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Mercoledi, Aprile 27, 2005


 


Buongiorno


di Massimo Gramellini



E' MORTO IL PRESIDENTE CHE NEL 1976 VINSE LO SCUDETTO CON IL TORINO


Pianelli, l'ultimo eroe granata


25 aprile 2005


Orfeo Pianelli è andato da Meroni e ci ha lasciati soli. Per un tifoso granata della mia generazione, ha rappresentato una delle poche certezze dell'adolescenza. Cambiavano i giochi, gli affetti, le passioni e le ideologie, ma il Toro restava lì, immutabile come un patto di sangue. E il Toro era lui, il Presidente. Quel signore con l'abito eternamente marron, le folgorazioni linguistiche («Non bevo champagne, sono analcolico») e la faccia da contadino furbo ma non servo, ricco ma non scemo.


Pianelli era un seminatore di granatismo, oculato e costante. Ricostruì il sogno, un anno dopo l'altro, senza mai rinnegare il codice genetico del Toro: vivaio, tremendismo, sperimentazione coraggiosa di uomini e schemi. Sapeva di avere un vicino di casa ingombrante, ma anche di poter contare sulla sesta tifoseria d'Italia. Perciò arrivare oltre il sesto posto fu sempre considerato da lui un disonore. Successe di rado. Invece vinse due scudetti: uno nel 1976 con Pulici e un altro, per vent'anni, con la dignità. Il suo Toro non conobbe mai l'onta della B. Altri tempi? No, altra tempra. Il Toro ha più o meno i tifosi di allora: se i risultati non sono gli stessi è perché;; non ha più avuto uno staff appassionato e competente come quello che seppe costruire Pianelli.


Buon viaggio, Presidente. Senza di te, adesso, di certezze adolescenziali ce ne resta una sola: il Toro, nonostante tutto. Perché;; torneranno i tempi d'oro, come dicevi tu, che li facesti tornare davvero. E sarebbe bello farli ricominciare in tuo onore da subito, riempiendo lo stadio di tifosi riconoscenti e commossi, stasera.




scritto alle 10:31 ::    COMMENTI

Venerdi, Aprile 22, 2005



Il Rettangolo delle Bermude

Nell'Italia Occidentale, subito sotto le Alpi e poco sopra il Mar Ligure, c'è una piccolissima zona che forma ciò che nella tradizione popolare del luogo viene definito come un "rettangolo". I lati di questo quadrilatero sono formati dal declivio dei monti Spano e Giordano Bruno, dal fiume Filadelfia e dal suo affluente, il rio Tunisi.
Nell'elenco mondiale dei misteri insoluti, quest'area occupa un posto sconvolgente e quasi incredibile. E' nota a tutti gli studiosi di fenomeni paranormali come Il Rettangolo delle Bermude, dal nome dell'unico indumento rimasto in possesso ai discendenti degli antichi abitanti della zona, mitologico e fiero popolo ora convertitosi al nomadismo tribale e litigioso.
Leggende e racconti paurosi sono sempre esistiti in tutte le parti del mondo, fin dall'antichità, ma la maggior parte si sono dissolte nel corso degli anni, mentre il mistero del Rettangolo delle Bermude resiste tuttora. Grandi e piccoli architetti sono scomparsi senza lasciare tracce, come se fossero precipitati in un'altra dimensione spazio temporale. Sontuosi progetti, come quello del 1997 della Fondazione Bermude, sono semplicemente spariti insieme ai soldi raccolti, come ingoiati da un buco nero; altri plastici e modellini in scala sono stati rinvenuti alla deriva, ma nulla è servito per avere alcun indizio su quanto in realtà accada in quella zona.
E' il luogo dove decine di prospetti e altrettante delibere comunali sono andati perduti, senza che una sola parete o un pezzo di muro fosse edificato. Manifestazioni inspiegabili attraverso la scienza tradizionale, tipo una vegetazione che cresce a dismisura e produce fiori a forma di siringa o merda di cane, continuano con una frequenza in evidente aumento e, nonostante il fatto che numerosi paragnosti e appassionati d'enigmi le stiano studiando con attenzione, ancora non se ne capiscono esattamente le ragioni.
Molti dei progetti in questione sono svaniti mentre si trovavano apparentemente in normale contatto radio con la giunta comunale, mentre in altre circostanze sono stati ricevuti i messaggi più straordinari, come finanziatori che non operavano più, aree verdi che improvvisamente diventavano edificabili per colpa di strane congiunzioni astrali, passaggi di proprietà in famiglia e tra amici ed ogni volta spariva un pezzo di Rettangolo. Magia, bussole che impazzivano, testimoni che giurano di aver visto il cielo improvvisamente colorarsi a righe plumbee e lattiginose, o che si udissero strane voci ben impostate e applausi fiduciosi, che dal nulla apparissero titoloni sui giornali. O che migliaia di metri cubi d'aria, in gergo scientifico chiamate "cubature", si spostassero da una zona all'altra cambiandone le caratteristiche originarie.
Generalizzando un pò, tali eventi sono riassumibili principalmente con il termine "fenomeni paranormali", ma è chiaro che, associate a questi, vi è tutta una serie di anomalie (fisiologiche, magnetiche, meccaniche, elettriche, economiche, edilizie, elettorali, ecc.) che rendono alquanto problematica l'individuazione di un'unica, definitiva risposta.
Attualmente, pare che di tutta l'area originale una piccola parte sia diventata immune agli strani fenomeni e, forse, nuovamente utilizzabile dall'Antico Popolo. Probabilmente per dare un contentino agli scettici e proseguire in pace lo studio della levitazione dei prati attorno, il tutto grazie all'energia cosmica.
Nel contempo alcuni studiosi dilettanti, fuori dal giro accademico, accusano la scienza ufficiale di essere dispensatrice non di verità ma di sciocca superstizione. Gli scienziati ribelli si stanno orientando su una nuova semplice teoria, e cioè che tutti i prospetti, i racconti, le affermazioni, le testimonianze e le dichiarazioni dei protagonisti avvicendatesi in questi anni, siano state solo e semplicemente una serie di menzogne e trucchi, costruita per coprire una mera speculazione edilizia, avente in dote l'ulteriore e non trascurabile beneficio di aver costretto al vagabondaggio, e al conseguente lento scivolare nell'oblio di una sopravvivenza stentata, l'orgoglioso e rompicoglioni Antico Popolo del Rettangolo.
Chi ha ragione?
Ai posteri, se ne resterà qualcuno, l'ardua sentenza.
Se nel frattempo si smettesse di credere al Mago di Plastica, prima che racconti che la causa della prossima fregatura sia dovuta al rapimento del suo ennesimo architetto da parte degli Alieni, non sarebbe poi male.



scritto alle 00:51 ::    COMMENTI

Martedi, Aprile 19, 2005




scritto alle 16:05 ::    COMMENTI

Domenica, Aprile 17, 2005



Una rara immagine aerea dello Stadio Filadelfia. La struttura, inserita in un contesto estremamente periferico caratterizzato da campi coltivati, prati, strade in terra battuta, cascine e poche case nuove, è ancora quella originaria del 1926.  



scritto alle 15:39 ::    COMMENTI

Giovedi, Aprile 14, 2005


dalla Gazzetta dello sport del 13 aprile 2005:

TORINO
".....il patron Cimminelli sogna uno stadio Comunale personalizzato, bianco fuori e granata dentro......"


 



scritto alle 21:45 ::    COMMENTI

Mercoledi, Aprile 13, 2005




scritto alle 01:51 ::    COMMENTI

Venerdi, Aprile 01, 2005


 


Dall'uovo pasquale è uscito il pulcino che ci ha regalato il derby del futuro

di Massimo Gramellini



JUVENTIN moggiasco: «Cosa fai per strada a clacson sguainato?».
Granata da legare: «Festeggio il nostro trionfo».
«Contro il Pescara?».
«No, contro di voi. Uno a zero nel derby di Pasqua, gol di Sarale».
«Chi è 'sto fenomeno? E come mai Rossi non lo fa giocare?».
«Non vorrà bruciarlo, credo. Ha 9 anni».
«Il derby dei pulcini a Pasqua. Manca solo l'uovo».
«Quello veramente l'abbiamo fatto noi. Mentre i tuoi pigiamini hanno preso due pali. Due-pa-li in un derby, ti rendi conto! È il vento che comincia a girare: fra un po' riprenderete anche Maifredi».
«Intanto nuotiamo fra i dobloni degli sponsor, mentre voi siete sempre lì a cimminellarvi l'anima».
«Non udirai più un solo lamento da questa bocca. Sono stufo di sentirmi vittima del destino. D'ora in poi voglio essere un avventuriero in cerca di un tesoro».
«Qual è la tua fonte di ispirazione, Zeman?».
«No, Coelho. L'Alchimista mi è apparso in sogno per dettarmi le prossime mosse. La prima sarà tifare sodo per...».
«... il Liverpool, scommetto».
«La mia seconda squadra da sempre».
«Ma se due settimane fa era il Real Madrid».
«Di calcio minore non parlo. Invece tifo per il nostro ritorno immediato in serie A».
«In effetti un po' mi mancate».
«Sapeste voi a me. Ma se i nostri ricominciano a correre come in estate, non c'è Empoli o Perugia che tenga: a giugno si festeggia la promozione con i genoani. Un amico giornalista di fede rossoblu mi ha dato un'idea da far (quasi) impallidire la Marcia del 2003. Per scaramanzia la lanceremo solo quando avremo 4 punti di vantaggio sulla terza...».
«Cioè mai. Ma un mese fa non preferivi fallire?».
«Con la primavera mi è tornata voglia di combattere. A giugno la A, augurandosi che Zaccarelli ingaggi un direttore sportivo alla Corvino: uno che se va in Uruguay non prende Franco, ma Chevanton. E a fine anno lo scudetto. In Federcalcio sembrano intenzionati a restituirci quello del 1927, sempre che Romero si ricordi di spedire la richiesta in carta bollata».
«O che, per risparmiare, Cimminelli non gliela faccia compilare in carta semplice. Ma dopo lo scudetto che succede? Giocherete la Champions degli ottuagenari?».
«Come no! Per stare in piedi chiederemo la pozione magica al vostro Panoramix».
«Mi spiace, è incedibile. Come il Toro finchè ci sarà Cimminelli».
«Io non dispero. A differenza di Cimmi, che sta seduto da anni sopra un tesoro senza saperlo far fruttare, qualche imprenditore comincia a intuire che cosa potrebbe significare il Quartiere Granata di via Filadelfia, con due stadi separati da meno di un chilometro».
«Non mi hai sempre detto che il vostro segreto era il campetto secondario del «Fila», quello dove adesso costruiranno i palazzi?».
«È vero: il Filadelfia da solo non è niente. Senza il cortile e il campetto della Primavera non rinascerebbe la magia che consisteva nel riunire giocatori e tifosi di oggi e di domani in un unico luogo grondante di storia, ma a portata di tram».
«Lo capisco persino io che sono più gobbo di Cimminelli. Non è soltanto romanticismo, ma un modo per tirar su dei bei soldi.. Possibile che non glielo abbia spiegato nessuno?».
«Se Romero non avesse già altri mille motivi per riflettere sulla sua ignavia, in effetti basterebbe questo».
«Ci vorrebbero degli imprenditori che finanziassero almeno in parte l'iniziativa».
«È esattamente il tipo di persone che gli ex calciatori e tanti tifosi semplici stanno cercando di coinvolgere. E poi chissà, da cosa nasce cosa. Io non mi illudo. Ma tu auguraci buona fortuna. Un Toro forte conviene anche a voi. Ormai si è capito: nell'era del calcio televisivo la vicinanza fisica con lo stadio non determina più la squadra del cuore. Voglio dire che se prima di Sky potevate illudervi che un Toro debole avrebbe portato nuovi tifosi alla gi*ve, adesso sapete benissimo che li porta soprattutto al Milan e all'Inter».



scritto alle 16:30 ::    COMMENTI