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Domenica, Luglio 30, 2006

Fin dalla sua costituzione, il Comitato Dignità Granata (Cdg) si è battuto per la rinascita e la salvaguardia del Filadelfia, tentando di smascherarne gli scandali, di preservarne l'integrità, di attirare le attenzioni sulle speculazioni di cui è stato vittima e di proporre soluzioni per restituirgli un futuro, muovendosi nel solco già tracciato dai "difensori" della prima ora, purtroppo troppo spesso isolati e inascoltati, in particolare Fegato Granata, gli Angeli del Filadelfia e l'Associazione Memoria Storica Granata.
Ora, dopo anni di battaglie donchisciottesche, sembra che si stia finalmente raggiungendo qualche risultato, con la promessa da parte dell'amministrazione comunale di trasferire altrove i palazzi che rischiavano di cancellare per sempre l'armonia e l'unicità di quel territorio che giudichiamo inviolabile: ci auguriamo sia giunto il momento di esultare, ma anche di ringraziare tutti coloro che si sono impegnati per strappare questo successo, seppur ancora parziale.
Se qualcosa di concreto è stato ottenuto, lo si deve principalmente all'unità di intenti che ha mosso e smosso il popolo granata, finalmente compatto di fronte a un'esigenza imprescindibile per il nostro futuro. Il ruolo del Coordinamento e il contributo essenziale dei gruppi organizzati si sono rivelati fondamentali affinché; la voce dei tifosi del Toro prendesse corpo e volume e raggiungesse orecchie che altrimenti non avrebbero saputo ascoltare. La martellante rivendicazione di un Filadelfia puro, esercitata attraverso le pagine dei forum, ha lentamente ma inesorabilmente sbriciolato il disinteresse generale, ha incrinato le convinzioni di politici e affaristi, ha indebolito le resistenze di chi sperava di stendere un velo (non solo metaforico) su uno stadio che non è solamente il luogo della memoria, ma una vera e propria risorsa per il Torino e per Torino.
Il Cdg è soltanto una delle tanti voci che hanno gridato, delle tante teste che hanno pensato, delle tante braccia che hanno lavorato, in nome dell'unità della nostra comunità e di una partecipazione diffusa che, crediamo, abbiano rappresentato la soluzione vincente. E che auspichiamo si confermi tale anche nel futuro.

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Martedi, Marzo 21, 2006



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Lunedi, Marzo 20, 2006

ORDINE DEL GIORNO 12/2006
Doc. n. 12/2006 approvato il 24 gennaio 2006 CITTA' DI TORINO CONSIGLIO DELLA CIRCOSCRIZIONE 9^ ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: FUTURO DELLO STADIO FILADELFIA TRA FALLIMENTI GIUDIZIARI E SPERANZE.
Il Consiglio della Circoscrizione 9 PREMESSO CHE
· con deliberazione n. 269 della Giunta Comunale del 28 febbraio 2003 (mecc. 2003 01436/066), esecutiva dal 19 marzo 2003 la Città di Torino ha approvato un protocollo d'intesa con la Società Torino Calcio S.p.A. volto a disciplinare il complesso intervento di recupero delle aree dello Stadio Comunale e dello Stadio Filadelfia; · successivamente, con deliberazione del Consiglio Comunale del 25 giugno 2003 (mecc. 2003 04189/066), esecutiva dall'8 luglio 2003 la Città di Torino ha disposto, tra l'altro, che la Società Torino Calcio S.p.A. assuma impegno formale di realizzare nell'area dello stadio Filadelfia un impianto sportivo che includa un regolamentare campo di calcio, dotato dei necessari servizi, di una adeguata tribuna spettatori, e un Museo della storia del Torino Calcio; · con deliberazioni n. 120 del 28 luglio 2003 (mecc. 2003 04276/009), esecutiva dall'11 agosto 2003 (adozione) e n. 176 del 9 dicembre 2003 (mecc. 2003 09051/009), esecutiva dal 12 dicembre 2003 (approvazione) il Consiglio Comunale ha approvato, ai sensi dell'art. 17 comma 7 della L.R. 56/1977 e s.m.i., la variante parziale n. 59 al P.R.G. inerente gli ambiti sopra indicati "12.29 Filadelfia" e "12.14 Dogana (parte)"; · con deliberazione n. 50 del Consiglio Comunale in data 17 maggio 2004 (mecc. 2004 03250/008), esecutiva dal 31 maggio 2004 l'acquisizione a titolo gratuito, dal Torino Calcio S.p.A. alla Città, della proprietà dell'area denominata "Impianto Sportivo Filadelfia" di superficie di circa 13.000 mq. e la contestuale costituzione, senza corrispettivo in denaro, di un diritto di superficie novantanovennale, con decorrenza dalla stipulazione del rogito notarile, a favore del Torino Calcio S.p.A. sull'area di cui sopra "Impianto Sportivo Filadelfia" di superficie pari a circa 13.000 mq., nonché; sulle residue porzioni di fabbricati; · con deliberazione n. 1452 della Giunta Comunale in data 1° ottobre 2004 (mecc. 2004 07921/009), esecutiva dal 19 ottobre 2004 è stato approvato il progetto relativo agli interventi a carico della Società Torino Calcio S.p.A. da realizzare presso lo Stadio Filadelfia; · con deliberazione n. 174 del Consiglio Comunale in data 20 dicembre 2004 (mecc. 2004 10587/009), esecutiva dal 3 gennaio 2005 è stato approvato, ai sensi dell'art. 17 comma 8 lettera g) della L.U.R. n. 56/1977 e s.m.i., in particolare, l'adeguamento della scheda normativa dell'ambito "12.29 Filadelfia" precisando che nel nuovo impianto sportivo si potrà prevedere l'insediamento di attività connesse all'impianto quali museo storico-tematico, sede sociale del Torino Calcio nonché; relativi servizi di supporto; · a seguito di tali provvedimenti, in data 17 dicembre 2004, a rogito notaio Mazzucco repertorio n. 27829 raccolta n. 13944, registrato in data 22 dicembre 2004, è stata stipulata tra la Città di Torino e la società Torino Calcio S.p.A. la seguente permuta: · la Città di Torino ha acquisito dalla società Torino Calcio S.p.A. la proprietà dell'area denominata "Impianto Sportivo Filadelfia" sita in Torino nell'ambito "12.29 Filadelfia" all'interno dell'isolato compreso tra via G. Bruno, via Spano e via Tunisi, avente una superficie pari a mq. 13.000 individuata al Nuovo Catasto Terreni al Foglio 1400 part. 47 ed ha costituito a favore della stessa società Torino Calcio S.p.A. un diritto di superficie novantanovennale su tale medesima area. Tale area concorre a determinare i servizi pubblici afferenti la trasformazione urbanistica dell'ambito "12.14 Dogana"; · la società Torino Calcio S.p.A. ha acquisito dalla Città di Torino un diritto di superficie novantanovennale sull'area denominata "ex Chinino di Stato" sita in Torino nell'ambito "12.14 Dogana (parte)" all'interno dell'isolato compreso tra via G. Bruno, via Montevideo e via Taggia, avente una superficie pari a mq. 13.000 individuata al Nuovo Catasto Terreni al Foglio 1422 part. 170 e foglio 1400 part. 108 e 109; CONSIDERATO INOLTRE CHE in data 31 marzo 2005 è stato approvato dal Consiglio Comunale il piano esecutivo convenzionato relativo alle zone urbane di trasformazione ambito "12.29 filadelfia" e ambito "12.14 dogana (parte)", localizzate tra le vie Giordano Bruno, Montevideo, Taggia, Filadelfia, Tunisi e Spano dando mandato agli uffici competenti per la stipulazione per atto pubblico della convenzione stessa, entro il termine di 1 anno dalla data di esecutività della presente deliberazione, a norma del Regolamento per i contratti attualmente vigente e s.m.i., tra il Comune di Torino e: · la Società "Torino Calcio S.p.A." con sede in Torino, via del Carmine n. 29/E, cod. fiscale 01721390019, nella persona del Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione ed Amministratore Delegato, sig. Cimminelli Francesco nato a Montegiordano (CS) il 20 luglio 1936, C.F. CMN FNC 36L20 F519S, domiciliato per la carica presso la sede della società di cui infra; · la Società "Dasit s.s." con sede in Torino, via San Secondo n. 15, cod. fiscale 80173140015, nella persona del legale rappresentante, sig.ra Emanuela Recchi nata a Torino il 3 febbraio 1957, C.F. RCC MNL 57B43 L219X, domiciliata per la carica presso la sede della società di cui infra; · la Società "Bennet S.p.A." con sede in Milano, via Carlo Goldoni n. 11, C.F. 07071700152, nella persona del legale rappresentante, sig. Luigi Erba nato a Monza il 18 settembre 1929, domiciliato per la carica in Montano Lucino (CO) via Enzo Ratti n. 2, presso la sede operativa della società di cui infra;
RILEVATO INFINE che con sentenza in data 17 novembre 2005, il Tribunale Ordinario di Torino, VI sezione civile - fallimentare ha dichiarato il fallimento della Torino Calcio S.p.A. in liquidazione, fissando al 14 febbraio 2006 l'esame dello stato passivo; CHIEDE Al Sindaco e all'Assessore competente di comprendere in via formale, istituzionale ed ufficiale: 1. se e quale sia la eventuale situazione creditoria del Comune di Torino nei confronti della società fallita; 2. quali siano le attività legali poste in essere dall'Amministrazione per salvaguardare il patrimonio cittadino del vecchio Filadelfia; 3. quali sono e potranno essere i rapporti futuri con le società Dasit s.s. e Bennet S.p.A., già partecipi della convenzione con la Città; 4. quali siano gli atti amministrativi che la Città intende porre in essere per recuperare al patrimonio della Città ed alla valorizzazione del territorio della Circoscrizione 9 le aree dello Stadio Filadelfia, già oggetto di cessione alla società fallita. Il presente ordine del giorno è stato votato dal Consiglio della Circoscrizione 9^ con votazione per appello nominale che ha dato il seguente risultato:
Presenti 19 Votanti 18 Astenuti 1 Jentile Voti favorevoli 15 Voti contrari 3

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Giovedi, Febbraio 23, 2006


Brochure distribuita ai giornalisti italiani e stranieri presenti a Torino per le Olimpiadi
Clicca qui http://homepage.mac.com/tanaus/.Pictures/brochure_fila.pdf per scaricare o visualizzare il pdf
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Martedi, Febbraio 07, 2006


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Martedi, Dicembre 20, 2005


Il giorno dopo è sempre quello dei ringraziamenti ai quali non vogliamo sottrarci per nessuna ragione. Credevamo di non potercela fare ma, grazie agli splendidi amici che hanno creduto nel nostro progetto, tutto è andato a gonfie vele. Grazie a Nikki, splendido e infaticabile intrattenitore con un cuore granata grande così; grazie a La Pina che si è guadagnata sul campo i galloni di granata doc; grazie a Marco Berry e ai suoi numeri da grande illusionista e grazie ai Bandakadabra che hanno imperversato per tutto il locale facendo divertire il pubblico. Grazie al grande clown (in tutti i sensi) Bob Sollozzo che ha regalato sorrisi a tutti i bimbi e grazie, infine, al capitano Oscar Brevi che ha preso in braccio tanti piccoli fans posando per mille fotografie, a Angelo Pagotto che è stato bersagliato da più rigori in un pomeriggio che in tutta la carriera, alla più che promessa "Ricky" Vailatti e all'ultrà "Jimmy" Fontana e alle sue belle parole sul Toro. Grazie al Torino F.C. per le centinaia di giocattoli donati e per aver mandato in propria rappresentanza, oltre ai giocatori della prima squadra, l'addetto stampa Alberto Barile, l'infaticabile e disponibilissimo Massimo Cosentino, la formazione degli Esordienti '94, accompagnata da Silvano Benedetti e da altri tecnici e dirigenti; grazie a Gianluca Domenici per aver cantato "La forza del Toro" in mezzo a un mare di bambini vestiti di granata e di entusiasmo. Ringraziamo Hiroshima Mon Amour che ci ha concesso il locale a titolo gratuito, la Circoscrizione 9 che ha dato il patrocinio all'iniziativa e la troupe di SRWEB per le riprese. Il Natale Granata non sarebbe stato così se non ci fosse stato il contributo di quanti hanno sponsorizzato l'iniziativa con versamenti in denaro o forniture di materiali: Top Music, Armi e Bagagli, Gauna, Toronews, Wall Street Institute, Ristorante i Cavalieri, Why, Trevisan, Il Buon Riso, Inrete, Galup, Iltorosiamonoi.com, Italarm, Dolci Melodie, SRWEB.IT, Gruppo Euroqualità, Hellnation, Granata Voice, Euroufficio '92, P&P Italia e Supermercati Eurospin. Un grazie al Toro Club Borgo Vittoria, per gli striscioni che hanno "granatizzato" l'Hiroshima Mon Amour, e ai gruppi del secondo anello della Curva Maratona, che, mettendo a disposizione l'ormai mitico toro, hanno reso speciale il pomeriggio fin dall'ingresso nel locale. Un grazie a Maurizio, che mettendo gratuitamente a disposizione un furgone con braccio mobile ne ha reso possibile lo spostamento da e per il Filadelfia. Un grazie a chi, partecipando, ha reso possibile donare oltre 3.000 euro (saremo più precisi nei prossimi giorni) all'associazione ABC, che si occupa di prestare assistenza ai bambini cardiopatici del Regina Margherita; per inciso, comunichiamo che i giocattoli non distribuiti sono stati destinati alla raccolta in atto, a fini benefici, presso il Bar Sweet, così come le bibite e i dolci non consumati verranno destinati all'Associazione Oasi. Dulcis in fundo grazie, grazie e ancora grazie a coloro che si sono offerti per darci una mano prima, durante e dopo la festa, a loro va la tessera ad honorem del CDG. Infine, grazie ai nonni granata che hanno accompagnato figli e nipoti e che erano più emozionati di noi; grazie alle splendide mamme granata che hanno dato alla luce tutte quelle splendide creature che ci hanno allietato il pomeriggio; grazie ai tantissimi papà granata che, a dispetto delle canzoni e dei luoghi comuni, sempre più spesso accompagnano mogli e figli a vedere la partita di pallone, a vedere e respirare il Toro, a condividere uno spicchio grande di cuore.
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Mercoledi, Dicembre 14, 2005

Torino, 14 dicembre 2005
Comunicato stampa
Il Cdg presenta la prima edizione del Natale granata, festa dedicata ai piccoli innamorati del Toro e a quelli che del Toro potrebbero avere la fortuna di innamorarsi.
Dove, come, quando.
Il Natale granata si svolgerà domenica 18 dicembre 2005 all'Hiroshima Mon Amour di via Bossoli 83, a Torino, a partire dalla 15.30. Nel corso della giornata, verranno proposti spettacoli musicali, comici e di intrattenimento per i più piccini, verrà offerto un buffet natalizio, saranno distribuiti doni granata a ogni bambino e verrà organizzato un banco di beneficenza. I piccoli ospiti, inoltre, potranno divertirsi insieme con i giocatori del Torino Fc, che dedicheranno loro sorprese speciali come, ad esempio, una " sfida " ai calci di rigore in una vera porta da calcetto piazzata ad hoc all' interno del locale. L'ingresso sarà gratuito e ad inviti, che potranno essere ritirati presso:
- Dolci Melodie, gelateria artigianale, via Breglio 152D
- Armi e Bagagli, antichità e restauro, via Bonafous 2
- Top Music, via Montevideo 10, corso De Gasperi 27 e via Madama Cristina 67, Torino
Chi
Il programma del pomeriggio prevede la partecipazione di numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport.
- Marco Berry, volto televisivo di Italia Uno
- Dj Nikki, musicista e voce di Radio Dee Jay
- Bob Sollozzo, clown di strada
- Carlotta Jossetti, la Principessa Odessa del programma televisivo " Melevisione "
- Bandakadabra, una classica fanfara di strada, composta da 17 elementi, che suona musiche etniche di diversa origine.
- LaPina, cantante, dj e conduttrice televisiva
- Il cantautore granata Gianluca Domenici
- Numerosi giocatori del Torino FC, fra i quali i sicuri partecipanti Tommaso " Ricky " Vailatti, Angelo Pagotto, Alberto Fontana e il capitano Oscar Brevi
- L'allenatore del Torino Fc, Gianni De Biasi ( da confermare )
- Silvano Benedetti e i piccoli calciatori della squadra Esordienti 1994 del Torino Fc
- Una rappresentanza del Torino calcio femminile che milita, con ottimi risultati, in serie A
Perché;
Il Natale granata ha lo scopo di raccogliere fondi a favore dell'Associazione Bambini Cardiopatici (ABC) dell'ospedale Regina Margherita di Torino. Ma ha anche l'obiettivo di "educare" ai valori della dignità granata gli sportivi delle nuove generazioni, così trascurati negli ultimi anni, affinché; imparino e condividino la lezione morale raccontata dalla storia del Toro. Con la speranza che i piccoli tifosi diventino grandi appassionati e che si trasformino a loro volta in testimoni del "verbo granata". La manifestazione ha il patrocinio del Torino Fc e della Circoscrizione 9^ Nizza-Millefonti-Lingotto-Filadelfia; alla sua riuscita hanno contribuito, oltre agli ospiti (che si esibiranno a titolo assolutamente gratuito) anche diversi sponsor
- Top Music
- Armi e Bagagli (antichità e restauro)
- Gauna ferramenta e utensili
- www.toronews.net
- Wall Street Institute
- Ristorante 'Cavalieri' Torino
- WHY, agenzia di pubblicità
- Trevisan
- Il Buon Riso
- INRETE
- GALUP
- www.iltorosiamonoi.com
- Granata Voice
- ITALARM engineering s.r.l.
- Dolci Melodie, gelateria artigianale
- www.srweb.it
- EUROUFFICIO '92 - HELLNATION Recordstore
Il Comitato Dignità Granata è un'associazione di tifosi indipendenti del Torino nata del 2004 con l'obiettivo di preservare, tutelare e difendere i valori della storia granata e di denunciare chi li viola o non li rispetta. Si batte, in primo luogo, per la rinascita dello stadio Filadelfia.
Per informazioni
Comitato Dignità Granata
http://torovox.blog.aruba.it/ comitato.dg@email.it
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Sabato, Dicembre 03, 2005


Gli inviti gratuiti saranno disponibili, nei negozi elencati e fino ad esaurimento, a partire da venerdì 9 dicembre.
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Lunedi, Ottobre 31, 2005
stadio

Filadelfia: utilizzo provvisorio dell' area come elisuperficie occasionale

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Martedi, Ottobre 25, 2005



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Lunedi, Ottobre 24, 2005

Traduzione dell' articolo tratto da " L' Equipe Magazine " num.1217 - 8 ottobre 2005
IL TORO HA AVUTO CALDO
di Yoann Riou
In due mesi il Torino Calcio 1906, mitico club italiano,ha conquistato un posto in serie A, lo ha perduto, è morto ed è resuscitato in serie B col nome di Torino Football Club. Cronaca di un'estate da incubo.
Tutti i tifosi del Toro, quelli veri, vi direbbero la stessa cosa: "Giugno e Agosto sono stati i mesi peggiori della mia vita; è stato un inferno; il Torino stava per morire; alcuni avrebbero voluto farlo sparire."... E molti, purtroppo, vi direbbero di aver pianto molte lacrime. Toni 29 anni, uno dei capi degli Ultras Granata gruppo di tifosi del Toro, vuota il sacco pieno di rabbia e di tristezza. É seduto su uno dei pochi pezzi di tribuna ancora in piedi dello stadio Filadelfia, oggi in rovina, una volta antro maestoso del Grande Torino, cinque scudetti di fila negli anni 40, considerato pressochè all'unanimità in Italia la più grande squadra del calcio transalpino [rispetto ai Francesi]. Il Filadelfia sembra un terreno incolto. In certi punti è evidente come l'erba non abbia visto la falciatrice da diversi lustri. Attorno al terreno dei pezzi di gradinata barcollante, dove giacciono delle bottiglie di birra e delle lamiere consumate dal tempo che passa e dei graffiti. "Questo è il luogo chiave del Toro. Il simbolo di questo club diverso [dagli altri]. Qui hanno giocato Valentino Mazzola, Guglielmo Gabetto: all'epoca fra i migliori giocatori del mondo...Qui inoltre si sono allenati Paolo Pulici e Francesco Graziani, che hanno conquistato l'ultimo dei sette scudetti [del club] nel 1976...Qui si respira la storia, questa è la nostra casa - insiste Toni, con gli occhi luccicanti - ma guardate questo tempio distrutto... E dire che era anche peggio qualche mese fà....abbiamo abbondantemente ripulito dai cespugli e messo degli striscioni granata. Ci siamo dati da fare. Questo paesaggio desolante è colpa della nostra ultima dirigenza e anche di altre persone che hanno ammazzato, o voluto ammazzare, questo luogo. Giugno e Agosto mostravano questo scenario."
Il 26 giugno scorso il Torino Calcio 1906, il club italiano a cui molti libri sono stati dedicati, questa istituzione così affascinante per le maledizioni che la colpiscono con tale regolarità, è sostenuta allo Stadio Delle Alpi da 55 000 tifosi in delirio. É la partita di ritorno della finale dei play-off per l'accesso in serie A contro il Perugia. I giocatori granata, il colore del sangue e della passione, perdono 1-0 ma accedono ugualmente all'é;lite [della serie A] poichè all'andata avevano vinto 2-0. "E' stata una festa straordinaria [prima] sugli spalti e poi in città. Il centro era gremito - dice Nella Cappelli, 37 anni - col Toro nel cuore. Non sapevamo però che la nostra felicità sarebbe durata solamente qualche ora." Nella notte fra l' 1 e il 2 luglio la Guardia di Finanza perquisisce la sede del Torino, le abitazioni di Francesco Cimminelli e Attilio Romero, allora rispettivamente proprietario e presidente del club. In breve tempo la nuova caduta: il Club Granata ha presentato una falsa fidejussione di 18,7 milioni di euro che avrebbe dovuto coprire una parte degli arretrati fiscali. Bisognava allora trovare una nuova fidejussione, questa volta vera, di 40 milioni di euro per salvare la promozione. "Cimminelli e Romero non hanno mai smesso, per più di un mese, di dire che una soluzione sarebbe stata trovata. Già prima delle perquisizioni assicuravano che i conti erano sani - Massimo De Marzi è ancora oggi furioso: tifosissimo del Toro, è il direttore del sito toronews.net che è stato il luogo di ritrovo dei tifosi granata - così, nonostante il bla-bla, soldi e la fidejussione non sono arrivati." Per irregolarità finanziarie il club è stato quindi escluso quest'estate dalla serie A da sei organismi. Il 9 luglio dalla COVISOC , il 14 dalla COAVISOC (commissione d'appello della COVISOC), il 15 dal consiglio federale, il 26 dalla camera di conciliazione del CONI, il 2 agosto dal TAR del Lazio e definitivamente il 9 agosto dal Consiglio di Stato. Un calvario. In quel maledetto 9 agosto è morto il Torino Calcio 1906, 99 anni di storia. Tutti i ricorsi sono stati vani. Cimminelli e Romero, a capo del secondo club del capoluogo piemontese dal 2000, sono accusati di essere la causa di tutti i mali. Pochi sono quelli che li difendono: Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, tifoso granata "moderato", ricorda quantomeno che Cimminelli, benchè abbia commesso degli errori, ha investito molti soldi nel club come mai nessuno aveva fatto dai tempi di Sergio Rossi (presidente dal 1982 al 1987).
Carlo Testa, altro tifoso accanito del Toro che, nel tempo libero, presenta ogni lunedì sera da diversi anni su un canale televisivo privato una trasmissione in chiaro sul club [in Francia non esistono canali privati in chiaro], attacca il vecchio proprietario: "Ho sempre detto che una catastrofe sarebbe arrivata. Cimminelli non ha mai amato il Toro. La prima cosa che ha detto al suo arrivo, è che lui era tifoso della giu***tus. Ha anche detto che non capiva i tifosi granata che continuavano ad andare a piangere a Superga. Un oltraggio alla memoria del Grande Torino, decimato il 4 maggio 1949 dallo schianto dell'aereo [che trasportava la squadra] sulla collina di Superga. 31 morti fra cui 18 giocatori." Le parole si sprecano. Claudio Sala "prende il testimone". Capitano del Toro ai tempi dello Scudetto del 1976, ancora un'icona a Torino. " Cimminelli è arrivato attraverso un gioco di prestigio. Sono infatti la giu***tus e la Fiat che lo hanno messo a capo del Toro. Cimminelli ha un'impresa che lavora per la fabbrica automobilistica. La Fiat voleva al Toro un "fantoccio" [letteralmente "ragazzotto"] che lasciasse in pace la giu***tus. Così Cimminelli ha lasciato che la gi*ve diventasse proprietaria dello Stadio Delle Alpi, una struttura nuova e grande, senza protestare. Lui invece ha accettato di prendere lo Stadio Comunale, in cattivo stato e con molti lavori da effettuare. Inoltre Cimminelli ha assunto come presidente Romero. Una provocazione!" Il 15 ottobre 1967 Attilio Romero, tifoso del Toro, uccise accidentalmente Luigi Meroni investendolo con la sua automobile. Meroni, di cui Romero era ammiratore, era all'epoca un "principe" a Torino, uno dei tre o quattro migliori giocatori in Italia. I partigiani della causa granata non hanno mai digerito, inoltre, che Romero avesse lavorato a lungo per l'ufficio stampa di Gianni Agnelli, padrone della Fiat e della gi*ve, i nemici [di sempre]. Al contrario di Romero, Cimminelli ha accettato di parlare con noi, difendendosi con forza." Se ho fatto degli errori li ho fatti in buona fede. Non ho commesso degli sbagli. Mi era impossibile accorgermi che la fidejussione era falsa. La decisione della federazione di retrocederci è assurda, un controsenso. Per un mese ho fatto di tutto per salvare il club. Ho [addirittura] dato in garanzia i miei beni personali. Se all'inizio il calcio non era per me una passione, lo è poi diventato. Non ho mai capito però questo mondo e le sue regole...E' un universo a parte, completamente diverso da quello imprenditoriale. Ora, più starò lontano dal mondo del calcio, meglio sarà. Mi auguro comunque tutto il bene possibile per il Toro, che ho imparato ad amare." Il 9 agosto non ha significato la fine delle delusioni estive. Il 16 agosto la Federazione accetta l'iscrizione della nuova società (Torino Football Club) in serie B. Altra struttura, altri dirigenti e pochi soldi. "C'erano dei piccoli imprenditori locali e un certo Luca Giovannone, in qualità di azionista di maggioranza, personaggio misterioso, venuto dal sud del Lazio, di cui non si sapeva molto - ricorda De Marzi -" Il 17 agosto colpo di scena (il primo di un' infinita serie): Urbano Cairo, miliardario piemontese, padrone di un ricco gruppo editoriale, pubblicitario e di comunicazione con sede a Milano, ex collaboratore di Silvio Berlusconi che lo apprezzava molto, appare con l'intenzione di diventare in pieno padrone del club. Ma Giovannone, che dispone di un'opzione sul 51% delle azioni, non vuole farsi da parte. I due allora ingaggiano un incredibele duello fino al primo settembre. "Ci siamo schierati dalla parte di Cairo, un uomo d'affari forte, serio, che ama il Toro. Guardando i suoi occhi quando parla del Toro, si vede la passione. E' il salvatore. Abbiamo rifiutato Giovannone - spiega Toni degli Ultras Granata - siamo stati calmi durante questi due mesi di delusioni. Siamo ricorsi alla violenza soltanto in due giornate, il chè è praticamente nulla poichè eravamo al limite. Abbiamo voluto mettere paura a Giovannone e a coloro che si nascondevano dietro di lui, per esempio Luciano Moggi, il direttore generale della gi*ve: l'uomo più potente del calcio [italiano] che ha detto quest'estate che Torino è troppo piccola per due squadre. Un insulto alla nostra storia. E' geloso del fatto che qui [in città] siamo più popolari della gi*ve e che quindi [Torino] non è poi così piccola [per due squadre]."
Il 25 agosto Giovannone è vittima di una caccia all'uomo. L'hotel dove si trova è preso d'assalto da circa 400 tifosi. Vengono commessi diversi atti di vandalismo e feriti dei poliziotti. Giovannone riesce finalmente a fuggire dopo essere stato chiuso divese ore dentro una camera [dell'albergo]. "Quel giorno ho creduto che sarei morto - ci ha raccontato Giovannone- non avrei mai pensato che il calcio avrebbe potuto portare a tali azioni. Sono stato minacciato di morte e ho avvertito i sintomi di un pre-infarto. Non si è voluto che io prendessi il Toro, ho rinunciato quindi benchè non avessi fatto nulla di male. Ci sono state probabilmente delle ragioni politiche: può essere che quando il Sindaco di Torino, di sinistra, ha saputo che io ero di destra, tutto si è capovolto e le autorità hanno favorito Cairo." Nella notte fra il 31 agosto e il 1 settembre, Giovannone e Cairo raggiungono un accordo. "Urbano I", soprannome spesso dato dalla stampa e dai tifosi a Cairo, diventa ufficialmente presidente il 2 settembre. Il nuovo "papa", 48 anni, ha un grande successo. I tifosi lo adorano e lo sostengono. "Abbiamo fiducia in lui" dice Chiamparino, Sindaco di Torino. Il 10 settembre il Toro gioca la sua prima partita di campionato della stagione davanti a 30 000 spettatori (un miracolo, nonostante i biglietti fossero disponibili soltanto il giorno prima della partita). In tribuna c'erano due ragazzi Anna e Mauro che si erano sposati tre ore prima del calcio d'inizio. I piccioncini, in abito da cerimonia, hanno preferito il Toro al sacrosanto banchetto nuziale. Prima della partita, Cairo fa un giro di campo con la moglie e i figli e saluta a lungo i tifosi [di lui] entusiasti. Il Toro vincerà 1-0 contro l'Albinoleffe. "E' stato uno dei più bei giorni della mia vita. E' come se fossi diventato padre per la quarta volta. Il Toro è il mio nuovo figlio. Voglio che questo club ritorni nel posto in cui merita. Non tradirò mai i tifosi", promette il nuovo capo. Un po' demagogico Cairo? No, affermano tutti quanti. "Per una volta il Torino non sarà legato alla Fiat, ai suoi problemi e alla gi*ve. Con Cairo saremo indipendenti", assicura De Marzi. In città la violenza è scomparsa, così come gli slogan "No Toro, No Olimpiadi". In luglio alcuni ultras avevano minacciato di vendicarsi sulle Olimpiadi invernali del 2006 che avranno luogo a Torino il prossimo febbraio, nel caso che il club non fosse stato presente in serie A. Valentino Casellani, presidente del comitato organizzatore dei giochi olimpici e tifoso del Toro, ci ha confidato di non avere mai avuto timore di rappresaglie." Queste parole sono state pronunciate da qualche individuo non particolarmente intelligente. A febbraio il romanzo [a puntate] di quest'estate sarà dimenticato. I giochi faranno del bene alla città e anche al Toro." Il terreno di gioco ha dunque riottenuto i suoi diritti. Il Sindaco di Torino che ha fatto di tutto per trovare una soluzione (è stato lui a contattare Cairo), può tirare un sospiro di sollievo. "Roma è la capitale politica, Milano quella economica. In queste due citta si trova quasi sempre una soluzione ai problemi. Basta guardare Lazio e Roma, che malgrado i loro problemi finanziari hanno potuto restare in serie A. A Torino è diverso, bisogna lottare ogni giorno. Bisognava salvare il Toro. Abbiamo sofferto. E' evidente che il calcio è malato e che bisognerebbe adottare un altro sistema. Sono meno appassionato di prima a questo sport dove si vedono tante cose [brutte]" Toni non ha perso la sua fede. Ama il Toro ancor più che due mesi fà. "Quest'estate si è parlato di tutto tranne che di pallone. Il calcio [italiano] è ancora uno sport? Noi ultras saremo comunque sempre presenti". Lascia le tribune del Filadelfia per raggiungere il prato. Guarda il cielo tentando di scorgere un angelo del Grande Torino. Poi sogna vedendo sette o otto ragazzini scalciare un pallone su questo terreno mitico. "Loro sì, hanno ancora l'innocenza. Sono il futuro del Toro. Guardandoli mi convinco che proprio nessuno potrà mai far morire il Torino."
GENOA, L'ALTRA PROMOSSA ESCLUSA
Lo scorso 11giugno, il Genoa, club più antico d'Italia, raggiunge la serie A dopo aver battuto il Venezia 3-2 in una partita decisiva per la promozione. Tre giorni dopo, uno dei più stretti collaboratori del presidente del Venezia, viene fermato al volante della sua automobile all'uscita della sede del presidente del Genoa. Nella vettura viene trovata una valigia contenente 250 000 euro, una delle prove della "combine " dell'incontro. La procura di Genova, l'ufficio d'indagine della Federazione, la commisione disciplinare e la corte federale, giungono alla conclusione che l'incontro è stato comprato dal Genoa. Intercettazioni telefoniche e strani episodi avvenuti durante la partita hanno confermato i sospetti di irregolarità. Il club è stato quindi retrocesso in serie C con tre punti di penalizzazione. Durante l'estate numerosi atti di vandalismo, talvolta sconcertanti, sono stati commessi dai tifosi del Genoa in collera. Alcuni dirigenti del club Genoano, che ha sempre proclamato la propria innocenza, giudicano sì che la partita è stata comprata, ma dal Torino, al quale una vittoria del Venezia avrebbe risolto i suoi problemi. La procura di Genova prosegue ancora oggi l'inchiesta penale per frode sportiva.
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Venerdi, Ottobre 21, 2005

Articolo tratto da " L' Equipe Magazine " num.1217 - 8 ottobre 2005

   
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Lunedi, Ottobre 17, 2005

Domenica 16 ottobre 2005: i bambini a Superga



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Giovedi, Ottobre 13, 2005


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Da " La Repubblica " di giovedì 13 ottobre 2005
La società di catering ha perso la sua battaglia e il 21 ottobre si discute il concordato
Vecchio Toro, bocciata la richiesta di fallimento
Il debito accumulato da Cimminelli è di 60 milioni, 40 dei quali sono dovuti al fisco. I calciatori rischiano di restare a mani vuote
SARAH MARTINENGHI
Lo spettro del fallimento che aleggiava su Franco Cimminelli e sul vecchio Torino Calcio srl sembra, per il momento, essere stato allontanato. Il giudice delegato Maria Luisa Fabbro, ieri, ha infatti depositato un decreto che dichiara improcedibili le istanze fallimentari e ha fissato la data della prossima udienza per discutere il concordato preventivo: venerdì 21 ottobre. La società "Gabriella srl", fornitrice di catering per la tribuna vip dello stadio che vantava un credito di 120 mila euro, ha perso dunque la sua battaglia: nellŽudienza di lunedì si era infatti opposta alla proposta di accordo chiedendo che il tribunale civile proseguisse con il procedimento fallimentare. Davanti a un collegio formato da tre giudici e presieduto dal presidente del tribunale fallimentare Mario Griffey, il 21 ottobre non ci saranno però i creditori: compariranno solo i legali dello studio Maccagno-Benessia che assistono Cimminelli, e il procuratore aggiunto Bruno Tinti che aveva presentato, una settimana fa, lŽistanza fallimentare. Compito dei giudici sarà esclusivamente decidere se la proposta di concordato, quella già anticipata nellŽudienza di lunedì, sia giuridicamente corretta e quindi ammissibile. Lo stesso farà la Procura. Saranno allora esaminate una per una le varie classi di creditori.
Nella proposta di concordato redatta dal commercialista Luciano Cagnassone, compaiono lŽagenzia dellŽEntrate, i calciatori, i fornitori, il Comune, i consulenti e i dipendenti. Il debito complessivo accumulato da Franco Cimminelli verso queste classi ammonta a circa 60 milioni di euro. La maggior parte, circa 40 milioni, sono dovuti al fisco. Ma lŽex patron del Torino vorrebbe liquidare i creditori pagando un terzo del suo debito. E ad accollarsi lŽonere di sborsare i venti milioni sarà la Sis, società finanziaria del gruppo Ergom e azionista di maggioranza del club granata. Ma i giudici dovranno riservare particolare attenzione al problema del Comune, un creditore speciale visto che fra lŽamministrazione e Cimminelli è in corso un arbitrato sui lavori di ristrutturazione del vecchio stadio pagati alla ditta Mazzi. Dove il Comune dice di aver pagato opere per 28 milioni di euro, mentre il Torino sostiene di aver già saldato per 31 milioni. Mentre per i dipendenti (circa una quindicina) è previsto un pagamento al 100 per cento, rischiano di rimanere quasi a mani vuote i calciatori: sono una cinquantina e nutrono crediti che vanno dai 300 mila euro di De Ascentis, ai 200 mila di Conticchio e Ramallo, fino a soli 151 euro dovuti a Frezza.

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Da " La Stampa " di sabato 8 ottobre 2005
In barba al palo
di Gigi Garanzini
I numeri fanno una discreta impressione. Quindici anni fa, nel '90, la media spettatori per partita in serie A, abbonati più paganti, era di 33.255 unità. L'anno successivo sarebbe cresciuta ancora, superando quota 34 mila. Cinque anni fa, stagione 2000-01, si era persa per la seconda stagione consecutiva quota 30 mila, per la precisione 29.124. Lo scorso anno, sia pure di pochissimo - 24.986 - anche il tetto dei 25 mila era caduto. Oggi dopo sei giornate di campionato siamo a 21.154, e la prospettiva di scendere sotto la soglia dei 20 mila è tutt'altro che remota. Un crollo, una frana, un'emorragia inarrestabile. In Lega parlano di calo significativo, qualcuno si spinge sino all'aggettivo rilevante.
DIBATTITO. Risuonano accenti più allarmisti in Inghilterra e in Spagna, dove la flessione non supera al momento i due punti percentuali. Ma si sa che almeno nell'arte di sdrammatizzare la nostra leadership non è in discussione. In compenso da noi è più articolato il dibattito sulle ragioni che concorrono a spiegare questa fuga di massa. Per esempio i vertici di Federazione e Lega concordano sulla pessima qualità degli stadi, vecchi, anzi «obsoleti», in termini di accoglienza, sicurezza, comodità, visibilità. Ma pur sempre identici, come perfidamente osserva Tosatti sul «Corriere della sera», a come erano negli anni passati quando il pubblico li affollava in misura ben più rilevante. E quando ancora non era spuntata, toh la combinazione, l'idea di candidarsi agli Europei del 2012 in modo da avere l'obbligo-alibi di rifarne di nuovi.
OFFERTA. Divergono invece, i poteri forti, su altri due aspetti. Carraro riconosce che il caro biglietti è un dato oggettivo su cui riflettere: e aggiunge che con certi prezzi l'offerta televisiva è sempre più concorrenziale. Galliani sorvola su entrambi i fronti. Salvo sottolineare, en passant, che gli ascolti televisivi «sono sempre buoni». Per la verità quelli di Sky sono anche in crescita, se è vero che in occasione di Juventus-Inter si è superato il muro del 10 per cento. E poiché;;;; oltre al satellite funziona, piuttosto bene, anche il digitale, potrebbe non essere così remota l'ipotesi che sia stata anche la tv ad allontanare gli spettatori dagli stadi. In minima parte, si capisce.
SUCCESSI. Non mancano segnali in controtendenza, legati ai risultati. In serie A per esempio crescono gli spettatori a Firenze, in B c'è il boom di Mantova. A Torino invece nemmeno i successi ininterrotti riescono più a richiamare allo stadio il pubblico della Juventus. Non solo la squadra ha lo scudetto sul petto e sta vivendo un grande ciclo ormai più che decennale: ma ha vinto tutte e sei le partite di campionato sin qui disputate. Eppure, a fronte di 23 mila abbonati, ha registrato 1.679 paganti col Chievo, 4.824 con l'Ascoli e 10.758 con l'Inter, in larga parte di fede nerazzurra. Mentre nello stesso periodo il Torino, con circa 17 mila abbonati (in divenire per via delle note vicissitudini) ha portato complessivamente circa 5 mila persone in più ai botteghini contro Albinoleffe, Crotone e Vicenza. In serie B.
CLIENTI. Ora. Considerando che la crisi economica nazionale non sembra destinata ad esaurirsi in tempi brevi; che quella della città e dell'hinterland neppure; che la vera flessione del pubblico torinese da tribuna coincide generalmente con la stagione dello sci; che nell'inverno ormai alle porte ci sono le Olimpiadi; che la Juventus più che vincere sempre, giocar mediamente bene e vellicare i palati sottili con Ibrahimovic non può fare; che il Torino di questo passo, e a cominciare domani dal Bologna, dovrebbe trovare vecchi-nuovi clienti; che secondo il teorema Moggi l'amara verità è che Torino non può permettersi due squadre, la domanda è: che cosa aspetta ancora la Juve a cercarsi una sistemazione?

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Mercoledi, Ottobre 12, 2005

Da Tuttosport di martedì 11 ottobre 2005
Per evitare il fallimento offre 20 milioni di euro a fronte di debiti per 60 Cimminelli si fa lo sconto E i cimeli del Toro restano "ostaggi": Cairo rischia di strapagarli e poi perderli
MARCO BONETTO TORINO. Cimminelli in Tribunale offre circa un terzo dei soldi che deve, Cairo attende concrete novità prima di muoversi con il signor Ergom. E' un gioco anche di specchi, tra poker e scacchi: come ai tempi di Giovannone. «Ho pazienza, intanto non mollo», ripeteva l'Urbano a fine agosto. «Non mollo, ho pazienza», ripete il presidente oggi, pensando ai cimeli e al marchio del Torino, in ottica Centenario. Il recupero dei cimeli granata, a cominciare ovviamente dalle Coppe del Grande Torino e dal piatto d'argento donato dal Benfica e trovato a Superga, è per Cairo obiettivo ineludibile, nonché;; dichiarato. In ballo anche trofei di altre epoche, oltre cento foto storiche conservate nell'ex sede di via del Carmine, quadri, documenti e un migliaio di Coppe del vivaio. Un patrimonio storico, calcistico, culturale e sociale senza prezzo. Ma un problema è proprio questo: che prezzo dare a un patrimonio senza prezzo? Cimminelli - già gravato da almeno tre richieste di fallimento, quanto al vecchio Torino - ha fatto depositare ieri mattina in Tribunale l'istanza di concordato: seguiranno udienze, nelle prossime settimane un giudice dovrà decidere se accettare la proposta del signor Ergom, azzerando nei fatti le istanze di fallimento. Cimminelli ha formalmente offerto 20 milioni da saldarsi in 6 mesi, a fronte di un debito complessivo che oscilla intorno ai 60 milioni (ma già solo in Municipio si parla di pendenze fino ad 80 milioni). E si dice pronto a garantire la cifra con immobili e/o fideiussioni, tanto per cambiare. Obiettivo del suo liquidatore, il braccio destro Paiuzza, sarà vendere tutto il vendibile cercando di recuperare il più possibile, in caso di via libera del concordato e di intese al ribasso con i creditori (che, in caso di fallimento, rischierebbero di recuperare poco o nulla). E cos'è che Cimminelli ha di più caro, relativamente al portafoglio? Il marchio e i cimeli del Torino: l'ha già anche dichiarato. E' assolutamente doveroso salvare i cimeli, ma per Cairo acquistare il marchio è anche indispensabile, se dal 3 dicembre 2006 in avanti vorrà festeggiare un vero Centenario (con enormi ritorni di immagine ed economici, tra sponsor e tv: il Lodo Petrucci ha infatti consegnato a Cairo solo il titolo sportivo). Cimminelli può speculare legittimamente, per quanto immoralmente, come già fece con il Lecco (altra morte sportiva). Della Valle - in Tribunale - spese oltre 2,5 milioni per acquistare il marchio e il nome della Fiorentina: e altrettanti per i cimeli. Soppesata la storia del Torino, quanto denaro pretenderà Cimminelli? Altro pericolo per Cairo: in caso di soddisfacimento dei creditori non portato a termine da parte di Cimminelli, il Tribunale fallimentare potrebbe pure revocare l'eventuale compravendita di marchio e cimeli, se un giudice riterrà il prezzo troppo basso, obbligando Cairo a riaprire il portafoglio. Ovvio che l'Urbano si cauteli, affiancato dallo studio legale Munari. E senza dimenticare che nel nuovo Torino opera anche l'avvocato Trombetta, esperto proprio di diritto fallimentare e storico braccio destro di Nizzola in Lega. In caso di fallimento, Cairo potrà acquistare marchio e cimeli direttamente in Tribunale, via asta giudiziaria, senza rischi: purché;; nessuno offra di più. In caso di concordato, invece, dovrà comunque affrontare una trattativa con Paiuzza-Cimminelli: ma nei prossimi mesi, non certo a breve (altro vicolo cieco, purtroppo). Ieri, dopo il deposito dell'istanza di concordato, Paiuzza e gli avvocati Chiesa e Maccagno (moglie dell'avvocato Benessia, in quota Fiat, già attivo dall'estate per pilotare il signor Ergom) hanno affrontato l'udienza dal giudice Fabbro per discutere delle istanze di fallimento: presenti anche rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate, che aspetta 40 milioni, e della ditta di catering del Delle Alpi, altro creditore che ha chiesto la procedura fallimentare. Seguiranno nuove udienze, nel frattempo in Procura si continua ad indagare e ad accusare, quanto ai bilanci granata di Cimminelli. Un fallimento avrebbe conseguenze devastanti per l'imprenditore, pensando anche alla Ergom. Il giudice e i creditori accetteranno che Cimminelli se la cavi coprendo solo un terzo del debito? Intanto i cimeli restano in mano sua, disgraziatamente: è scandaloso, ma è lecito.
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Mercoledi, Settembre 07, 2005


CREDEVATE DI AVERCI UCCISO?.....
Alla fine di un'estate in cui il Toro e i suoi tifosi ne hanno dovute passare di tutti i colori, ci preme sottolineare alcuni aspetti che con troppa fretta sono stati dimenticati, perchè travolti e confusi dagli eventi che li hanno seguiti.
Tante domande sono restate senza risposta e troppi misteri sono rimasti irrisolti. Forse mai si riuscirà a riscrivere la verità e a ristabilire le responsabilità degli atti crudeli, volontariamente crudeli, che hanno lacerato il Toro. Forse è tardi per scavare dentro un passato che la maggior parte sta cercando di dimenticare (e che molti vorrebbero che si dimenticasse), ma riteniamo che tutti questi punti interrogativi non meritino di rimanere sospesi nel nulla prima di venire inghiottiti da memorie troppo corte. Perciò vogliamo sottolineare alcuni aspetti che non devono essere dimenticati.
Perchè i tifosi del Toro non dimenticano, mai.
Lo scempio del Torino Calcio 1906.
Per anni abbiamo dovuto digerire le storielle che ci venivano raccontate da abili favolisti. Non le abbiamo credute vere, non abbiamo abboccato all'amo, ma abbiamo dovuto accettarle (anzi: subirle), sperando che, perlomeno, non rappresentassero l'esatto contrario della realtà.
Purtroppo però la pentola che è stata scoperchiata alla fine di giugno, una settimana dopo la faticosissima conquista della serie A, ha rivelato un torbido (ma non insospettabile: chi non sospettava lo faceva per interesse o per ignavia, prima anche che per ingenuità) contenuto. Lo "scudetto del bilancio", glorificato da Francesco Cimminelli e dai suoi sodali, non era soltanto una patetica esagerazione, ma soprattutto un velo neanche troppo pietoso disteso per nascondere una situazione economica quasi fallimentare, degenerata negli anni in un "buco" finanziario enorme. Al quale ci si è opposti, come nelle peggiori commedie all'italiana, con la più stupida delle contromosse: non pagare le tasse.
Sorvolando sulle falsità e sulle false promesse propinate al popolo granata (delle quali potete trovare nelle precedenti pagine ampia trattazione), vogliamo fissare l'attenzione su alcuni aspetti grotteschi di questa desolante vicenda.
Perchè, a causa di una colpa amministrativa, il Toro è stato penalizzato esclusivamente a livello sportivo?
Perchè ad un'azienda in crisi economica è stato sottratto l'unico vero "patrimonio", vale a dire i giocatori, che nell'ambito di una società di calcio professionistica non sono solamente "dipendenti"?
Perchè altre società, in situazioni peggiori del Toro, hanno potuto usufruire di "amministrazioni controllate", della rateizzazione del debito più che decennale e della totale (e consapevole) cecità delle istituzioni competenti?
Perchè nell'intera regione (per non dire in tutto il territorio nazionale) nessuno ha lanciato una ciambella di salvataggio (economico) al Torino calcio e ai suoi azionisti?
Perchè quasi tutte le squadre di A e B hanno potuto avventarsi come sciacalli sui giocatori migliori (e non solo) delle squadre penalizzate, ingaggiandoli senza nessuna spesa e quindi sottraendo un cospicuo capitale al Torino Calcio 1906 e, di conseguenza, all'Erario (che del Torino è creditore) e quindi a tutti noi?
Perchè leggende metropolitane (o verità mai confessate?) parlano di fideiussioni pronte alle 19.00 della sera e cestinate prima del mattino successivo?
L'assurdità del Lodo Petrucci
Ancora una volta, come in tante altre nella sua vita, al Toro tocca la parte di apripista, di cavia.
Dopo lo scempio compiuto ai danni del Torino Calcio 1906 da parte dei suoi stessi amministratori prima e delle istituzioni dopo, ci siamo ritrovati ad assistere ad una delle pagine più controverse della nostra storia.
Soltanto una società minuscola (10.000 euro di capitale), nata per nobili obiettivi (salvaguardia dello Stadio Filadelfia), si è proposta di attivare il Lodo Petrucci, con un'idea romantica ma impostata su basi economiche instabili, anche se ha avuto lo straordinario merito di mantenere il Torino nel calcio professionistico all'alba del suo centesimo compleanno.
Come si sono evolute le cose, crediamo che ormai sia noto, ma anche su questo tema molte domande restano irrisolte.
Perchè nessuno, al di fuori di questa società improvvisata, si è seriamente fatto avanti? È soltanto per colpa del solito vizio dell'imprenditoria piemontese, cui manca totalmente lo spirito d'iniziativa, è dipeso dalla paura di esporsi alle critiche e di passare per sciacalli, oppure per il timore di mettersi in contrasto con chi ha sempre voluto che a Torino ci fosse una sola squadra di calcio, per attingere a un più vasto bacino d'utenza? Ma se neppure la Società Civile Campo Torino S.r.l. si fosse attivata (o fosse stata attivata), cosa ne sarebbe stato della nostra storia e dei nostri colori?
Perchè tanti noti industriali e politici si sono affrettati a dar fiato alla bocca e a firmare petizioni in favore di questo e contro quest'altro, ma si sono sempre ben guardati dal muovere un dito e dal mettere mano al portafoglio?
Perchè produttori di materiale sportivo, sponsor ufficiali con magazzini stracolmi di maglie, non si sono sprecati regalandone qualcuna (o anticipandone solo la fornitura) lasciando che i giocatori si allenassero come farebbe una qualsiasi squadra di amici che prepara il campionato amatoriale e dovessero rinunciare ad un'amichevole perché;;;;;; non esistevano, appunto, le maglie?
La speranza è che l'avvento di Urbano Cairo alla guida del Torino Football Club ci permetta di risalire la china, non solo sportiva, dei campionati professionistici, ma anche quella morale rappresentata dalla Dignità mostrata dai tifosi granata in questi anni, e ancor di più negli ultimi due mesi, di sofferenza e umiliazioni.
"i trofei conquistati dal Toro in 94 anni di storia gloriosa - e in 5 di storia che tanto gloriosa non è - appartengono ai tifosi del Toro di tutto il mondo, e alla città che questa squadra rappresenta: senza dilungarsi eccessivamente sulla assoluta preminenza del Toro nell'ambito della Cultura sportiva italiana e mondiale, invitiamo il Sindaco a dichiarare senza indugio tali trofei beni culturali della Città di Torino, affinchè essi non diventino oggetto di volgari speculazioni e possano quanto prima essere riassegnati al Torino FC e ai suoi tifosi"
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Mercoledi, Agosto 03, 2005


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