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Mercoledi, Febbraio 23, 2005


Cimminelli compra il centro sportivo Sisport di Carmagnola


Sarà una succursale del Circolo Monviso o vi si alleneranno le squadre granata?


Dalla " Gazzetta di Alba " di martedì 15 febbraio 2005



- Il commento del sindaco di Camagnola, Angelo Elia, conferma la valutazione di un milione e seicentomila euro fatta tre anni orsono da Walter Rosa Brusin, amministratore della società, persona con la quale il comune stipulò una sorta di " Gentlemen Agreement " , in pratica un diritto di prelazione sulla parola, da parte del Comune stesso, in caso di vendita dell' area: oggi, dice il sindaco, veniamo a sapere della vendita senza essere stati informati e, inoltre, scopriamo che il prezzo pattuito è pari a meno di un terzo di quanto precedentemente stabilito...


- Va poi ricordato che l' ex assessore allo sport e tempo libero di Carmagnola, Giovanni Rolle, ha seguito per anni la questione, facendo anche " pressing politico " sulla Sisport, in modo da assicurare l' area alla cittadinanza e alle tante associazioni che lì vi hanno fatto attività sportiva e ricreativa per anni, pagando onerosi affitti alla Fiat...Rolle non potrà purtroppo spiegare la sua versione delle cose perchè è scomparso da poco.


- Resta il dubbio su come il Comune sia stato tagliato fuori, o si sia tirato fuori, alla luce soprattutto di un prezzo di acquisto di Cimminelli e soci che, preventivi di ristrutturazione e ammodernamento a parte, è molto al di sotto delle quotazioni del mercato immobiliare della zona..Resta forte il dubbio anche su come Francesco Cimminelli voglia utilizzare la struttura: ci sarà un allargamento ad Est del " Monviso " , circolo sportivo di Grugliasco di proprietà della famiglia Cimminelli, oppure la struttura, debitamente ristrutturata e attrezzata, potrà diventare la sede per gli allenamenti delle tante squadre granata, da troppi anni senza un' adeguata " casa " di proprietà?



scritto alle 14:53 ::    COMMENTI

Sabato, Febbraio 19, 2005


 


 




scritto alle 02:06 ::    COMMENTI

Venerdi, Febbraio 18, 2005

 



 


Torino, 18 febbraio 2005


 


Il Comitato Dignità Granata plaude al successo del film "Ora e per sempre", ringraziando l'organizzazione della serata di presentazione per lo spazio concesso alla diffusione dei calendari "Eroi senza tempio".

Condivide in toto il contenuto del messaggio diffuso dagli Ultras Granata e dai gruppi del secondo anello della Curva Maratona.

In ossequio al proprio obiettivo di denuncia, al CDG preme sottolineare come la palestra, nel Filadelfia progettato dal Torino Calcio per far da cornice a supermercati e palazzi, abbia una superficie di 142 mq: chi racconta che il Filadelfia tornerà ad essere il campo di allenamento della Prima Squadra (come ha fatto ancora recentemente il sig. Cimminelli) MENTE SAPENDO DI MENTIRE...

Invitiamo pertanto chiunque sia in grado di farlo (a livello politico, imprenditoriale o di informazione) ad agire per impedire questo ulteriore insulto alla storia del Torino Calcio e questa ulteriore minaccia alla identità del popolo granata: il CDG - che, mai come in questo caso, crede di interpretare il pensiero di tutti i tifosi del Toro - vuole che il Fila torni a essere un Tempio, ma non può tollerare che diventi una cattedrale nel deserto.


 


Comitato Dignità Granata


comitato.dg@email.it



scritto alle 16:06 ::    COMMENTI

Martedi, Febbraio 15, 2005


 


IL CAMPO DEI SOGNI


di Paolo Palumbo



"I have a dream" gridava M.L.King. "Io ho un sogno".
Anche io ho un sogno, come molti altri tifosi granata.
E' vedendo un film hollywoodiano, "L'Uomo dei Sogni", che questo mio sogno ha preso vita.
Il titolo originale del film, Field of Dreams (Il campo dei sogni) rende meglio l'idea. Il film narra le vicende di un uomo, proprietario di un campo di grano, che all'improvviso sente una voce che gli promette: "Se lo costruisci, lui tornerà".
In breve, quest'uomo (Kevin Costner) riesce a costruire questo campo di baseball, distruggendo quasi completamente il suo campo di grano e quindi mettendo a repentaglio la sue finanze, e come d'incanto, all'improvviso, sbucando tra le superstiti spighe di grano, entrano sul campo vecchi giocatori di baseball ormai da tempo scomparsi.
E in più, colui che doveva tornare veramente e che in questo modo avrebbe cancellato il suo dolore, era il padre col quale finalmente riesce a giocare a baseball.


Beh, io tutte le volte che ho visto quel film ho sempre pensato che se un giorno si fosse ricostruito il Fila, da qualche parte del cielo, sarebbero scesi Loro, i nostri Eroi e guidati dal Capitano, salendo dagli spogliatoi, sarebbero entrati in campo come avevano sempre fatto. Secondo me Loro sono lì che aspettano, da qualche parte su nel cielo, perché;; hanno una tremenda voglia di scendere ancora in campo. Stanno solo aspettando che qualcuno "senta" quella voce: costruiscilo e Loro torneranno. Valentino e i suoi amici sono lì che aspettano, scalpitano. E' solo lì che vogliono tornare a giocare. Quella era la loro casa.


Una volta ricostruito, si udirebbe nuovamente la tromba di Bolmida, il vecchio ferroviere, e i vecchietti seduti sulle nuove scalinate non crederebbero ai loro occhi, gli sembrerebbe di tornare bambini in braghe corte. Vedrebbero tornare sul campo Valentino e Virgilio, e Guglielmo e Valerio e tutti gli altri. "E chi sono quei due?", non erano con Loro allora. Ah sì, sono Gigi e Giorgio, il Capitano li ha voluti con Loro. Hanno scritto la storia del Toro ed è giusto che tornassero a giocare lì, insieme a Loro. Anche Sauro Tomà è con Loro, non si sa come ma è tornato ragazzo.


Chi ha visto quel film sa di cosa parlo. Tomà nel ruolo di Burt Lancaster. E la voce comincerebbe a fare il giro di Torino, i bambini correrebbero dai loro nonni a dar loro la notizia esaltante, i giovani non ci crederebbero, abituati come sono alle delusioni.
E invece eccoli lì, una volta accorsi sulle gradinate tutta la gente del Toro, solo quelli del Toro, avrebbero la meravigliosa Visione. Si sta giocando una partita su quel prato, giocatori con vecchie maglie senza sponsor, senza nomi. Giocatori con capelli impomatati e con la barba lunga. Sono tutti un po'; stanchi, appesantiti.
Ci vorrebbe una scossa.
Eccola lì, è la tromba di Bolmida.


Si riparte! Valentino si alza le maniche della maglia e comincia a correre. E con lui tutti gli altri. E' spettacolo, è divertimento, è gioia, è spensieratezza, è il calcio! Il calcio che giocavano Loro, è il calcio che ci piace vedere. I vecchi piangono, i giovani pure. I bambini non capiscono, ma si commuovono lo stesso. Hanno appena assistito ad un miracolo ma non lo sanno. I Campioni sono tornati a casa, per rimanerci. Nessuno più potrà mandarli via di là, da casa loro. Nessuna ruspa, nessun palazzo. Niente li porterà via di là.
"Se lo costruisci, Loro torneranno". Se solo qualcuno riuscisse a sentire questa voce dentro di sé;;, qualcuno che conta. Qualcuno Granata. Il Miracolo avverrebbe, il Sogno si realizzerebbe. E sarebbe un vero e proprio pellegrinaggio, proprio come nel finale del film. Tutti a correre al Filadelfia a veder giocare ancora una volta il Grande Torino. Gente da tutte le parti del mondo accorrerebbe, disposta a tutto pur di rivederli. I Campioni sono a casa, nel loro stadio, sul loro campo.
"Ma chi è quel villano che potrebbe poi chiamarlo solo campo"? Aveva ragione Arpino, chi potrebbe poi definirlo "solo" un campo?
Sarebbe un miracolo, sarebbe il "Campo dei Sogni".


 


Nelle sale cinematografiche sta per uscire il film " Ora e per sempre " ....




scritto alle 01:41 ::    COMMENTI

Lunedi, Febbraio 14, 2005


«Proprio il fresco ricordo del Toro di Genova mi fa immediatamente pensare al Filadelfìa. Parliamo anche solo del dopo Superga: il Toro non sarebbe mai stato il Toro se non avesse avuto il Fila. Il Toro degli Anni 60, 70, 80. Sarebbe stato qualcosa di diverso, di meno intenso. Anche di meno vincente. Di sicuro sarebbe stato un Toro più normale. Non so se avremmo conquistato lo scudetto. Di certo Pulici non sarebbe mai diventato il Pulici che conoscete, senza il Filadelfia. E oltre a me, penso a quelle centinaia di giocatori che lì sono cresciuti, sono diventati uomini. Come Rossi, non a caso. Io non comprendo quelli che sminuiscono l'importanza di un nuovo Filadelfia per il futuro del Toro. E' proprio il passato a indicare la rotta. Volete che il Toro resti il Toro, con la sua gente unica al fianco? Oppure volete trasformare pian piano il Toro in una squadra comune?
«Una vera rinascita del Fila è indispensabile. Immaginatevi lo stadio ben ricostruito, con tutte le sue gradinate e non soltanto con una tribunetta su un lato. Certo, in quell'area stretta tra le case non potranno più entrare 30 mila spettatori, le leggi sono cambiate rispetto a 50 anni fa, ma un vero stadio all'inglese con museo, ristorante, sale per i tifosi e sede porterebbe solo benefici. Immagino la prima squadra che torna ad allenarsi lì, e non fuori Torino a Orbassano, in un posto anche scomodo. In città, la gente tornerebbe facilmente a radunarsi, caricherebbe meglio la squadra giorno dopo giorno. Avrebbe di nuovo la sua casa: altro che la diaspora di oggi! Conoscerebbe anche meglio i giocatori: i tifosi non si sentirebbero tanto distanti, dunque aiuterebbero anche di più la squadra, comprendendola meglio. Come succedeva a noi, specie nei momenti di difficoltà. Il Toro non può permettersi di fare a meno del Fila, per il futuro: e devo dire che la massa dei tifosi lo sa bene. Basti pensare alle loro lotte per salvare quell'area, penso alle marce, ma pure a come onorano ogni anno a migliaia la ricorrenza di Superga.
«Immagino anche di riveder nascere lì il campo per la Primavera, affinchè i giovani si allenino di nuovo gomito a gomito con i grandi. Questo li favorirebbe nella crescita sportiva e umana. Per il Toro è stato così, decennio dopo decennio. Questo è l'obiettivo da raggiungere, insomma, per conservare il Toro, alla faccia del calcio moderno che sembra riconoscere soltanto il richiamo della tv e dei soldi.
«Come sapete, anch'io faccio parte dell'associazione Ex Giocatori Granata. E quest'associazione sta tentando di compiere una grande impresa. Rosato e Rampanti hanno già incontrato Cimminelli e il sindaco. Vogliamo provarci: ricostruire un vero Filadelfia per i tifosi, per gli allenamenti della prima squadra e di un paio di formazioni giovanili, dunque per il Toro. Per noi è un dovere civile, morale, oltreché; una forma di rispetto anche per le nostre vite. I primi segnali che ci sono arrivati sono positivi. Il pensiero di partenza è molto semplice. Per ora quell'area è ancora una discarica. Non si può fare finta di nulla. Noi proponiamo al Torino e anche alla famiglia Recchi, proprietaria di una piccola parte del quadrilatero, di lasciarci per l'appunto provare. Cimminelli potrebbe accantonare il suo progetto architettonico che purtroppo non prevede la rinascita di un Filadelfia com'era un tempo: se lui non costruisce nulla, lui non spende nulla. Chiediamo di poterci sostituire a Cimminelli, senza diventare proprietari di nulla. Il Fila rèsta sempre e comunque del Toro, a disposizione solo del Toro. Noi ex giocatori non abbiamo nessun secondo fine, né; politico né; economico. Vogliamo bene al Toro, vogliamo soltanto aiutare il Toro. Possiamo essere sia dei garanti sia dei motori di ricerca, diciamo così, favorendo la nascita nel sistema cittadino di un volano positivo tra enti pubblici e sponsor privati nella ricerca dei finanziamenti: anche perché; non servono mica troppi milioni di euro, suvvia! Pensiamo a una cooperazione finanziaria per far risorgere il Fila. Forse noi giocatori possiamo anche coinvolgere più facilmente la Figc e il Coni, ad esempio, per ottenere agevolazioni.
Vorremmo presentare un nuovo progetto architettonico degno del Toro e del suo popolo. Poi, una volta ricostruito il Filadelfia a immagine e somiglianzà di com'era prima della demolizione, il centro sportivo verrebbe immediatamente usato dal club granata e abitato dai suoi tifosi.
Io abito in Lombardia, lo sapete, ma a Torino Rampanti, Rosato, Sala, Cereser e tanti altri ex giocatori stanno già muovendosi da un po' di tempo: difatti non hanno incontrato solo Cimminelli e il sindaco Chiamparino. Stanno cercando di porre le basi perché; la nostra associazione possa provarci: affinchè nasca un Filadelfia più bello e più utile al Toro rispetto a quello che potrebbe sorgere in questo momento. Il sindaco ci ha ascoltato con attenzione ed entusiasmo, Cimminelli ha ricevuto i rappresentanti dell'associazione e già solo l'apertura di un dialogo rispettoso è importante. La palla ce l'ha lui, perché; attraverso il Torino è Cimminelli ad avere la titolarità di quel terreno benedetto. Qualcosa si sta muovendo, credo che questo non dispiaccia a nessuno, anzi: proprio perché; non ci sono secondi fini. Tutto qua: quel che oggi avevo da dire, l'ho detto.
«Forza Toro, sempre».


Marco Bonetto


da Tuttosport del 6 febbraio 2005



scritto alle 00:01 ::    COMMENTI

Venerdi, Febbraio 11, 2005




IL Comitato Dignità Granata è lieto di pubblicare il Comunicato Stampa della riunione costitutiva del Coordinamento Granata.


COORDINAMENTO GRANATA
- Comunicato riassuntivo incontro fondazione -
Torino, 6 Febbraio 2005

Domenica 6 Febbraio 2006, presso il locale 'Hiroshima, Mon Amour' di Torino ed in diretta su Radio Flash, è ufficialmente nato il COORDINAMENTO GRANATA, con lo spirito di unire in un solo movimento i Club e tutti i tifosi del Toro d'Italia.


L'incontro ha determinato spirito ed obiettivi del Coordinamento, attraverso i vari interventi che si sono succeduti nella mattinata: Montiglio (presidente), Tartaglia (resp. Centro-sud), Catania (Ultras) e Mirko (Granata Korps), Massone (vicepresidente e resp. Centro-nord), Pesce (vicepresidente e resp. Roma-Lazio), Belli (resp. Lazio e Isole), Margaro (esponente storico Ultras), Montagna (Lombardia), Patrignani (Umbria-Marche), Cappello (Triveneto), Sessa (Unione siti on line), Bellino (Vigone e per Società Civile Campo Torino), Lorenzo e Socrates (esponenti tifo), Mazzeo (Crevalcore e per Bologna, Ferrara, Modena), Bertolusso, Bottoli (Desenzano), Bianchi (T.C. Milano), Sig.ra Grasso e Miliari (Memoria Storica), Zampitto (Agrigento), Vicentini (Verona).


Questi interventi hanno espresso alcuni punti fondamentali.
Anzitutto l'esigenza di costituire un soggetto unico e forte, comprensivo del più esteso dei club come del singolo tifoso (specie se lontano da Torino), tutti con pari dignità.
D'obbligo costituire una rete operativa di comunicazione snella ed accessibile cosi' da permettere all'informazione di arrivare in tempo reale a tutti. A questo scopo si sta allestendo un apposito supporto informatico con l'ausilio di ToroNews.net (di cui sarà dato conto non appena completato).
In questo modo, sarà promosso l'obiettivo essenziale del Coordinamento: creare un'unità di intenti, di pensiero e di movimento, pur nel più ampio spirito critico e nell'apertura al dibattito.


Da questa unità bisognerà partire con contributi propositivi, promuovendo attività ed iniziative prioritarie:


- la tutela del Filadelfia,
- la contestazione contro questa società (verso la quale il Coordinamento esprime tutto il suo dissenso), ma in maniera intelligente e costruttiva, ad esempio promuovendo inviti pubblici all'acquisto per cercare una nuova realtà societaria
- la promozione di attività ludiche e sociali per attirare i più giovani (ad esempio, attraverso l'illustrazione della nostra storia e del suo significato nelle scuole)
- il sostegno alla squadra, con il rispetto di chi in campo dimostra, però, di onorare la maglia
- l'ascolto attento e critico di ogni iniziativa (come quelle della 'Società Civile Campo Torino" e quella dell'Associazione ex calciatori per il recupero del Fila), respingendo però qualunque coinvolgimento politico.


Il Coordinamento ha anche riconosciuto con forza il ruolo trainante della Maratona e dei suoi gruppi organizzati i quali, a loro volta, sostengono il Coordinamento.
In sintesi, il Coordinamento persegue unità, forza ed autonomia per salvaguardare il patrimonio che essere del Toro costituisce e ricostruire lo spirito e la partecipazione che oggi, in parte, latitano (specie proprio in Piemonte), attraverso incontri, proposte, iniziative, progetti ed attraverso un forte supporto informativo e logistico che permetta a tutti di sentirsi parte attiva di una realtà unica, da Torino ad Agrigento.


L'assemblea ha infine emesso il primo organigramma che vede:


. Presidente: Marco Montiglio
. Vice-presidenti: Angiolo Massone e Pierpaolo Pesce
. Responsabile Centro-Nord: Angiolo Massone
. Responsabile Centro-Sud: Gianluca Tartaglia


Aree ristrette


. Lombardia: Maurizio Montagna
. Triveneto: Marco Cappello
. Emilia-Romagna: Lisandro Michelini
. Umbria-Marche: Mario Patrignani
. Lazio: Pierpaolo Pesce e David Belli
. Isole e Campania: David Belli e Gianluca Tartaglia


Segreteria: Daniela Fiorone


In collaborazione con Radio Granata Voice e Toro News (WEB)



scritto alle 10:51 ::    COMMENTI

Mercoledi, Febbraio 09, 2005

                       SOPRALLUOGO OLIMPICO NEL COMUNALE IN   RISTRUTTURAZIONE.                       


                        «SARÀ PRONTO A OTTOBRE»




                       Patron in vetrina: «Proprio bello il mio stadio»

TORINO. Ingegneri, architetti, molti consiglieri comunali, l'assessore allo Sport Renato Montabone, il presidente della Commissione olimpica Gavino Olmeo, i vertici del Torino: un moto perpetuo dentro e fuori. Nuovo sopralluogo al Comunale e notizie ufficiali confortanti che vanno a coprire qualche timore ufficioso. «A ottobre lo stadio sarà pronto e consegnato per i test in vista delle due cerimonie olimpiche del 2006, ma già a fine giugno il Toroc potrà entrare per cominciare gli allestimenti», dice Giovanbattista Quirico, l'ingegnere capo del Comune. «Un quarto della copertura sarà ultimato a inizio marzo con la posa di lamiere metalliche: ma una parte del tetto sarà in materiale traslucido. Plastico, credo», precisa il direttore dei lavori, l'ingegnere Remo Mandolicchio. «A breve partiranno le opere per un altro quarto di copertura tra la Maratona e la tribuna vip. Intanto sono finiti í lavori base per l'Istituto di Medicina dello Sport sotto i distinti, difatti già consegnato». Francesco Cimminelli è orgoglioso: «Bello, bello. Il nuovo Comunale sta venendo fuori proprio bene, sono contento, non vedo l'ora di inaugurarlo. Il nome dello stadio? Ne avrà due. Uno a pagamento, commerciale, come fanno tutti in Inghilterra: lanceremo un'asta, l'azienda che offrirà di più denominerà come vorrà l'impianto. Stadio Coca Cola? Magari! (sai quanti soldi arriverebbero, cioè; ndr). L'altro nome dello stadio sarà invece legato alla storia granata: lanceremo un referendum, saranno i tifosi a scegliere». Osserva la torre Maratona: «In futuro vorrei realizzare un ristorante girevole, in cima. L'albergo e i negozi dietro allo stadio? Sorgeranno dopo le Olimpiadi: a tutto vantaggio del Torino venderò i diritti edificatori come già ho fatto per il centro commerciale del Fila, alla Bennet». L'altrettanto soddisfatto Attilio Romero mostra il mini-terzo anello sotto la copertura: «Lì saranno realizzati anche i palchi, ma solo nella tribuna vip. E in basso le curve si avvicinano al campo di qualche metro: meglio di prima». Capienza: 27 mila posti. Il Torino ci giocherà dal campionato 2006-2007.


Marco Bonetto


Tuttosport del 9 febbraio 2005


 


Volevamo segnalare anche questo link.....


http://www2.raisport.rai.it/news/sport/calcio/200104/21/3acdacff04321/




scritto alle 17:31 ::    COMMENTI

Venerdi, Febbraio 04, 2005


Ringraziando tutti per l'enorme attenzione e partecipazione dedicate al calendario " Eroi senza Tempio " , informiamo che le ultime copie rimaste saranno in distribuzione in occasione della convention di fondazione del Coordinamento dei Tifosi Granata del 5-6 febbraio.



La prossima settimana renderemo note anche le cifre definitive delle iniziative benefiche collegate al calendario stesso.




scritto alle 13:45 ::    COMMENTI