaggio interiore...



Certamente mi ha fatto piacere vedere il successo che gode al salsa anche da
quest'altra parte dell'emisfero. Ma proprio questo succede mi spinge a
chiedermi e a chiedervi se non avete l'impressione però che in Italia il
fenomeno della salsa abbai ormai intrapreso una parabola discendente.
I segnali negativi sono tanti. I locali non sono più pieni come una volta ed
anche le scuole di ballo, cominciano a dare segni di crisi.
Sicuramente è un tema che mi piacerebbe affrontare per il futuro e sarà
sicuramente oggetto di una delle mie prossime riflessioni. Ma prima di farlo
mi piacerebbe sentire anche la vostra opinione e sarò grato a chi vorrà
esprimermi il suo punto di vista, mettendo in luce non solo i motivi di
questa crisi ma cercando anche di prospettare delle soluzioni.
Perché; devo confessarvi che oggi una cosa mi è sempre più chiara. La domanda
che ci dovremmo fare più spesso se vogliamo vivere bene è: "Come posso
migliorare la mia vita?"
E' inutile piangere o recriminare sul latte versato o sul male fatto o
subito.
L'importante è concentrarsi sulle soluzioni...


Enzo Conte


 



scritto alle 12:06 ::    COMMENTI

Giovedi, Gennaio 17, 2008
Da un Amico, un bel pensiero

Concludo con un mio pensiero per tutti voi.



Ho provato a chiedere a me stesso cos'è la salsa, cosa ha portato nella mia vita, che emozioni mi regala. Ho cercato di capire come l'energia caraibica riesca a coinvolgere milioni di persone di tutte le razze, come il suo sabor spinga la gente a spostarsi in varie parti del mondo per ballare, studiare, conoscere artisti, acquistare la loro musica. Mi vengono i brividi quando, nel corso di una serata, di uno stage o di un semplice momento di divertimento, le nostre mani salgono al cielo a ritmo di clave, quando tutti siamo uniti dal ritmo senza fine della salsa. A questi interrogativi, credo che non esista risposta e forse è proprio questo che rende magica ogni piccola o grande cosa. La salsa es vida, es amor, es pasiòn en todos los momentos, es una sensacion que se apodera de ti, de tu alma, es un arcoiris radiante que aparece de pronto, que te vuelve loco, es todo lo que està de mas. Por eso.. Rie y llora, que a cada cual le llega su hora, rie y llora, vive tu vida y gozala toda. Saludos y Que viva la Salsa, ahora y sempre.



De verdad, PabloRico Dj



scritto alle 11:31 ::    COMMENTI

Ma cosa sta succedendo?

Riprendo un Post che ho trovato interessante:


Claudio (TO)


Claudio io sono delle Marche e la situazione che tu stai vedendo nella tua
zona di Torino è la stessa che sta colpendo la mia zona.


E' vero che i locali si sono frazionati, andando ad interessare anche i bar
che hanno una pista di 2 mq, ma la cosa più preoccupante è che i veri
locali da ballo si stanno svuotando miseramente nelle sale di latino
americano.
Questa situazione si verifica ormai da circa 2 anni ed ora sta andando
veramente male.
Noi nelle Marche abbiamo locali in cui le donne non pagano neanche, eppure
non si vedono ballerine nel latino americano.
Diversissima è la situazione del Liscio dove le sale stanno diventando
strapiene.
Secondo me (che tra l'altro ballo latino americano da ormai 8 anni) la
diminuzione degli appassionati di latino americano possono essere varie, ma
ne voglio elencare alcune:
1) musiche suonate dai vari Dj da vero pianto, che tutto fanno, meno che
far apparire il Latino Americano un ballo di coppia, con ritmi assordanti e
privi di quella sensualità che è tipica del latino americano, a fronte di
musiche scaricate da internet di enorme valore artistico e di altissimo
grado di ballabilità di coppia, ovvero la mancanza totale di cultura della
musica latino americana di coppia da parte dei vari Dj improvvisati (alcuni
sono improvvisati da 7/8 anni, praticamente delle fetecchie di Dj);
2) La comparsa negli anni di innumerevoli scuole di latino americano,
ognuna diversa dalle altre, gestite da maestri improvvisati e che mai sono
andati ad alcuna scuola di insegnamento, credendo che sapersi muovere nelle
sale da ballo avesse dato loro il diritto di insegnare agli altri,
risultato: chi esce da quelle scuole non sà essere in grado di portare (nel
caso del cavaliere) o essere portata (nel cao della dama).
Qutto questo con il risultato della formazione nei lcoali delle famose
"caste" dei frequentatori della stessa scuola, che non ballano con gli
altri perchè pensano ognuna di essere la migliore.
Fortuna che dal 01/01/2008 chi insegna senza avere sostenuto un minimo di
esami eseguiti da maestri diplomati nazionali e regionali, può addirittura
essere denunciato perchè esercita una professione senza averne il titolo;
3) Molte ballerine si improvvisano e siccome i cavalieri ci tengono ad
insegnare loro le stesse trovano facile terreno nelle sale da ballo, ma
essendo prive di una base data da una vera scuola di ballo, spesso si
trovano ad assumere stili che non sono altro che un mix di tutto e di
niente, risultato, trovandosi di fronte a vari ballerini, non riuscendo a
seguire uno stile unico, si disinnamorano di del ballo, con la conseguenza
della diminuzione della loro presenza nelle sale e di conseguenza molte
discoteche chiudono i battenti;
4) l'aumento dell'età dei ballerini, che spesso ne determina il passaggio
al Liscio (dove appunto qualsiasi sala da ballo è ridondante di ballerini e
ballerine di tutte le età, ed in continuo aumento).
Durante i miei anni di frequenza dei locali della mia zona e della Romagna,
posso tranquillamente affermare che il latino americano sta passando, e la
discesa è iniziata 2 anni fa.
Prima vi erano meno locali, è vero, ma si iniziava a ballare alle ore 22 -
22:30, ora non trovi una sala dove i ballerini arrivano prima delle 23:30 -
24:00, sembra una cavolata, ma non lo è nella pratica.
A chi piace ballare il latino americano arriva presto e se ne và presto
dalle sale, invece è diventato come nelle discoteche di House, musica a
palla e nessun contatto tra i ballerini.



Io, per ciò che riguarda la mia zona, mi sono fatto due convinzioni:
a) Dove vedi che i locali di latino americano sono completamente vuoti fino
alle ore 23:30, scordati di ballare tranquillamente, perchè di solito sono
frequentati da comitive che ballano soltanto a numero chiuso;



b) cominciate ad andare a scuola di liscio da sala, da maestri diplomati e
riconosciuti dalla Federazione, perchè il latino è in completa discesa
(testimoniato anche dai messaggi presenti nel NG, basta guardare in passato
dove vi erano centinaia di messaggi dove ci si scambiavano le impressioni
sui vari locali, ora non esiste praticamente più ed i messaggi sono
pochissimi).



Fatemi sapere anche vostre impressioni.



Grazie.



 



scritto alle 10:55 ::    COMMENTI

Balconi dell'Havana
Balconi dell'Havana

L'Havana capitale dell'amore. Tutta la Isla Grande è considerata lo scrigno del nobile sentimento. Ma la sua capitale è sicuramente il luogo dove passioni e tenerezza si incrociano.
E, come nella nostra Verona, il luogo noto per il balconcino di Giulietta e Romeo, gli innamorati per antonomasia, anche a L'Havana i terrazzini hanno un fascino davvero particolare. Anzi, sono l'ideale location proprio per le dichiarazioni d'amore.
E c'è chi, ne ha fatto una cernita, girando per la città e realizzandone una vera e propria guida. Balconi che vengono scelti, a seconda della persona a cui è destinata la dichiarazione.
Parole che possono essere dette sotto la spettacolare volta stellare dell'Havana, un firmamento a portata di mano, ideale per i romantici, ma anche alla luce di un cielo turchino. Intorno ci può essere la rigogliosa vegetazione di cui i balconi habaneri vanno fieri.
Fiori coloratissimi che rallegrano le facciate, spesso cadenti, dei palazzi, un tempo nobili ed eleganti. Così, guardando la propria lei negli occhi, considerando che è una persona semplice, l'ideale sarebbe un balcone piccolo, quadrato, di legno e arredato con molto verde. Ci sono tantissime case particular che danno l'opportunità di poter scegliere.
Possono avere la bellissima vista sul Malecon, oppure in qualche bellissimo angolo della Ciudad Vieja. Se invece alla vostra dolce metà è molto attenta ai particolari più sfiziosi, piace ostentare ed essere sempre al centro dell'attenzione la scelta non può che andare su uno di quei balconi in ferro battuto, con artistiche ringhiere. Molto coreografici.
L'importante che ci siano tantissime piante esotiche che diano un'aria piuttosto originale alle vostre parole romantiche.

La guida continua nel considerare ancora un altro tipo. Persone che giungono a Cuba per fuggire dallo stress e dalla routine di tutti i giorni. Per queste persone, pare che l'ideale, siano i balconi con vetrate colorate. Giochi di luci e colori che, come in una magia, facciano sparire tutti i problemi della quotidianità. Se poi è altro, sul mare, ha ancora di più la capacità di allontanare i problemi e di renderli piccoli piccoli.

Dalle terrazze esterne si gode quella brezza fine che soffia lieve all'Havana. Un soffio di vento particolare che fa coprire le spalle alle donne con grossi scialli colorati e le rendono particolarmente sensuali agli occhi dei propri partner. Che scompigliano i capelli e fa percorrere la loro pelle da piccoli brividi. L'attimo giusto per stringerle al petto e sussurrare quelle paroline dolci che solo gli innamorati, all'Havana, sanno dire.


scritto alle 10:39 ::    COMMENTI